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16 DICEMBRE
GIOISCI, FIGLIA DI SION!
Rit. Venite, adoriamo il Re Signore, che sta per venire
Godi, figlia di Sion, esulta, figlia di Gerusalemme:
ecco il Signore verrà ed in quel giorno vi sarà gran luce,
i monti stilleranno dolcezza.
E dai colli scorrerà latte e miele,
perché verrà un gran profeta
ed Egli rinnoverà Gerusalemme. Rit.
Dal libro del profeta Sofonia (Sof 3,14-17)
Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d'Israele è il Signore in mezzo a te, tu non temerai più alcuna sventura. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: "Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia".
Dalla circolare n.12 di Madre Serafina
Figlie mie che tanto amo, [...] vorrei che il Verbo Incarnato vi facesse gustare una goccia di quei carismi che donò alla Vergine quando prese carne dalle sue carni; vorrei che nell’avventurata notte ciascuna di voi avesse uno sprazzo di quella Fede che ebbero Maria e Giuseppe quando adorarono il Neonato Bambino. Oh! che momento sarà mai stato quello! Ricevuto questo dono oh allora le nostre Comunioni saran ben diverse dalle passate… gusteremo la presenza reale di Gesù in noi … e con ciò viene tutto il resto. Gradite il mio augurio … e tutte unite facciamo la Novena, con gran fervore per ottenere di vederci,8 benché lontane, entro lo speco di Betlem. M’intenda chi può … e mi segua.
Canto di Avvento
17 DICEMBRE
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O SAPIENZA
Rit. Venite, adoriamo il Re Signore, che sta per venire
Ecco, dalla casa di David
verrà il Dio-Uomo a sedersi sul trono;
vedrete e godrà il vostro cuore. Rit.
Dal libro del Siracide (Sir 24,1-8)
La sapienza fa il proprio elogio, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria: "Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo e come nube ho ricoperto la terra. Io ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi. Ho percorso da sola il giro del cielo, ho passeggiato nelle profondità degli abissi. Sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dominio. Fra tutti questi ho cercato un luogo di riposo, qualcuno nel cui territorio potessi risiedere. Allora il creatore dell'universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: "Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele".
Dalla circolare n.23 di Madre Serafina
La mente nostra deve essere tutta raccolta nel celeste Bambino che dalla cattedra del suo presepio incomincia coll’esempio di se stesso a dare lezioni fino allora inaudite. Sono lezioni di umiltà profonda, di povertà estrema, di mortificazioni fino al sacrifizio. Qui comincia quella serie di umiliazioni che toccano l’apice nella immolazione della croce. Noi che le conosciamo possiamo abbracciarle tutti con un sol colpo d’occhio, congiungendo Betlem col Calvario … sopra tutto dobbiamo fermarci nell’umiliazione dell’Incarnazione, che S. Paolo chiama annichilimento, perché allora l’infinito diviene finito; il creatore, creatura; l’immenso circoscritto; l’eterno mortale. [...] O l’esempio che ci ha dato Gesù è molto più efficace delle sue parole, perché le ascoltiamo sì, ma poi oppressi da tanti pensieri che si affollano nella nostra mente le lasciamo cadere. Ed ecco che torniamo ad essere come prima menando una vita dissipata e scorretta. A Betlem, dunque, tutti a Betlem.
Insieme:
O Sapienza, che esci dalla bocca dell’Altissimo,
ti estendi ai confini del mondo,
e tutto disponi con soavità e forza:
vieni, insegnaci la via della saggezza!
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Canto di Avvento
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18 DICEMBRE
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O SIGNORE
Rit. Venite, adoriamo il Re Signore, che sta per venire
Ecco, verrà il Signore, il nostro Protettore, il Santo d’Israele,
portando sul capo la corona regale
e dominerà da un mare all’altro
e dal fiume sino ai confini estremi della terra. Rit.
Dal libro dell’Esodo (Es 6,2-8)
Dio parlò a Mosè e gli disse: "Io sono il Signore! Mi sono manifestato ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe come Dio l'Onnipotente, ma non ho fatto conoscere loro il mio nome di Signore. Ho anche stabilito la mia alleanza con loro, per dar loro la terra di Canaan, la terra delle loro migrazioni, nella quale furono forestieri. Io stesso ho udito il lamento degli Israeliti, che gli Egiziani resero loro schiavi, e mi sono ricordato della mia alleanza. Pertanto di’ agli Israeliti: “Io sono il Signore! Vi sottrarrò ai lavori forzati degli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi riscatterò con braccio teso e con grandi castighi. Vi prenderò come mio popolo e diventerò il vostro Dio. Saprete che io sono il Signore, il vostro Dio, che vi sottrae ai lavori forzati degli Egiziani. Vi farò entrare nella terra che ho giurato a mano alzata di dare ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe; ve la darò in possesso: io sono il Signore!”.
