Madonna del Lago-Badia di Bertinoro, 1° maggio 2026 nel 125° ANNIVERSARIO DEL PRIMO INVIO MISSIONARIO
“Stia forte a Bertinoro, e da Bertinoro si diramerà in molte parti del mondo”, questa è la profezia che aveva fatto nel 1897 il Cardinal Parocchi, vicario generale di Papa Leone XIII, alla nostra fondatrice Madre Serafina Farolfi. E così davvero è stato. Il desiderio di celebrare gli inizi di questa profezia ci ha radunati in tanti il 1° maggio per compiere un pellegrinaggio evocativo nel segno della memoria grata e del rendimento di lode al Padre della Provvidenza.
E davvero in tanti ci siamo ritrovati nella splendida vallata del santuario dedicato alla Madonna del Lago, proprio all’inizio del mese mariano di maggio, luogo santo che ancora oggi profuma di preghiera e di grazia, santuario che già in passato fu tanto caro alla nostra venerabile fondatrice, tanto da insignire la Madonna del Lago del titolo di “Superiora della Badia”.
Da questo luogo che ancora oggi è tanto significativo per ogni Clarissa Francescana Missionaria del SS. Sacramento, con profonda gioia e gratitudine, abbiamo dato inizio al nostro pellegrinaggio, diretti verso la cappella della nostra casa madre, la Badia di Bertinoro, culla preziosa del nostro Istituto che tanti anni fa, il 1° maggio 1898 ,sotto lo sguardo di Maria ha visto nascere la nostra famiglia religiosa.
Ciò che ha mosso i nostri passi e i nostri cuori a compiere questo cammino (suore, sacerdoti e laici insieme), è stato il voler celebrare con gratitudine e ripercorrere idealmente i 125 anni trascorsi dal primo invio missionario: da Bertinoro al mondo!
Proprio dalla Badia di Bertinoro, infatti, 125 anni fa quattro nostre giovani sorelle sono partite per la prima missione ad gentes nella lontana India, come piccoli “semi” di bene che nel sacrificio di sé hanno poi portato molto frutto. Così da quel lontano 1901 ad oggi, da Bertinoro si è continuata ad intessere una gloriosa e meravigliosa storia missionaria che ha portato lungo questi anni tante nostre sorelle a lasciare tutto e a partire e portare l’amore di Gesù Eucaristia nel mondo, diffondendo il bene, la dedizione ai poveri e i valori del Vangelo in 14 diverse nazioni.
Nello stesso momento in cui ci siamo mossi a piedi, nella cappella della Badia iniziava un altro tipo di percorso e di “cammino”, quello della preghiera e dello Spirito. Qui le nostre sorelle, insieme a tante altre persone giunte per unirsi a loro in preghiera, hanno vissuto il pellegrinaggio in un’altra “dimensione”: in adorazione alla presenza di Gesù Eucaristia. Così si incarna il nostro carisma eucaristico-missionario: nella comunione di vita attiva e contemplativa, nella complementarietà tra l’azione e l’adorazione, tra l’andare e lo stare, tra la missione e la contemplazione. In preghiera con noi e per noi hanno accompagnato il nostro andare attendendo il nostro arrivo.
Con straordinaria semplicità, fra canti, meditazioni, testimonianze e proposte diversificate, noi pellegrini ci siamo messi in cammino lungo i sentieri dei campi, immersi nella natura che in questa stagione esplode di bellezza in tutte le sue variopinte sfumature di colori e profumi.
Lungo il percorso siamo stati accompagnati e guidati nel canto, nella meditazione e nella preghiera, coinvolti a partecipare in modo attivo ad alcune proposte che ci sono state rivolte durante le “soste a tema”. Cantando e con il giubilo nel cuore, abbiamo quindi fatto ingresso nella nostra cappella giubilare, dove ci siamo uniti a tutti gli altri già radunati in preghiera, e insieme abbiamo potuto ricevere l’indulgenza plenaria, concessa quest’anno alle chiese francescane in occasione degli 800 anni dalla morte del nostro padre San Francesco.
Con la benedizione di Gesù Eucaristia abbiamo così concluso il nostro pellegrinaggio e continuato la nostra festa in fraternità, tra i colorati manufatti missionari esposti nel chiostro. Con tutti coloro che hanno voluto essere uniti a noi in questo percorso fisico e spirituale abbiamo poi condiviso un gioioso momento di festosa convivialità.
Al termine di questa celebrazione così bella e ricca di fede e gratitudine, vogliamo ora rivolgerci ancora con affetto filiale alla Vergine Maria, Regina delle Missioni, affidando a lei il cammino della nostra vita, perché sia intessuto ancora di anelito missionario a servizio del Vangelo e dei più poveri e bisognosi fino ai confini del mondo. Continua a realizzarsi così il sogno missionario sbocciato 125 anni fa nel cuore di Madre Serafina che amava ripetere: “Finché ci sarà una clarissa francescana missionaria, Bertinoro sarà ricordata in benedizione”.
Sr Vittoria Sechi
Leggi qui il ringraziamento di sr Sara Dell'Amico, Superiora Provinciale
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