"Ad Fontem" (alla sorgente, alla fonte) è stato il tema del 37° festival dei giovani a Medjugorje. Ma chi è questa preziosa fonte? La Parola di Dio, il Verbo fatto carne, Gesù Cristo nostro Signore.
Nel suo messaggio ai partecipanti del festival dei giovani Papa Leone XIV si è rivolto ai giovani e li ha incoraggiati a ritornare "ad Fontem", cioè a Cristo, Fonte di vita nuova e di vera gioia. Li ha invitati, quindi, a riscoprire, attraverso la preghiera, l'ascolto della Parola di Dio e dei sacramenti, la bellezza di un incontro personale con il Signore che disseta ogni cuore e dona la forza per un inizio sempre nuovo.
Con gioia ho partecipato a questa esperienza proposta da p. Leonard Farcaș Responsabile della pastorale giovanile della Diocesi di Iași in Romania. Così abbiamo coronato l'anno con una esperienza intensa di preghiera, fraternità, accoglienza reciproca, condivisione di testimonianze di vita, fatica, caldo e tanta gioia di sentirci Chiesa unita con più di 8000 giovani da 73 nazioni diverse.
Il pellegrinaggio è partito da Bacău con due pullman, ma a Medjugorje abbiamo avuto la gioia di trovarci con i giovani di 6 diocesi cattoliche e 3 eparchie grecocattoliche, eravamo circa 1000! Abbiamo anche potuto celebrare una S. Messa tutti insieme. Certamente le foto esprimono meglio di quello che posso raccontare. Ma forse non il silenzio intenso, vissuto ad ogni adorazione eucaristica... il raccoglimento composto e, durante la S. Messa quotidiana concelebrata da 650 sacerdoti, le decine di sacerdoti che durante il giorno intorno al santuario confessavano i fedeli in tutte le lingue, OVUNQUE: seduti per terra, in piedi, sui gradini... file di fedeli in attesa di confessarsi. Il tutto in un composto atteggiamento di preghiera.
Sia di mattina che di pomeriggio si alternavano alle testimonianze di vita, canti e danze. Essendo l'anno giubilare di S. Francesco d'Assisi, le meditazioni offerte dai frati minori della Parrocchia di S. Giacomo (ossia del santuario), sono state tutte sul Suo esempio di vita, di conversione e di fede. Ma ha coronato ogni giornata la festa gioiosa ed esplosiva dei giovani al termine del progamma di preghiera con bandiere di ogni colore che sventolavano senza sosta e canti e danze, un tripudio! La Collina delle Apparizioni e il monte della Croce Krizevac sono stati meta privilegiata dei giovani per la preghiera in comune del S. Rosario e della Via Crucis e per il raccoglimento personale.
Mi sono commossa nel vedere ragazzi e ragazze salire a piedi nudi tra quelle pietre e mantenere il sorriso e la compostezza. I nostri giovani sono capaci di cose grandi ed anche di sacrifici se diamo loro fiducia e l'opportunità di compierli.
Torno da questa esperienza col cuore colmo di gratitudine e di gioiosa speranza nel futuro, sicura che il granellino di senape della fede di questi giovani e di molti altri non mancherà di germogliare.
Maria Regina della Pace è modello e roccia per la nostra fede speranza e carità, vissute quotidianamente nella preghiera e nella testimonianza di vita cristiana. Ave Maria!
sr Roberta
|
“Ho combattuto la buona battaglia,
ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta solo la corona di giustizia
che il Signore, giusto giudice,
mi consegnerà in quel giorno”
( 2 Tim 4, 7-8)
Carissima sr Marta, nelle prime ore del 2 luglio il Signore ti ha accolto fra le sue braccia. Ti ricordiamo con cuore grato come un’anima buona e semplice. La tua vita, in sintonia col tuo nome, è stata una testimonianza di servizio umile e generoso, di preghiera semplice e fiduciosa.
Le sorelle, i frati, la tua famiglia e tutti coloro che ti hanno conosciuto, hanno visto in te una consacrata felice, serena e sorridente che ha fatto della Sua vita un servizio evangelico e minore.
Sei stata una guida silenziosa, un esempio di fede, umiltà e amore vissuti ogni giorno con discrezione, semplicità e gioia.
Quando professasti i voti ti fu dato il nome di Marta. Non fu una scelta casuale, ma l'invito a incarnare la figura evangelica di Santa Marta, che accoglieva Gesù e i suoi discepoli con amore, preparando loro il cibo e prendendosi cura della comunità con dedizione.
Ed è proprio così che hai vissuto tutta la tua vocazione. La tua missione era preparare i pasti e prenderti cura delle persone intorno a te, affinché trovassero un luogo di ristoro, di accoglienza e di fraternità. Per qualcuno poteva sembrare un compito semplice, ma tu ci hai insegnato che non esistono servizi piccoli quando sono compiuti con amore. Ogni tavola preparata, ogni piatto cucinato, ogni sorriso donato erano il tuo modo di servire Cristo.
Hai vissuto il Vangelo nel silenzio della quotidianità, ricordandoci che la santità si costruisce attraverso i gesti più umili: una porta aperta, una tavola apparecchiata, mani operose e un cuore sempre disponibile.
Con la tua bontà, la tua serenità e la tua instancabile dedizione hai lasciato un'impronta profonda nel cuore di tutti coloro che ti hanno conosciuta. In questi ultimi anni alla Badia, docile alla cura delle sorelle, con il tuo sorriso hai testimoniato che il Regno di Dio appartiene ai più piccoli e umili.
Il Signore ti accolga come serva buona e fedele nel Suo Regno!!!
Queste parole sono frutto del segno che la tua presenza ha lasciato nella tua famiglia, nei frati che hai conosciuto e in ciascuna di noi, sorelle Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento. Oggi con te lodiamo il Signore per il dono che sei stata fra noi!
Ci mancherai, carissima sr Marta, ma ci conforta la “speranza certa” di saperti eternamente felice in Dio. E mentre ti chiediamo di pregare per tutti i tuoi cari e per la tua famiglia religiosa anche noi ti porteremo nel cuore, come una piccola-grande luce di bontà e di sorriso, che ci accompagna e ci ispira nell'umile, ma autentico servizio di Dio e dei fratelli.
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)
La gratuità mi porta a pensare al dono: dono della vita, dono della vocazione, e quindi per me… dono della consacrazione. Sì, è tutto un dono che il Signore ha fatto a me non per i miei meriti, ma perché “Buono è il Signore, il suo amore è per sempre, la sua fedeltà di generazione in generazione”, come recita il Salmo.
Il Signore chiama in ogni tempo, in ogni luogo, e chiede la disponibilità del cuore per riversare il Suo amore gratuito. La voce di Dio non fa rumore; arriva come una brezza al cuore e piano piano vi prende dimora. Facendo spazio, il cuore diventa come una casa che accoglie la Parola di Dio.
È stato così per me, fino alla consacrazione totale a Dio.
Vengo da una famiglia semplice, che pur non essendo cristiana, mi ha cresciuta ed educata con valori e principi che oggi direi molto evangelici; e sempre accompagnata e sostenuta nel mio cammino di fede e di consacrazione.
Non conoscevo Gesù ma lo Spirito soffia e manda i segni per far capire quale direzione dare alla nostra vita… sta a noi, a me, saper ascoltare, leggere. Dopo un tempo di discernimento, aiutata dalle persone che il Signore mi ha posto accanto, ho intrapreso il cammino tra le suore Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento. Percorrendo le varie tappe di formazione previste, ho potuto fare esperienza di Dio quotidianamente, verificando così la volontà di Dio su di me, e conoscendo più profondamente il desiderio che mi abita, cioè di vivere una vita semplice in fraternità, proprio come ci hanno insegnato con la loro vita San Francesco e Santa Chiara.
Ecco allora, alla voce che dice “Ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni”, come recita Isaia, la mia risposta non può essere altra che il “Sì”… e per sempre! Che dono, che grazia grande…il primo a farmi il dono è proprio il Signore, specialmente in questo anno in cui ricorre l’evento del giubileo francescano e missionario che stiamo vivendo come famiglia francescana, clariana e serafiniana.
La mia risposta quindi è solo restituzione di un dono, donare la mia vita a Qualcuno il cui amore è sempre abbondante, eterno! Come dice la nostra fondatrice, Venerabile Madre Serafina Farolfi, “Nulla vale se non è eterno!”.