Dalla circolare n.33 di Madre Serafina
Sorelle dilettissime e Vergini a Dio Sacre, dalla Città dei Martiri, sotto lo sguardo della Vergine mi è dolce augurarvi tutte unite il S. Natale come tutte tutte vi vedo intorno a me e vi porto nel cuore. La pace che è frutto della carità: quella pace che sempre regnò regina alla Badia regni da sovrana in ciascuna di noi, e gusteremo allora le giocondità Natalizie che sono le delizie della pace. Ricordiamo che l’amare chi è buono: chi ci ama e benefica: chi è simpatico è cosa naturale. Amare il nemico: amare chi non incontra il nostro carattere: compatire; tollerare: capire i difetti altrui: faticare lasciando ad altri il merito è questa la vera carità che genera la pace deliziosa che tutte unite dobbiamo invocare dalla Vergine alla grotta avventurata, specie nella Notte Santa.
Insieme:
O Signore, guida della casa d’Israele,
che sei apparso a Mosè nel fuoco del roveto,
e sul monte Sinai gli hai dato la legge:
vieni a liberarci con braccio potente!
Canto di Avvento
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19 DICEMBRE
O GERMOGLIO DI IESSE
Rit. Venite, adoriamo il Re Signore, che sta per venire
Ecco, apparirà il Signore
e non mancherà di parola.
Se indugerà attendilo perché verrà
e non potrà tardare. Rit.
Dal libro del profeta Isaia (Is 11,10-12)
In quel giorno avverrà che la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli. Le nazioni la cercheranno con ansia. La sua dimora sarà gloriosa.
In quel giorno avverrà che il Signore stenderà di nuovo la sua mano per riscattare il resto del suo popolo, superstite dall'Assiria e dall'Egitto, da Patros, dall'Etiopia e dall'Elam, da Sinar e da Camat e dalle isole del mare. Egli alzerà un vessillo tra le nazioni e raccoglierà gli espulsi d'Israele; radunerà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra.
Dalla Lettera ai fedeli di san Francesco (LFed 4-5: FF 181-182)
L’altissimo Padre celeste, per mezzo del suo santo angelo Gabriele, annunciò questo Verbo del Padre, così degno, così santo e glorioso, nel grembo della santa e gloriosa Vergine Maria, e dal grembo di lei ricevette la vera carne della nostra umanità e fragilità.
Lui, che era ricco sopra ogni altra cosa, volle scegliere in questo mondo, insieme alla beatissima Vergine, sua madre, la povertà.
Insieme:
O Germoglio di Iesse,
che ti innalzi come segno per i popoli:
tacciono davanti a te i re della terra,
e le nazioni t’invocano:
vieni a liberarci, non tardare!
Canto di Avvento
20 DICEMBRE
O CHIAVE DI DAVIDE
Rit. Venite, adoriamo il Re Signore, che sta per venire
Il Signore discenderà come pioggia sul vello:
in quei giorni spunterà la giustizia e l’abbondanza della pace:
tutti i re della terra lo adoreranno
e i popoli lo serviranno. Rit.
Dal libro del profeta Isaia (Is 22,15.19-23)
Così dice il Signore, Dio degli eserciti: “Rècati da questo ministro, da Sebna, il maggiordomo, e digli: [...] Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto. In quel giorno avverrà che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkia; lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua cintura e metterò il tuo potere nelle sue mani. Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda. Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire. Lo conficcherò come un piolo in luogo solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre.
Dalla Vita prima di Tommaso da Celano (1Cel 86: FF 470)
Spesso, quando voleva pronunciare Cristo con il nome di «Gesù », infervorato d’immenso amore, lo chiamava «il Bambino di Betlemme», e quel nome «Betlemme» lo pronunciava come il belato di una pecora, riempiendosi la bocca di voce e ancor più di tenero affetto. E ogni volta che diceva «Bambino di Betlemme» o «Gesù », passava la lingua sulle labbra, quasi a gustare e deglutire tutta la dolcezza di quella parola.
