Ci vuole solo un attimo e i programmi necessariamente devono essere cambiati. Nulla è più come prima.
Penso alle tante persone che in un istante hanno dovuto prendere la decisione di lasciare casa, famiglia, lavoro, amici… tutto, pur di salvare la vita ai propri figli. Un dramma che non pensavano di dover vivere, una frontiera che non pensavano di dover oltrepassare. Eppure hanno dovuto prendere questa decisione.
La tensione è forte, la paura tanta… incessantemente le sirene annunciano un possibile pericolo… o ci si nasconde o si fugge via con la speranza di trovare un po’ di pace. E così milioni di ucraini hanno oltrepassato il confine per continuare a vivere. Chi ha potuto ha raggiunto parenti residenti in altre nazioni, altri invece hanno scelto di stare il più vicino possibile, per rientrare quanto prima nelle loro case.
La Romania è uno dei Paesi confinanti scelti dai rifugiati ucraini in fuga dalla guerra e Braila si trova a pochi chilometri dal confine, per cui molti ucraini sono stati accolti in città, grazie a chi ha messo a disposizione case, stanze d’albergo e strutture. In un attimo attorno alla nostra Comunità si è costituita una rete di persone che si è occupata dell’emergenza Ucraina e si è fatta in quattro per poter offrire il meglio possibile. Ci siamo subito interessate per attivare i primi aiuti e la risposta è stata immediata: tantissime persone dall’Italia, dalla Romania, dalla Germania, dalla Spagna hanno risposto all’appello e hanno offerto il loro contributo.
Insieme a Padre Francesco Cicorella (OFM, responsabile del Centro Missionario della Provincia “S. Michele Arcangelo” dei Frati Minori di Puglia e Molise), ci si è attivati con una raccolta di alimenti, prodotti per l’igiene e medicinali di primo soccorso, ma la campagna è durata solo tre giorni… sono stati preparati così tanti pallet che non si sapeva dove depositare tutta la merce!!! Nel giro di pochi giorni diverse persone si sono rese disponibili per trasportare direttamente sul posto gli aiuti umanitari preparati dalle famiglie che si sono prese a cuore la situazione.
Come in un attimo la guerra ha distrutto i nostri progetti e le nostre sicurezze, nell’attimo successivo il Bene è esploso e ci ha letteralmente travolto! Qui alla Fundatia Surorile Clarise noi, sorelle della Comunità, abbiamo aperto le braccia per accogliere tutto il Bene perché potesse raggiungere più persone possibile, a partire dai bimbi e le mamme ucraine che vengono a trascorrere pomeriggi da noi (chi per giocare e fare diversi laboratori insieme ai nostri bambini e chi per frequentare i corsi di lingua rumena), fino ad arrivare a chi non è potuto uscire dalla propria terra a cui inviamo i beni necessari.
Tutti ci siamo sentiti coinvolti: i bambini e le loro mamme, il personale, i volontari che frequentano la casa e tutti coloro che hanno desiderato esserci di persona (anche facendo più di 2000 km) per donare le sue giornate in favore di chi ora necessita vicinanza e affetto, oltre alle tante persone che in svariati modi hanno partecipato e partecipano a questa “maratona di solidarietà” con lo scopo di riparare il male con il bene.
Ringraziamo il Signore per ogni persona che è stata al nostro fianco, ringraziamo il Signore per la sua sconfinata Provvidenza e perché oggi ancora una volta sussurra al nostro cuore che: “non c’è limite per fare il bene” (Madre Serafina).
Siamo grate, perché i frutti già incominciano a vedersi: alcune mamme hanno già un posto di lavoro e i volti dei bambini sono sorridenti, ma abbiamo un sogno: vorremmo offrire ancora di più ai nostri amici ucraini… vorremmo permettere loro di frequentare il Centro Diurno tutti i giorni dando anche una possibilità lavorativa almeno a tre mamme, che ci aiuterebbero come educatrici e aiuto cuoca.
Mettiamo questo proposito nelle mani del Signore e confidiamo nella sua smisurata generosità.
Sr Nicoleta e sr Michela della Comunità di Braila, Romania (Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento)
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