Suor Mimoza
Clarissa Francescana Missionaria del Santissimo Sacramento
Con Madre Serafina raccogliamo l’eredità del nostro serafico padre san Francesco 1° giorno del Triduo: 15 giugno 2026 Non negate mai l’elemosina Dal libro del Siracide (Sir 29,8-12) Sii paziente con il misero, e non fargli attendere troppo a lungo l'elemosina. Per amore del comandamento soccorri chi ha bisogno, secondo la sua necessità non rimandarlo a mani vuote. Perdi pure denaro per un fratello e un amico, non si arrugginisca inutilmente sotto una pietra. Disponi dei beni secondo i comandamenti dell'Altissimo e ti saranno più utili dell'oro. Riponi l'elemosina nei tuoi scrigni ed essa ti libererà da ogni male. Dal capitolo XXIV della Guida Pratica di Madre Serafina È concesso alla Superiora, e alle Suore col permesso della medesima o della Madre, il fare elemosina ai poveri senza restrizione, sia in cibarie, sia in denaro o in oggetti! Oh! Nei poveri mirate sempre Gesù Cristo, e a Lui fate l’elemosina! Il nostro Serafico Padre dispensava ai poveri anche gli oggetti Sacri, si spogliava degli abiti e di quanto aveva. Per carità non negate mai l’elemosina. Responsorio R. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, * perché Dio ama chi dona con gioia. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, perché Dio ama chi dona con gioia. V. Non distogliere lo sguardo dal povero Perché Dio ama chi dona con gioia. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore * perché Dio ama chi dona con gioia. 2° giorno del Triduo: 16 giugno 2026 Gesù si lascia trovare Dal Cantico dei cantici (Ct 3,1-4) Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l'amore dell'anima mia; l'ho cercato, ma non l'ho trovato. Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze; voglio cercare l'amore dell'anima mia. L'ho cercato, ma non l'ho trovato. Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città: “Avete visto l'amore dell'anima mia?”. Da poco le avevo oltrepassate, quando trovai l'amore dell'anima mia. Lo strinsi forte e non lo lascerò. Dal capitolo VI della Guida Pratica di Madre Serafina Le visite a Gesù Sacramentato fatte cuore a cuore, le giaculatorie, le comunioni spirituali, sono la manifestazione dell’anima amante. Da chi troveremo noi luce, confermato sostegno, consolazione, se non in Gesù Eucaristia?! Il Nostro Serafico Padre consiglia l’anima tentata e afflitta di andarsene al Ciborio, e non ripartire, se non dopo ottenuto. Oh! Gesù si lascia trovare da chi lo cerca con amore!! Responsorio R. Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, * bussate e vi sarà aperto. Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. V. Il tuo volto, Signore, io cerco Bussate e vi sarà aperto. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 3° giorno del Triduo: 17 giugno 2026 L’imitazione di Gesù Cristo Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (Fil 2,5-11) Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: “Gesù Cristo è Signore!”, a gloria di Dio Padre. Dalla circolare n. 23 di Madre Serafina Figlie dilettissime, ricordatevi che la culla di Gesù Bambino fu la culla dell’Ordine Francescano. Là, in quella squallida capanna il Serafico nostro Patriarca s’ispirò a quel genere di vita che lasciò qual preziosa eredità ai figli suoi morendo. In altri termini: coll’abbracciare l’umiltà, la povertà, e la mortificazione di Cristo, rivestì la gloriosa sua figura, e fu una copia perfetta di Lui. Alla vista del Bambino Gesù s’innamorò di lui alla follia tanto che non potendo contenere in se la foga dell’amore andava per la campagna gridando: amiamo il Bambino di Betlem, amiamo il Bambino di Betlemm. Che avrà mai detto accanto alla culla? Forse era preso da un dolce deliquio: forse parlava coi sussulti del cuore che palpitava sul cuor di Gesù! È questo il linguaggio che piace a Gesù, il linguaggio dell’amore. Ho sentito alle volte qualcuna di voi dimandare: com’ho da fare. Come faceva S. Francesco. Egli diventò un Serafino d’amore: forsecché aveva un cuore diverso dal nostro?! Forsecchè il Signore ha voluto che altri l’amino ed altri no?! Forsecchè vuol essere imitato da alcuni sì, da alcuni no? Veniamo ad una conclusione. Diamoci tutti all’imitazione di Gesù Cristo, e saremo non solo salvi, ma Santi. Responsorio R. Imparate da me, che sono mite e umile di cuore * e troverete ristoro per la vostra vita. Imparate da me, che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per la vostra vita. V. Siate santi perché io sono santo e troverete ristoro per la vostra vita. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo Imparate da me, che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per la vostra vita. Transito della Venerabile Madre Serafina Farolfi G. Carissime sorelle, in questa veglia ci uniamo nel ricordo del beato transito di Madre Serafina, certe che ci avrebbe desiderate tutte insieme, in adorazione del SS. Sacramento. Ripercorriamo allora gli ultimi istanti della sua vita e il momento del definitivo incontro con il suo Sposo Celeste, contemplando come, in tutto, la sua vita si sia conformata a Gesù Eucaristico, fino a diventare una sola cosa con Lui. Questo semplice atto di adorazione a Gesù Sacramentato, ottenga a ciascuna di noi la grazia della conversione sincera del cuore, la guarigione delle ferite dell’anima e un amore sempre più puro e ardente per il Signore, per le sorelle e per le persone che ci sono affidate. Canto di esposizione Dal Libro della Sapienza (Sap 3, 1-9) Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero, la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d'immortalità. In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé; li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come l'offerta di un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno, come scintille nella stoppia correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro. Primo momento: La malattia L. Dal libro “Madre Serafina Farolfi di Gesù” di p. Anastasio Curzola (cap. VII) Madre Serafina era arrivata alla Badia il 16 luglio 1916 completamente esausta e disfatta. […] Avrebbe dovuto riposare, invece riprese il suo lavoro del governo del suo Istituto con tutta serenità e calma. Ordinava e disponeva ogni cosa come se si dovesse allontanare per sempre, senza quasi avvertire la gravità del male, che indubbiamente, doveva farla soffrire molto. S’arriva così all’ottobre del 1916 quando fu obbligata al letto, dove, per la faticosa respirazione, non poteva giacere normalmente, ma doveva rimanere sollevata da cuscini. Otto mesi penosi, che difficilmente possono essere descritti, passati in una condizione di lenta rinuncia a tutto e in un’attesa generosa dell’incontro col Signore. Aveva scritto in una lettera, alle sue figliole del Brasile: «Questo solo io chiedo al Signore, che castigandomi, mi castighi senza pietà»; e il Signore permetteva. […] Alle Suore che partivano per le nuove Fondazioni, rivolgeva questi accenti: «Andate figlie mie, la Vergine vi accompagni e vi benedica: amatela molto Maria, fatela amare dai bimbi… zelate l’amore all’Adorazione a Gesù esposto… Pregate Gesù a darci un gran desiderio di contemplarlo negli splendori della Sua Gloria, faccia a faccia… Oh! in Paradiso, in Paradiso… là ci riuniremo per sempre!» Silenzio di adorazione Preghiamo il Sal 16, intervallato dal canone: Il Signore è la mia forza Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto al Signore: “Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene”. Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi: la mia eredità è stupenda. - C. Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare. - C. Per questo gioisce il mio cuore ed esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita negli inferi, né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. - C. Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. - C. Secondo momento: La desolazione dell’anima L. Madre Serafina, intanto, soffre anche moralmente. Nelle lunghe ore di isolamento, inchiodata al letto per la grande prostrazione fisica, tutta la sua vita le ritorna davanti alla mente, tutta, nei singoli particolari e nei singoli momenti; quanto ha detto, ha scritto, ha fatto, e tutto la turba, l’agita, la prostra, la fa agonizzare senza che ella possa comunicare agli altri l’abisso intimo del suo spirito; nulla vede di quanto bene ha operato, dei sacrifici incontrati, delle rinunce fatte, delle sofferenze e delle difficoltà superate. Vede solo i difetti, le mancanze, le omissioni. Ricorda la stanchezza dello spirito nella preghiera; gli impeti del carattere immediato e vivace; i dubbi nelle decisioni per la vita dell’istituto; i ritardi nell’ubbidienza; le carenze nella formazione religiosa delle suore… La tentazione di sfiducia si fa acuta. […] Si spiega come abbia voluto, in un momento di più nero sconforto, penna e carta, e abbia scritto – con immensa fatica – al S. Padre. […] Era il 22 marzo del 1917; e il lunedì di Pasqua il S. Padre riscontra la lettera con un augusto autografo: «Carissima in Cristo figlia, La sua lettera del 22 marzo mi ha fatto comprendere che il Signore la tiene ancora sulla croce, e il telegramma ricevuto ieri non annunzia che è suonata per Lei l’ora della risurrezione dalle pene fisiche e morali. Perciò Le voglio scrivere direttamente una parola di conforto. Ma quale può essere questa parola? Una sola: fiat voluntas Dei! So che Ella non ignora essere questa la chiave di volta necessaria per dare saldezza all’edificio della nostra santificazione: procuri dunque di ripetere spesso quella parola, e la ripeta più col cuore che colle labbra, nei momenti di prova più che nei momenti di pace, e allora potrà confidare che dopo di avere imitati i Serafini nel nome portato in terra, li potrà un giorno imitare nell’ufficio che compiono in cielo, di dare lode e gloria alla Divina Essenza! La ringrazio delle preghiere fatte per me, spero che perseveri in esse, ed io di gran cuore benedico a Lei, alle sue consorelle vicine e lontane, anzi a tutto l’Istituto di cui le è affidata la direzione». Silenzio di adorazione G. Signore Gesù, davanti al tuo amore crocifisso e risorto, non vogliamo dimenticare tutti i nostri fratelli e sorelle oppressi dalla desolazione. Preghiamo insieme e ripetiamo ad ogni intercessione: Dona, Signore, la tua consolazione. Agli ammalati nel corpo e nello spirito. R. A chi sta attraversando il lutto per la morte di una persona cara. R. Ai cristiani perseguitati a causa del tuo nome. R. Ai cristiani che attraversano momenti di oscurità della fede. R. Ai fratelli e alle sorelle che si sentono privi di speranza. R. Ai fratelli e alle sorelle che vivono le conseguenze della guerra, della violenza e dell’ingiustizia sociale. R. Ai consacrati, alle consacrate e ai sacerdoti che vivono momenti di crisi vocazionale. R. Terzo momento: Il transito L. Il 13 maggio Madre Serafina chiese che le fosse amministrata l’Estrema Unzione. E lo stesso Vescovo Mons. Polloni volle recarle questo conforto, mentre tutte le figlie attorno commosse pregavano, e la Madre seguiva con piena coscienza rispondendo alle preghiere rituali. […] Madre Caterina cercava di dominare la propria commozione: «Speriamo che il Signore misericordioso tenga ancora lontana tale sventura! Come potremmo fare senza di te?» Ma Madre Serafina rispondeva: «Non temete: il Signore non ha bisogno di nessuno!». Quel letto non era solo una cattedra, era anche un altare, su cui si consumava la vittima con pene intime che aggravavano la sua condizione. Canone: Il Signore ti ristora (o in alternativa In manus tuas o Niente ti turbi) L. Ella non sentiva la gioia del patire, e l’attaccamento alle figlie la rendeva meno assorta in Dio, il che le procurava tanta pena. Il canonico Censi, confessore, il giorno 15 cercò di confortarla, rimanendo a lungo, a fianco del letto, ad ascoltare tutti i suoi dubbi e a tranquillizzarla, assicurandola che tali sentimenti non annebbiavano per nulla il suo amore al Signore. Ritornò allora serena. […] La mattina del 16 un nuovo allarme; poi si riebbe e passò la giornata del 17 e la notte seguente rompendo il silenzio solo col ripetere la giaculatoria tanto prediletta: «Fiat voluntas Dei». […] Su quell’altare, a imitazione di Gesù sulla croce, stava per rinnovarsi il consummatum est: la lampada mandava gli ultimi bagliori e lo Sposo era alla porta. Canone: Il Signore ti ristora (o in alternativa In manus tuas o Niente ti turbi) L. Madre Serafina si spegneva all’alba del 18 giugno 1917. […] Aveva mandato l’infermiera a riposare; dopo qualche minuto la trovarono esanime, composta, col capo reclinato sul lato sinistro: era come se si fosse addormentata serenamente. L’anima di Madre Serafina aveva lasciato la terra per incontrarsi col suo Sposo che l’attendeva per darle il premio del suo amore e delle fatiche sostenute nella sua vita religiosa, in un’atmosfera di tramonto terso e riposante. Canone: Questa notte non è più notte Silenzio di adorazione G. Signore Gesù, ti adoriamo nel SS. Sacramento e ti rendiamo infinitamente grazie per la vita di Madre Serafina e per il carisma che, attraverso di lei, hai donato alla tua Chiesa. Ti affidiamo ogni Clarissa Francescana Missionaria del SS. Sacramento in ogni parte del mondo: le sorelle che vivono il tempo dell’anzianità e della malattia; quelle alle quali hai affidato il servizio del Governo dell’Istituto e di ogni Provincia; quelle che portano i Misteri in terra di missione, tra i disagi dovuti alla povertà e all’instabilità politica; quelle affaticate dai tanti impegni dell’apostolato; quelle che si sentono oppresse dall’incomprensione e dalla solitudine; le sorelle più giovani e le novizie, che con il loro slancio ed entusiasmo portano nuova freschezza al nostro carisma; infine ti preghiamo per tutte le giovani che vorrai ancora chiamare a far parte della nostra famiglia religiosa, perché possano rispondere con generosità al tuo immenso amore. Per ciascuna di loro ti preghiamo con le parole stesse di Madre Serafina, che dal Paradiso continua ad accompagnarci e ad intercedere per noi. PREGHIERA CONCLUSIVA: O adorabile Salvatore dell’anima mia, entro l’amoroso costato io chiudo queste mie figlie, che tu le faccia crescere in Te, con Te e per Te! Perché le renda degne del tuo amore! [...] Tu illumina la mia mente, reggi il mio cuore e rendimi meno indegna della missione affidatami, perché in questi cuori io vi innesti il tuo amore, la tua ardente carità! Amen. Canto di reposizione
|
Ieri 9 maggio 2026 abbiamo celebrato i 30 anni di presenza in Brăila delle nostra missione in Romania, infinitamente grate al Signore!
La nostra casa ha accolto le famiglie dei bambini del centro diurno e i parrocchiani dell’unica chiesa cattolica a due passi da noi! Al termine della celebrazione liturgica la superiora suor Nicoleta ha ringraziato tutti presenti e non con queste parole a nome di tutte le consorelle che hanno fatto parte della storia di questa meravigliosa e provvidenziale missione:
“Oggi, quando guardiamo indietro ai trent’anni di presenza delle suore Clarisse Francescane in Romania, i nostri cuori si riempiono di un’emozione difficile da esprimere a parole. Sono 30 anni in cui Dio ci ha guidato per mano, a volte con luce intensa, altre volte in silenzio, ma sempre con fedeltà.
Ringraziamo Dio per averci chiamato e per averci accompagnato in ogni passo, in ogni prova e in ogni gioia.
Ringraziamo tutte le sorelle che hanno prestato servizio qui nel corso degli anni, ma anche quelle che oggi sono al mio fianco: Roberta e Dalila, testimoni di una missione vissuta con semplicità e dedizione in mezzo ai bambini.
E ringraziamo voi, tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ci avete aperto la porta della vostra vita. Senza di voi, la nostra missione non avrebbe avuto volto, voce o cuore.
Sono stati anni di servizio, di vicinanza e di condivisione. Anni in cui abbiamo scoperto che Dio opera nei gesti più piccoli, nella pazienza dei giorni ordinari, nella fedeltà che non fa rumore.
E come dice la Sacra Scrittura: «Il Signore è buono verso tutti, la sua bontà si estende su tutte le creature».
Questa bontà ci ha tenuti in piedi, ci ha rafforzati e ci ha insegnato a rimanere vicini ai bambini, alle loro famiglie, alle persone, con il cuore aperto. Guardando al futuro, confidiamo che continuerete ad accompagnarci, con la stessa amicizia e lo stesso calore. E abbiamo la certezza che Dio rimane sempre con noi, anche quando le preoccupazioni del domani ci opprimono o ci travolgono. Egli è fedele, e la Sua presenza ci dà il coraggio di andare avanti con cuore sereno.
A nome di tutte le sorelle, vi ringraziamo per far parte di questa storia di fede, di servizio e di fraternità.
Il Signore ci benedica e ci mantenga uniti nella stessa speranza e nella stessa missione.”
Dopo un piccolo rinfresco arricchito da tante bontà preparate dai partecipanti, in cortile, si è tenuto lo spettacolo del mago Salem che ha divertito tutti, dal più grande al più piccino! Grazie!!!