Insieme:
O Chiave di Davide, scettro della casa d’Israele,
che apri e nessuno può chiudere, chiudi e nessuno può aprire:
vieni, libera l’uomo prigioniero,
che giace nelle tenebre e nell’ombra di morte!
Canto di Avvento
21 DICEMBRE
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O ASTRO CHE SORGI
Rit. Venite, adoriamo il Re Signore, che sta per venire
Nascerà per noi un bimbo
e sarà chiamato Dio forte:
Egli siederà sul trono di Davide, suo padre
e sarà un dominatore
ed avrà sulle sue spalle la potestà regale. Rit.
Dal libro del profeta Isaia (Is 9,1-5)
Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Madian. Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco. Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace.
Dalla Vita prima di Tommaso da Celano (1Cel 85: FF 469)
E giunge il giorno della letizia, il tempo dell’esultanza! Per l’occasione sono qui convocati frati da varie parti; uomini e donne del territorio preparano festanti, ciascuno secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per rischiarare quella notte, che illuminò con il suo astro scintillante tutti i giorni e i tempi. Arriva alla fine il santo di Dio e, trovando che tutto è stato predisposto, vede e se ne rallegra. Si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e si introducono il bue e l’asinello. In quella scena si onora la semplicità, si esalta la povertà, si loda l’umiltà. Greccio è divenuto come una nuova Betlemme. Questa notte è chiara come pieno giorno e deliziosa per gli uomini e per gli animali! La gente accorre e si allieta di un gaudio mai assaporato prima, davanti al rinnovato mistero. La selva risuona di voci e le rupi echeggiano di cori festosi. Cantano i frati le debite lodi al Signore, e la notte sembra tutta un sussulto di gioia. Il santo di Dio è lì estatico di fronte alla mangiatoia, lo spirito vibrante pieno di devota compunzione e pervaso di gaudio ineffabile.
Insieme:
O Astro che sorgi,
splendore della luce eterna,
sole di giustizia:
vieni, illumina chi giace nelle tenebre
e nell’ombra di morte!
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Canto di Avvento
22 DICEMBRE
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O RE DELLE GENTI
Rit. Venite, adoriamo il Re Signore, che sta per venire
Betlemme, città del sommo Dio,
da te nascerà il dominatore d’Israele;
la sua nascita risale al principio dei giorni dell’eternità
e sarà glorificato in mezzo a tutta la terra.
E quando Egli sarà venuto,
vi sarà pace sulla nostra terra. Rit.
Dal libro dell’Apocalisse (Ap 15,2-4)
Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco; coloro che avevano vinto la bestia, la sua immagine e il numero del suo nome, stavano in piedi sul mare di cristallo. Hanno cetre divine e cantano il canto di Mosè, il servo di Dio, e il canto dell'Agnello:
“Grandi e mirabili sono le tue opere, Signore Dio onnipotente; giuste e vere le tue vie, Re delle genti! O Signore, chi non temerà e non darà gloria al tuo nome? Poiché tu solo sei santo, e tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te, perché i tuoi giudizi furono manifestati”.
Dalla Lettera quarta di santa Chiara a sant’Agnese di Boemia (LAg 4, 19-20: FF 2904)
Guarda con attenzione - ti dico - il principio di questo specchio, la povertà di colui che è posto in una mangiatoia e avvolto in pannicelli. O mirabile umiltà, o povertà che dà stupore! Il Re degli angeli, il Signore del cielo e della terra è reclinato in una mangiatoia.
Insieme:
O Re delle genti,
atteso dalle nazioni, pietra angolare
che riunisci i popoli in uno,
vieni e salva l’uomo che hai formato dalla terra!
Canto di Avvento
23 DICEMBRE
O EMMANUELE
Rit. Venite, adoriamo il Re Signore, che sta per venire
Domani sarà cancellata la colpa della terra
e regnerà su noi il Salvatore del mondo.
Rit. Il Signore è vicino, venite adoriamo.
Dal libro del profeta Isaia (Is 7,10-15)
Il Signore parlò ancora ad Acaz: “Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall'alto”. Ma Acaz rispose: “Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore”. Allora Isaia disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene”.