Le sorelle della missione di Brăila (Fundatia Surorile Clarise)
CONVEGNO EDUCATIVO - Bertinoro, 30 aprile - 03 maggio 2026
Per il terzo anno consecutivo si è tenuto a Bertinoro il convegno educativo per le suore e i laici delle nostre realtà scolastiche. L’impegno è sempre quello di permettere di vivere un tempo privilegiato di studio, riflessione e condivisione.
Quest’anno si sono presentate diverse opportunità di vivere insieme e renderci parte l’un l’altro delle realtà relazionali che viviamo, della loro qualità, delle conquiste, ma anche delle fatiche che inevitabilmente si portano dietro.
Il primo appuntamento è stato venerdì mattina con lo psicoterapeuta Tonino Solarino, professionista che ben conosce la nostra famiglia religiosa e che generosamente si è speso per la nostra crescita anche in questa occasione. Dai talenti e dalle aspettative di ciascuno dei partecipanti è riuscito e creare un percorso formativo che ha delineato il cammino da fare se si vuole divenire sempre più costruttori di buone prassi comunicative e relazionali. Dalla consapevolezza personale occorre partire per lavorare su noi stessi, nell’ottica di poterci poi affiancare ai colleghi con i quali siamo chiamati a lavorare e a confrontarci tutti i giorni per il bene dei bambini e delle famiglie che si affidano a noi.
Ai contenuti umani e psicologici si è aggiunto, nel pomeriggio, un tassello fondamentale che è quello della nostra spiritualità e della festa della nostra famiglia religiosa e del desiderio di condividere questo momento di ringraziamento con i laici che ci sono vicini. Si è celebrato il pellegrinaggio in occasione del 125° anniversario del primo invio missionario delle suore in India. Dalla Madonna del Lago, insignita da Madre Serafina del titolo di superiora della Badia, a piedi, in un percorso fatto nel raccoglimento e nella preghiera, siamo giunti proprio presso la nostra casa madre per ritrovare il centro della nostra fede e della nostra vita: Gesù Eucaristia. La lode e la benedizione sono state seguite da un momento conviviale che si è fatto occasione di scambio di vissuti ricchi di tanta bellezza di cui fare parte chi ci sta accanto.
La seconda giornata di convegno è stata altrettanto ricca di momenti che ci hanno riportato dentro di noi e al contatto con la nostra interiorità più profonda. L’esperienza della salita al monte della Verna è sempre sperimentare insieme la nostra piccolezza, ma anche l’immensità dell’amore che Dio riversa e vuole riversare in abbondanza su di noi. Grazie a sr Soledad non è stata vissuta solo una visita guidata, ma un viaggio nei desideri di Francesco d’Assisi che chiede di sperimentare tutto l’amore e tutto il dolore che Gesù ha provato per noi. Dalle spaccature della roccia, simbolo delle ferite di Cristo, abbiamo provato ad ascoltare anche noi ciò che abita sinceramente il nostro cuore e i suoi desideri più profondi. La forza di quel luogo, la meraviglia di chi saliva per la prima volta e la forza della comunione tra i partecipanti ha reso questa esperienza estremamente toccante e significativa per tutti.
A rendere ancora più indelebile questa esperienza ci ha pensato sr Daniela Biasi che ci ha mostrato come Madre Serafina abbia inteso la relazione con le sue suore maestre e con i laici che lavoravano col loro. Le parole della nostra fondatrice si intessono della spiritualità clariana che già 800 anni fa aveva un’apertura mentale e di cuore che erano inimmaginabili fino a pochi decenni fa. Questo percorso, fatto di umiltà e apertura del cuore, fondano le loro radici nel vangelo e negli insegnamenti di Gesù per ciascuno di noi. Discesi dal monte l’impegno è di custodire nel cuore quello che abbiamo ricevuto, di farlo maturare e farne parte anche coloro che non sono riusciti a partecipare a questo evento.
Certamente, cornice essenziale a questi momenti formativi, è la ricchezza umana e spirituale che le sorelle della Badia offrono a ciascun insegnante che varchi la soglia di casa. Conoscere e ascoltare sorelle che ci hanno precedute nelle nostre realtà educative e cogliere tutto il loro amore e il loro sacrificio nel servizio all’educazione, diventa perla preziosa da custodire gelosamente e dalla quale tratte grandi benefici. Grazie a loro, a ogni sorella che abbiamo incontrato e che ci ha accolti e ad ogni partecipante per essersi messo in gioco con grande fiducia e disponibilità.
Sr Elisa Bellodi

Grazie Signore per questo giorno felice e benedetto da te.
Con il cuore colmo di gratitudine siamo qui, al termine di questo pellegrinaggio giubilare “dall’Eucaristia al mondo”. Abbiamo vissuto un’esperienza di grazia, di fraternità, di preghiera e di memoria viva. Qualcuno ha camminato con i piedi, tutti con il cuore.
È un giorno felice proprio perché è tutto tuo e lo viviamo in te, per dare lode alla tua fedeltà, alla tua provvidenza, alla testimonianza del tuo amore incrollabile nella vita di ognuna di noi e della nostra intera famiglia.
Fare eucarestia è rendere grazie a te, ma anche a dirci grazie l'un l'altro. La vita eucaristica è una vita che continuamente ringrazia. Anche nelle contrarietà, nelle prove, nelle fatiche, nella malattia, nelle difficoltà.
Ti ringraziamo per tutte le sorelle che ci hanno preceduto: per le prime che con coraggio hanno iniziato il cammino, per quelle che hanno servito nel silenzio, per quelle che hanno donato la vita nella missione, per quelle che hanno custodito il fuoco del carisma nei tempi facili e in quelli difficili.
Ti ringraziamo per ogni sorella e fratello oggi qui presente, per la preghiera condivisa, per la fraternità e la gioia che sperimentiamo ogni volta nel ritrovarci insieme. Ti ringraziamo in modo speciale per le sorelle che qui alla Badia offrono la loro vita nel silenzio e per amore. Fa’ che ognuno di noi oggi riparta con il cuore colmo di gratitudine. "Non ci ardeva forse il cuore nel nostro petto mentre conversava con noi lungo la via?" (Lc 24,32). Come ai discepoli di Emmaus l’incontro con te non può lasciarci distratti e tristi, ma fiduciosi e lieti.
Insieme a te, Signore della vita, affidiamo il nostro cammino a Maria Santissima. Oggi siamo partiti in sua compagnia dalla Madonna del Lago, per arrivare qui nell’abbraccio della Badia. Maria, Madre del Bell’Amore continui a sostenere i nostri passi, a volte incerti, a volte faticosi e stanchi. Sostenga le nostre vite, protegga ogni sorella, ogni fraternità, ogni famiglia, e tutte le persone che ci sono care. Aiutaci Maria a ripetere ogni giorno con fiducia il nostro sì.
Signore Gesù, continua a camminare con noi. Come quei due discepoli ti ripetiamo: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò per rimanere con loro (Lc 24,29). Amen
sr Sara Dell'Amico
Superiora Provinciale
Madonna del Lago-Badia di Bertinoro, 1° maggio 2026 nel 125° ANNIVERSARIO DEL PRIMO INVIO MISSIONARIO
“Stia forte a Bertinoro, e da Bertinoro si diramerà in molte parti del mondo”, questa è la profezia che aveva fatto nel 1897 il Cardinal Parocchi, vicario generale di Papa Leone XIII, alla nostra fondatrice Madre Serafina Farolfi. E così davvero è stato. Il desiderio di celebrare gli inizi di questa profezia ci ha radunati in tanti il 1° maggio per compiere un pellegrinaggio evocativo nel segno della memoria grata e del rendimento di lode al Padre della Provvidenza.
E davvero in tanti ci siamo ritrovati nella splendida vallata del santuario dedicato alla Madonna del Lago, proprio all’inizio del mese mariano di maggio, luogo santo che ancora oggi profuma di preghiera e di grazia, santuario che già in passato fu tanto caro alla nostra venerabile fondatrice, tanto da insignire la Madonna del Lago del titolo di “Superiora della Badia”.
Da questo luogo che ancora oggi è tanto significativo per ogni Clarissa Francescana Missionaria del SS. Sacramento, con profonda gioia e gratitudine, abbiamo dato inizio al nostro pellegrinaggio, diretti verso la cappella della nostra casa madre, la Badia di Bertinoro, culla preziosa del nostro Istituto che tanti anni fa, il 1° maggio 1898 ,sotto lo sguardo di Maria ha visto nascere la nostra famiglia religiosa.
Ciò che ha mosso i nostri passi e i nostri cuori a compiere questo cammino (suore, sacerdoti e laici insieme), è stato il voler celebrare con gratitudine e ripercorrere idealmente i 125 anni trascorsi dal primo invio missionario: da Bertinoro al mondo!
Proprio dalla Badia di Bertinoro, infatti, 125 anni fa quattro nostre giovani sorelle sono partite per la prima missione ad gentes nella lontana India, come piccoli “semi” di bene che nel sacrificio di sé hanno poi portato molto frutto. Così da quel lontano 1901 ad oggi, da Bertinoro si è continuata ad intessere una gloriosa e meravigliosa storia missionaria che ha portato lungo questi anni tante nostre sorelle a lasciare tutto e a partire e portare l’amore di Gesù Eucaristia nel mondo, diffondendo il bene, la dedizione ai poveri e i valori del Vangelo in 14 diverse nazioni.
Nello stesso momento in cui ci siamo mossi a piedi, nella cappella della Badia iniziava un altro tipo di percorso e di “cammino”, quello della preghiera e dello Spirito. Qui le nostre sorelle, insieme a tante altre persone giunte per unirsi a loro in preghiera, hanno vissuto il pellegrinaggio in un’altra “dimensione”: in adorazione alla presenza di Gesù Eucaristia. Così si incarna il nostro carisma eucaristico-missionario: nella comunione di vita attiva e contemplativa, nella complementarietà tra l’azione e l’adorazione, tra l’andare e lo stare, tra la missione e la contemplazione. In preghiera con noi e per noi hanno accompagnato il nostro andare attendendo il nostro arrivo.
Con straordinaria semplicità, fra canti, meditazioni, testimonianze e proposte diversificate, noi pellegrini ci siamo messi in cammino lungo i sentieri dei campi, immersi nella natura che in questa stagione esplode di bellezza in tutte le sue variopinte sfumature di colori e profumi.
Lungo il percorso siamo stati accompagnati e guidati nel canto, nella meditazione e nella preghiera, coinvolti a partecipare in modo attivo ad alcune proposte che ci sono state rivolte durante le “soste a tema”. Cantando e con il giubilo nel cuore, abbiamo quindi fatto ingresso nella nostra cappella giubilare, dove ci siamo uniti a tutti gli altri già radunati in preghiera, e insieme abbiamo potuto ricevere l’indulgenza plenaria, concessa quest’anno alle chiese francescane in occasione degli 800 anni dalla morte del nostro padre San Francesco.
Con la benedizione di Gesù Eucaristia abbiamo così concluso il nostro pellegrinaggio e continuato la nostra festa in fraternità, tra i colorati manufatti missionari esposti nel chiostro. Con tutti coloro che hanno voluto essere uniti a noi in questo percorso fisico e spirituale abbiamo poi condiviso un gioioso momento di festosa convivialità.
Al termine di questa celebrazione così bella e ricca di fede e gratitudine, vogliamo ora rivolgerci ancora con affetto filiale alla Vergine Maria, Regina delle Missioni, affidando a lei il cammino della nostra vita, perché sia intessuto ancora di anelito missionario a servizio del Vangelo e dei più poveri e bisognosi fino ai confini del mondo. Continua a realizzarsi così il sogno missionario sbocciato 125 anni fa nel cuore di Madre Serafina che amava ripetere: “Finché ci sarà una clarissa francescana missionaria, Bertinoro sarà ricordata in benedizione”.
Sr Vittoria Sechi
Leggi qui il ringraziamento di sr Sara Dell'Amico, Superiora Provinciale
Eravamo in tanti domenica 8 febbraio nella cappella delle suore Clarisse Francescane Missionarie del SS.mo Sacramento alla Badia di Bertinoro; c’erano il Vescovo della Diocesi di Forlì-Bertinoro e il Sindaco della cittadina romagnola che dal colle si affaccia sopra Forlimpopoli, c’erano molte suore, la Madre Generale e quella Provinciale, diversi sacerdoti e frati, tanti amici venuti da vicino e da lontano. Eppure se la cappella sembrava essere troppo piccola per contenere tutti non era per la puntuale organizzazione con la quale era stata organizzata la S. Messa, ma perché lì c’erano in modo speciale tante sorelle partite in 125 anni dal primo invio missionario per raggiungere i 14 stati del mondo dove oggi sono presenti i tabernacoli delle nostre comunità, dove oggi l’Amore di Gesù Eucarestia, che le ha guidate come unico tesoro, continua a farsi carne nella vita di tante persone, le più povere e abbandonate, come desiderava il cuore di Madre Serafina Farolfi, che riposa nelle sue spoglie mortali qui sull’altare, ma che in Cielo oggi festeggia con noi. Così, anche se fuori dominava il cielo grigio dell’inverno italiano, dentro c’era tutto il calore dell’ardore che ha acceso tanti cuori a partire, lasciando tutto, attraversando pericoli e incognite verso terre allora sconosciute, spinte dal desiderio di far conoscere il Vangelo, la bella notizia che aveva loro cambiato la vita e poteva illuminare quella di ogni uomo.
Il 3 febbraio del 1901 sono state quattro sorelle a partire per prime da Trieste per raggiungere in nave l’India, invitate dal Vescovo della diocesi indiana di Agra, Mons. Gentili, che era originario di Bertinoro e aveva conosciuto Madre Serafina alla Badia, ed è per loro oggi il nostro ricordo grato, perché davvero il Signore si serve di persone semplici e indifese, ma che si lasciano riempire della Sua forza e del fascino del Suo sogno sul mondo.
C’è una luce grande che continua ad ardere oggi nei cuori di chi è uscito da questa celebrazione, la Speranza certa che è possibile portare, in questo mondo così ferito dall'egoismo e dalle guerre, ma allo stesso tempo resistente nella fede e nella Speranza, i Misteri di Cristo che possono trasformare la vita attraverso semplice e concreti gesti d’amore quotidiani. Così ci siamo salutati un po’ più gioiosi al termine della cerimonia, mentre non ci abbandona l’impegno che commossa M. Serafina ha lasciato alle sue figlie pochi giorni dopo la partenza delle prime missionarie: “Ogni mattina invocate la stella del Mare coll'Ave Maris Stella: pregate S. Raffaele e l'Angelo Custode a condurle al posto ove sono attese. Scrivete loro e dite che le amate sempre”.
Sr Elisabetta Scaravaggi
INSIEME A FRANCESCO VERSO GESÙ… una nuova missione a Marcianise con i frati minori della Campania e tanti fratelli e sorelle che nella gioia francescana portano a tutti l’amore di Gesù Eucarestia dall’8 al 15 marzo 2026.
Tanti i momenti di annuncio: a scuola, negli ospedali, con tante associazioni che insieme ai missionari si sono messi in gioco nella vita di comunità e di preghiera. Tante le persone che si sono avvicinate a Dio e che ci hanno fatto gustare una Chiesa viva, che davvero mette al centro il messaggio di Gesù che San Francesco ci richiama a ricordare e a vivere. Tanti i momenti che ci hanno mosso il cuore, permettendoci di vivere la bellezza della fraternità vissuta nella fede in Cristo. Francesco continua a portarci verso Gesù e la sua vita continua a parlare a tutti noi, che con cuore riconoscente facciamo esperienza della gioia di seguire il Risorto.
Sr Tresa
Condividiamo la bellezza della fraternità sul monte della Verna, grate della possibilità di saziarci alla scuola della Parola!

sr Dalila
Conoscere la Sacra Scrittura è molto più che un atto dell'intelligenza. Il verbo "conoscere" in ebraico vuol dire AMARE, entrare in una relazione profonda con l'altro che comprende il corpo, la mente e lo spirito: è un'esperienza totalizzante. Così conoscere le Scritture vuol dire entrare in una relazione profonda con Dio stesso, che si consegna a noi attraverso la sua Parola. Come un seminatore che uscì a seminare, in questi giorni il Signore ci ha raggiunto attraverso l'intervento della professoressa Anna Giorgi e di suor Veronica Maggi che ci hanno guidato alla scoperta della Bibbia quale organismo vivente, che ha una storia di redazione, ha conosciuto degli sviluppi e continua ad essere ancora oggi per noi una Parola viva che ci interroga e si lascia interrogare per darci la possibilità di conoscere Dio e noi stessi sempre più in profondità. Come Gesù, il Verbo che si è fatto carne, anche noi siamo chiamati ad incarnare la Parola di Dio, a riceverne il seme come terreno buono che porta frutto.