Dalla circolare n.23 di Madre Serafina
Alla capanna di Betlemme meditiamo dunque due grandi misteri. Guardando al Bambinello Gesù diciamo: un Dio si è fatto uomo per me!! Guardando a Maria diciamo: ecco perché è immacolata! Per la sua divina maternità. Poi: se Gesù facendosi uomo, è diventato mio fratello; Maria, donandolo alla luce, è diventata anche la madre mia. Quanto sono mai dolci questi pensieri! Che teneri affetti suscitano nel cuore! Del resto non so chi rapisca di più: se il Bambinello che spira aria di Paradiso, o la Vergine sua madre, che risplende di sovrumana bellezza, anzi riflette come specchio tersissimo gli splendori della Divinità. Comunque sia, quella capanna, nonostante la rozzezza e lo squallore deve essere un paradiso, poiché si rivela la gloria di Dio!
Insieme:
O Emmanuele, nostro re e legislatore,
speranza e salvezza dei popoli:
vieni a salvarci, o Signore nostro Dio!
Canto di Avvento
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24 DICEMBRE
QUESTO E’ IL GIORNO CHE HA FATTO IL SIGNORE
Dalla circolare n.23 di Madre Serafina
Figlie dilettissime, ricordatevi che la culla di Gesù Bambino fu la culla dell’Ordine Francescano. Là, in quella squallida capanna il Serafico nostro Patriarca s’ispirò a quel genere di vita che lasciò qual preziosa eredità ai figli suoi morendo. In altri termini: coll’abbracciare l’umiltà, la povertà, e la mortificazione di Cristo, rivestì la gloriosa sua figura, e fu una copia perfetta di Lui. Alla vista del Bambino Gesù s’innamorò di lui alla follia tanto che non potendo contenere in sé la foga dell’amore andava per la campagna gridando: amiamo il Bambino di Betlem, amiamo il Bambino di Betlem. Che avrà mai detto accanto alla culla? Forse era preso da un dolce deliquio: forse parlava coi sussulti del cuore che palpitava sul cuor di Gesù! È questo il linguaggio che piace a Gesù, il linguaggio dell’amore. Ho sentito alle volte qualcuna di voi dimandare: com’ho da fare. Come faceva S. Francesco. Egli diventò un Serafino d’amore: forsecché aveva un cuore diverso dal nostro?! Forsecchè il Signore ha voluto che altri l’amino ed altri no?! Forsecchè vuol essere imitato da alcuni sì, da alcuni no? Veniamo ad una conclusione. Diamoci tutti all’imitazione di Gesù Cristo, e saremo non solo salvi, ma Santi. Alla capanna di Betlemme ci troveremo tutti uniti questa notte, domani e sempre: là diciamo ecco come si ama.
Dall’Ufficio della Passione del Signore (FF 281; 303)
Ant. Santa Maria Vergine, nel mondo tra le donne non è nata alcuna simile a te, figlia e ancella dell’altissimo sommo Re, il Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi con san Michele arcangelo e con tutte le potenze angeliche dei cieli e con tutti i santi, presso il tuo santissimo diletto Figlio, Signore e maestro.
Gloria al Padre… come era nel principio…
Preghiamo a cori alterni:
Esultate in Dio, nostro aiuto*
giubilate al Signore Dio vivo e vero con voce di gioia.
Poiché eccelso e terribile è il Signore,*
re grande su tutta la terra.
Poiché il santissimo Padre celeste,*
nostro re prima dei secoli,
ha mandato dall’alto il suo Figlio diletto,*
ed egli è nato dalla beata Vergine santa, Maria.
Lui lo ha invocato: “Tu sei mio padre”, +
ed Egli lo costituì suo primogenito,*
più alto dei re della terra.
In quel giorno il Signore ha mandato la sua misericordia*
e nella notte il suo cantico.
Questo è il giorno, che ha fatto il Signore:*
esultiamo in esso e rallegriamoci.
Poiché il santissimo bambino diletto è dato a noi +
e nacque per noi lungo la via
e fu posto nella mangiatoia,*
perché egli non aveva posto nell’albergo.
Gloria al Signore Dio nell’alto dei cieli,*
e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Si allietino i cieli ed esulti la terra +
frema il mare e quanto racchiude,*
gioiscano i campi e quanto contengono.
Cantate a lui un cantico nuovo;*
cantate al Signore da tutta la terra.
Poiché grande è il Signore e degno di ogni lode,*
è terribile sopra tutti gli dèi.
Date al Signore, o terre dei popoli, +
date al Signore la gloria e l’onore,*
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate in offerta i vostri corpi +
e prendete sulle sue spalle la sua santa croce*
e seguite sino alla fine i suoi santissimi comandamenti.
Gloria al Padre…
Come era nel principio…
Ant. Santa Maria Vergine…
Canto di Avvento
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