{imageshow sl=130 sc=5 /}
Togliamoci i sandali davanti alle icone, perché l’icona è Parola di Dio scritta con le immagini. Accostiamoci con cuore umile a queste sacre immagini, perché ci svelano la Parola fatta carne, il Cristo. Avviciniamoci con spirito di contemplazione, perché possano parlare al nostro cuore come desidera lo Spirito Santo. “Avviciniamoci a vedere questo grande spettacolo”: con le parole tratte da un inno Akathistos, suor Concetta ha guidato passo dopo passo noi del postulato, noviziato e juniorato, davanti ad ogni icona per scoprire il roveto ardente che brucia senza consumarsi in ogni immagine sacra. La prima grande scoperta è che l’icona non si guarda, ma si legge. Anzi, ancora di più: l’icona ci legge. Sì, perché attraverso di essa permettiamo a Dio di scrutarci nel profondo. Quanti tesori possiamo scoprire, quanta luce, ma anche quanta tenebra! Per questo, chi scrive un’icona ma anche chi la contempla è chiamato a fare un cammino di penitenza e purificazione, per passare dalle tenebre alla luce. Con questo spirito ci siamo tolte i sandali davanti all’icona della Trasfigurazione, che ci ha lasciato un altro grande insegnamento: la fragilità è una cosa meravigliosa. Poi suor Concetta ci ha fatto accostare all’icona di Elia, che racconta il cammino di purificazione del profeta e la rivelazione di Dio come sussurro di brezza leggera. E qui, come non pensare al nostro stesso cammino e alla contemplazione dell’Eucarestia tanto cara a noi Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento, attraverso cui Dio rivela il suo volto d’amore? Poi abbiamo proseguito il cammino a piedi nudi fermandoci davanti all’icona della Madre di Dio del roveto ardente. L’incontro tra il Mistero di Dio e il mistero dell’uomo si compie in Maria e si infiamma nel roveto ardente racchiuso nel suo grembo e nel suo cuore, che è la Parola di Dio. Il nostro cammino ci ha portato infine davanti all’icona della Santissima Trinità, compimento di tutto il percorso fatto, che ci ha donato un prezioso momento di preghiera e di condivisione. Allora, dopo aver ringraziato suor Concetta per le conoscenze che ci ha donato e per la passione che ci ha trasmesso, non possiamo che andare a testimoniare il roveto ardente che abbiamo sentito nel cuore in questi giorni sul monte della Verna. A piedi nudi, dal tabernacolo al mondo, per dire insieme: “Portiamo i Misteri”.
Cinzia Caserio, novizia CFMSS
{imageshow sl=131 sc=5 /}
Ringraziamo l’Altissimo per il dono degli esercizi spirituali, svolti dal 15 al 21 settembre nella meravigliosa ed accogliente cornice del convento Monte Mesma dei Frati minori, guidati da P. Renato in collaborazione con P. Maggiorino. Tale e preziosa possibilità, ha consentito a noi tutte che li abbiamo vissuti, postulanti e novizie con le nostre responsabili, di fare memoria e cercare la strada che porta a compimento la grande pretesa “Il mio Signore sei Tu…solo in Te è il mio bene” ( Sal 16,2).
In questo tempo di grande grazia e di intensa intimità con il Signore, abbiamo gustato e riassaporato il significato “sacramentale” della fraternità, dell’essere dono di Dio e, di conseguenza, dell’essere l’una/o dono per l’altra/o, poiché figlie/i dello stesso Padre Nostro.
Forte è stata la gioia di sentirsi e riscoprirsi “un cuor solo e un’anima sola” in Cristo, per Cristo e con Cristo, che ci arricchisce con la sua santa povertà. Grande è la consapevolezza che seguire più da vicino le orme di Cristo povero e crocifisso, di vivere a sua imitazione, nell’obbedienza al Padre, con cuore puro e senza nulla di proprio, non rappresenta un obbligo, un ‘imposizione, ma è una libera risposta d’amore al “Folle Amore” di Dio, una libera scelta diretta a non accontentarsi di vivere e basta, ma di vivere in pienezza per il Signore, con il cuore semplice, rivolto costantemente a Lui. Un cuore che si fa povero, come quello dei bambini, nell’abbandono fiducioso al Padre, che ha cura di noi.
Cuore materno, sguardo misericordioso e braccia accoglienti e caritatevoli verso tutte/i.
Antonietta Montano - postulante CFMSS
{imageshow sl=133 sc=5 /}

Quando si parla di "missione" ci si aspetta che chi parte è lo stesso che aiuta, nel mio caso non è stato così. Non sono partita con l'idea di salvare qualcuno o di stravolgere la vita di chi mi ha accolta, volevo solo stare con loro, condividere il loro tempo, stringere la loro mano e, con tutte le difficoltà linguistiche, dire loro che c'è qualcuno disposto a mettere sulle proprie spalle e nel proprio cuore un pezzo delle loro difficoltà e dei loro sogni. Qualcuno disposto a dire "io ti vedo". Ho provato a liberarmi dalla paura di sbagliare, di non essere accolta o di non essere in grado di accogliere. Ci sono riuscita solo quando, Amalia, mi ha preso per mano e me l'ha stretta forte. In quella stretta di mano mi sono sentita "libera", mi sono sentita viva, umana. Quante volte ci sentiamo veramente vivi? Ora Vivo a cuore aperto e lo devo ad Amalia, a tutti gli sguardi incrociati, a tutti i sorrisi di quei bambini e alla loro infinita voglia di scoprire e conoscere. Lo devo a loro perché mi hanno ricordato quanto sia importante non correre, vivere la mia vita e non subirla. Quanto sia importante stupirsi, fermarsi, guardarsi, starsi accanto anche senza dire una parola. Mi hanno ricordato che la vera ricchezza è quella che portiamo dentro di noi, che ciascuno di noi vale e può cambiare la vita dell'altro, anche solo con un sorriso, basta volerlo! Basta lasciarsi prendere per mano...
Carmela (Centro Missionario Frati Minori Puglia-Molise) in missione a Braila, Romania

Oggi e sempre vorremmo lodare Dio insieme, per quello che ha fatto e che continua a fare nelle nostre vite. Gioiamo perché abbiamo avuto la grazia di incontrare il Dio che si inginocchia ai nostri piedi e li lava, il Dio che si è fatto carne e vita nelle nostre vite. Gesù si è abbassato fino a noi in una giornata come tante, nelle nostre esistenze pur belle ma vuote di Lui, e chiediamo la vostra preghiera perché continui a farlo ogni giorno, ogni volta che i nostri passi vacilleranno e dubiteremo. Chiediamo la vostra preghiera anche perché, con la sua grazia, possiamo riuscire a ricambiare questo inestimabile dono d’amore nel servizio ai fratelli e alle sorelle che incontreremo sul nostro cammino. Come Gesù si è inginocchiato ai nostri piedi e li ha lavati, così vorremmo cercare di vivere, senza temere di abbassarci verso tutti coloro che Lui ci metterà accanto, nella consapevolezza che “La carità non avrà mai fine”. E come ha fatto la Veronica, vorremmo anche noi riuscire a vedere il volto sofferente di Cristo nel mondo e consolarlo in spirito di riparazione.
Da parte nostra, promettiamo di pregare per ciascuna persona che fa parte della nostra vita, per tutto il bene e l’amore ricevuto, di cui siamo e saremo sempre grate. Con molti dovremo separarci, almeno temporaneamente, ma sappiamo che continueremo ad essere uniti nella preghiera e nel sostegno reciproco, e che la lontananza, vissuta in Dio, sarà una nuova vicinanza del cuore. Condividiamo il pensiero di Madre Serafina: “Ti lascio, ma solo col corpo, mentre collo spirito continuo ad adorarti profondamente”. Madre Serafina parlava del Santissimo Sacramento, allora noi ci diamo appuntamento davanti all’Eucarestia, ovunque saremo, sempre uniti in Cristo.
Suor Cinzia e Suor Silvia

"La missione è un andare instancabile verso tutta l'umanità per invitarla all'incontro e alla comunione con Dio. Instancabile! Dio grande nell'amore e ricco di misericordia è sempre in uscita verso ogni uomo, per chiamarlo alla felicità del suo Regno, malgrado l'indifferenza o il rifiuto."
Con queste parole di Papa Francesco, pronunciate in occasione della Giornata missionaria mondiale celebrata dalla Chiesa il 20 ottobre 2024, possiamo raccontare di aver vissuto la missione giovani a Rho, Milano. Frati, suore e laici in uscita per le strade, nelle piazze, negli oratori e nelle scuole superiori per annunciare la bellezza del Vangelo attraverso i nostri volti.
Cuori ardenti, piedi in cammino e una Parola spezzata che è stata la nostra testimonianza di vita: la vita dei nostri santi francescani.
Dieci giorni di fraternità accompagnati dalla preghiera preparata con cura dai missionari e vissuta nella chiesa di San Vittore. Dieci giorni di incontri, scambi di sguardi, fatiche e sofferenze condivise, gioie incontrate e una bella accoglienza da parte dei parroci e dei diversi gruppi parrocchiali di adulti che si sono messi a servizio anche della nostra fame e della nostra sete, oltre che dei nostri trasporti. Dieci giorni di grazia, di Dio, perché vissuti nella piena fiducia al Padre e nella consapevolezza di scuotere la polvere dai piedi davanti ad una eventuale mancata accoglienza. Così è stato.
Quanto è grande questo Dio che ci fa sperimentare la forza nella debolezza, la grazia nell'impotenza delle nostre capacità, la bellezza di raggiungere questo mondo giovanile in ricerca di senso, di pienezza, di felicità! La sfida è e resta grande nell'incontrare le giovani generazioni, desiderose di essere viste, ascoltate, valorizzate. Questo tempo di missione è stato instancabile nell'annunciare il Vangelo, anche sotto una pioggia battente che ha benedetto i nostri passi e il nostro stare insieme.
La pioggia ha irrigato la terra, mentre noi missionari abbiamo provato a seminare il Bene, il Bello, il più Bello tra i figli dell'uomo, la gioia e la pace. Come Clarisse Francescane Missionarie, con le parole di Madre Serafina abbiamo acceso e portato l'Amore lì dove siamo state chiamate a darne testimonianza: scuole, oratori, incontri serali con i giovani, centri sportivi e strade della città.
La missione si è chiusa con uno spettacolo animato da noi missionari e da alcuni giovani di Rho sulla vita di Francesco per ricordarci l'importanza di essere attenti, in ascolto del proprio cuore e degli altri, umili, inclusivi e non giudicanti. Con lo sguardo pieno di luce abbiamo la certezza che Gesù, il buon Pastore, guida i nostri passi e farà nascere nuovi germogli di bellezza nella città di Rho. Insieme, noi tutti siamo miniere d’oro ricche di ogni preziosità, e nonostante le crepe i germogli prevalgono, perché in Dio tutto è possibile! La missione continua per tutti nella quotidianità... sempre in modo instancabile!
Suor Valeria, Suor Mimoza, Suor Dalila
A la Verna in Casa di Preghiera, da venerdì 25 a domenica 27 ottobre, abbiamo vissuto con un gruppo di 14 giovani il primo incontro del percorso dei Tre passi, proposto dalla Pastorale giovanile dei frati minori di Toscana con cui collaboriamo al Santuario della Verna.
Quest’anno abbiamo scelto di caratterizzare questo percorso con il tema della speranza, per camminare nel nostro piccolo in sintonia con il Giubileo che ci stiamo preparando a celebrare come Chiesa, dal tema, appunto, “Pellegrini di speranza”.
Sono state giornate intense, scandite da momenti di ascolto e di silenzio, di testimonianza, di fraternità e condivisione, oltre a tempi distesi per la preghiera personale che sono stati molto apprezzati dai giovani come possibilità di incontro con il Signore. Il focus è stato rimettere al centro della nostra attenzione la speranza, non solo come desiderio generico di un futuro sereno o felice, ma come virtù teologale, infusa nel nostro cuore da Dio stesso e radicata nella sua bontà e nella promessa della vita eterna.
Non sono mancati gli imprevisti: l’ultimo giorno molti dei ragazzi hanno accusato i sintomi di un’influenza gastrointestinale piuttosto antipatica! Ma il clima è rimasto sereno e ciascuno è ripartito, più o meno in forma, ma con la consapevolezza di aver vissuto giornate molto arricchenti e, soprattutto, avendo rinnovato il proprio incontro con il Dio della speranza!
Ringraziamo il Signore perché non manca mai di suscitare nei giovani (e in ciascuno di noi!) il desiderio di Lui!
sr Daniela B.
Dietro una grande casa c’è sempre un grande cuore: il cuore di Dio che batte forte nel tabernacolo, e il cuore delle nostre sorelle che si fanno casa con gesti di tenerezza e di misericordia. È questa la missione della casa famiglia di Cesenatico, dove da 125 anni “portiamo i Misteri”. L’amore tenero e materno di Dio qui si è fatto carne ogni giorno nelle viscere di misericordia delle sorelle che si sono succedute nel tempo, come ha ricordato la nostra Madre Chiara al termine delle celebrazione eucaristica nella Chiesa di San Giacomo apostolo. Allora ci uniamo tutte alla gioia delle sorelle che oggi continuano questa missione perché sappiamo sognare in grande e fidarci del progetto di Dio. Proprio come ha fatto San Giuseppe, che ha avuto una smisurata fiducia nell’amorosa Provvidenza, e a cui la casa è intitolata. Insegnaci tu, San Giuseppe, a custodire il Verbo di Dio, lasciando che la Parola si spezzi ancora nelle nostre vite e nelle nostre case per tutti coloro che busseranno alla nostra porta.
È stato un vero e proprio laboratorio di fraternità, quello vissuto da noi novizie e juniores, riunite per un tempo di formazione insieme alle nostre responsabili nelle comunità di Bologna e Bertinoro. Se è vero che “il cammino si fa camminando”, anche la famiglia si costruisce passo dopo passo, mattoncino dopo mattoncino, riscoprendosi artigiani di fraternità… e di sororità! Naturalmente questo vale sia per la famiglia di origine che per quella religiosa. Per farlo però, servono dei buoni maestri capaci di guidare menti, cuori e mani nel delicato compito di “artigianato fraterno e familiare”. Non solo: come diceva San Paolo VI, oggi il mondo ha bisogno anche di testimoni. E noi abbiamo avuto la grazia di confrontarci con una figura all’altezza del compito: lo psicoterapeuta, insegnante e formatore Tonino Solarino. Dalla famiglia di origine siamo arrivate a guardare più da vicino la famiglia religiosa, per sperimentare e scoprire un’intimità fraterna ancora più profonda tra di noi. Questo è un grande dono non solo per noi, ma anche per le nostre comunità e per tutte le famiglie che incontreremo cammin facendo. Lo è stato fin da subito nelle nostre case di Bologna e Bertinoro, dove abbiamo coinvolto le nostre “sorelle maggiori” in momenti fraterni all’insegna della condivisione, del gioco, del canto e della preghiera. Momenti indimenticabili da conservare nell’album di famiglia, e che ci fanno lodare Dio per la gioia che possiamo irradiare nel mondo! Tonino Solarino ci ha consegnato tre elementi fondamentali di ogni laboratorio familiare: avere insieme, fare insieme ed essere insieme. Questo non è il segreto della famiglia perfetta, ma il segreto per diventare artigiani di fraternità a tutte le latitudini: nella famiglia di origine e in quella religiosa… con il cuore di Dio al centro, che batte per tutti e per ciascuno.

La Verna, 7-9 marzo 2025
Un tempo e un luogo - il Santuario della Verna - per metterci in ascolto e per stare in contemplazione. In ascolto di noi stesse, del grido e del desiderio che abita il nostro cuore. In ascolto dell'esperienza di san Francesco, che ha portato su questo Monte Santo le sue tribolazioni, ripartendo conformato a Cristo e con un nuovo “Tu” nel cuore. In contemplazione del Signore Gesù, della sua passione e del suo amore, da cui niente ci può separare. Per contemplare infine la nostra vita e l’opportunità che Dio ci offre - inaspettatamente - proprio attraverso ciò che non avremmo voluto!
Grazie alle sorelle della comunità della Verna che sono state per noi casa, cura, sorrisi, calore e sororità. Grazie ai frati del Santuario che ci hanno accolto. Grazie alle giovani che hanno aperto il loro cuore e si sono messe in gioco. E Grazie al Signore, che tocca in profondità i cuori e illumina lo sguardo, come solo Lui sa fare!
Un gruppo di ragazzi, un desiderio nel cuore, un luogo dove incontrarsi... sono gli ingredienti giusti per un percorso di formazione in preparazione alla partenza per la missione. Quale? Non importa la meta, ma le belle relazioni che ci arricchiranno. Il progetto "VENGO AL VOLO", organizzato dal centro missionario della diocesi di Forlì, prepara attraverso una serie di incontri mensili a vivere un tempo di missione in diverse parti del mondo, dall'Africa all'America, passando attraverso l'Europa. Il team del Centro Missionario Diocesano è composto da diverse persone laiche impegnate e consacrate di diverse congregazioni con esperienza missionaria, un'esperienza che non può rimanere chiusa nel proprio cuore, ma deve contagiare tante persone desiderose di fare della propria vita un dono per l'altro.
Sabato 8 e domenica 9 abbiamo iniziato la nostra convivenza a Pieve Acquedotto, nei pressi della tangenziale di Forlì. Nel pomeriggio di sabato abbiamo vissuto un'esperienza di servizio presso la Capanna di Betlemme, una casa di accoglienza per persone senza fissa dimora. Abbiamo prima ascoltato la testimonianza di Jonathan, un operatore della Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, poi siamo andati anche noi a conoscere gli ospiti della casa e altri direttamente in strada, accompagnati da volontari della Papa Giovanni. Ci siamo sentiti molto accolti sia nella loro casa con il tetto e le pareti sia in quella a cielo aperto: vivere una vita senza pregiudizio e giudizio ci aiuta a scoprire il bello dell'altro e quindi a vivere tra noi più vicini e felici.
La domenica, dopo la condivisione della Parola e dell'Eucarestia insieme ai parrocchiani e al parroco don Andrea, abbiamo conosciuto due coppie di sposi che ci hanno fatto capire che per vivere un'esperienza di missione non è indispensabile partire, perché è possibile essere missionari anche in famiglia. Luca, Virginia hanno deciso di essere FAMIGLIA IN CANONICA a Pieve Acquedotto già da cinque anni... stanno imparando a conoscere la loro vocazione giorno dopo giorno, lasciando che prenda forma insieme al luogo che abitano. Nonostante abbiano il loro lavoro, abitare in canonica li apre a diverse iniziative, come l'accoglienza di gruppi, l'iniziativa della condivisione di un buon caffé dopo la celebrazione eucaristica che diventa occasione di incontro di tante famiglie, le chiacchiere in cortile con le persone che passano e sanno che troveranno qualcuno con cui stare un po' insieme. Matteo e Caterina, sposi da settembre, hanno condiviso la medesima scelta che parla di una vita aperta, di una casa che non chiude mai la porta ai bisogni di chi bussa... un bel modo per vivere la MISSIONE A KM 0 !
C'è chi fa della propria vita una missione e chi corona questa scelta andando a sperimentare nuove culture e di questo ci ha parlato Lorenzo, che esattamente un anno fa ha vissuto un mese in Brasile. Ci racconta di quei giorni, della speranza testimoniata dalle suore con cui ha condiviso l'esperienza, della gioia di vivere il tempo quaresimale in preparazione della grande festa della Pasqua insieme ai ragazzi del posto. Quando il cuore prende il volo si percepisce e il messaggio arriva a tutti: le relazioni ci nutrono e avere un tempo privilegiato per rendersene conto è qualcosa di incredibilmente bello! Ce lo ha testimoniato anche Elisa dell'Associazione VolontariA, che ci ha invitato a prendere carta e penna per fermare le emozioni, annotare parole e pensieri in cui ci si immerge durante la vita in missione, questo serve per poter raccontare una volta tornati a casa, ma soprattutto per riflettere su ciò che si vive, per crescere come persone.
Questi due giorni intensi sono stati un'esperienza di grande condivisione anche tra i ragazzi del gruppo che si sono messi in gioco facendosi conoscere senza filtri. Se inizialmente si decide di seguire questo percorso con l'idea di partire per un posto lontano, oggi c'è la consapevolezza che si torna pronti a vivere a braccia aperte la quotidianità, consapevoli che ogni posto è luogo di missione.
E allora grazie! Grazie a chi ha preparato con tanto amore questo tempo privilegiato e a chi ha accolto la proposta con cuore pronto a spiccare il volo! Grazie a Dio che ci spinge a uscire da noi stessi e a fare scelte importanti!
sr Michela
ECCO LA NOSTRA ESPERIENZA FORMATIVA
Dal cuore della storia cristiana al cuore interculturale del nostro Istituto e della Chiesa intera: è stato un vero e proprio cammino in profondità, quello di noi juniores e novizie riunite per un tempo di formazione insieme alle nostre responsabili. Come pellegrine e missionarie nell’anno del Giubileo, ma verrebbe da dire anche come speleologhe che esplorano le profondità della terra… la terra misteriosa dell’anima, quella condivisa della fraternità, la terra dei santi e dei martiri, e infine quella interculturale che attraversa i continenti ma soprattutto i cuori.
In questo viaggio giubilare siamo state accompagnate da valide guide: lo psicoterapeuta e formatore Tonino Solarino, le sorelle della casa generalizia e comunità internazionale di Roma che ci hanno accolto, le nostre formatrici suor Nicoleta e suor Vittoria e infine le guide turistiche che ci hanno portato a conoscere meglio la tomba di San Pietro e la storia degli altri martiri cristiani. È stata una grande gioia poter condividere questo tempo intenso tra di noi, compagne di cammino, e con le altre sorelle della comunità.
La formazione umana sulla famiglia e sulle relazioni si è intrecciata con la vita fraterna, i lavori di gruppo e le condivisioni. A tutto questo si sono aggiunti il servizio per i senzatetto nella zona della Stazione Termini, la scoperta del lavoro d’archivio sui documenti originali di Madre Serafina affidato a suor Marcella e le visite guidate a San Pietro e alle catacombe di San Callisto. Abbiamo attraversato la Porta Santa a San Pietro con il cuore colmo di tanta grazia…
Finito qui? Niente affatto! Al termine di questo percorso intenso e profondo, Madre Chiara, il suo Consiglio e tutte le sorelle della comunità internazionale ci hanno accompagnato a fare… il giro del mondo per le nostre Province! È stata un’intera giornata dedicata all’interculturalità: attraverso i loro racconti, corredati da foto e video, abbiamo conosciuto meglio i volti delle nostre sorelle fisicamente più lontane.
Come pellegrine di speranza e missionarie abbiamo sentito battere i nostri cuori all’unisono. Anche questo è il Giubileo: essere una sola cosa dentro al grande cuore di Dio.
Dio è un Padre amoroso che vuole tutti i suoi figli a far festa con Lui nella sua casa! Il Vangelo del Padre misericordioso racchiude quanto sperimentato nella Missione al Popolo a Terni dal 19 al 30 marzo organizzata dalla Provincia Serafica dei Frati Minori Umbria-Sardegna a cui ho avuto la grazia di partecipare. Un gruppo di 60 missionari ha invaso la città per dire a tutti che Dio ci ama e ci vuole veramente felici; siamo tutti invitati ad abbracciare la vita in pienezza che Lui ci offre perché ... "C'è di più!"
Sr Juliane
Tempo di formazione con fratel Manicardi e sr Ornella, per scoprire nello scorrere del tempo il passaggio di Dio, e di tutto rendere grazie al Dio della Vita! Giorni intensi e ricchi quelli vissuti insieme a Bologna, per rinnovare il nostro rapporto con il tempo, accogliere la dinamicità della nostra vita e imparare la grammatica per interpretare i cambiamenti, le trasformazioni, le conversioni che le diverse stagioni della vita ci richiedono. Momento di verità e di nuove consapevolezze per ciascuna di noi! Di tutto ora il nostro cuore rende grazie!
Sr Vittoria
Dal 4 al 6 aprile insieme ad alcuni giovani del Centro missionario Puglia e Molise, ho vissuto 3 giornate di ascolto, incontri e testimonianza della mia esperienza in Romania, presso la parrocchie Sant’Andrea e Cristo Re, e in alcune scuole della città di Bitonto. Grazie per tutti i volti incontrati, per le storie condivise dei giovani missionari che con il loro coraggio si mettono accanto agli ultimi, per la gioia dello stare insieme, per la ricchezza della condivisione e per la bellezza della concretezza del Vangelo.
Sr Dalila
Tanti giovani da ogni parte d'Italia (e non solo!!!). Il monte dove san Francesco ha vissuto nella sua carne il Mistero di Cristo crocifisso e risorto, ricevendo il dono delle Stimmate. Tre giornate, un unico grande giorno, per celebrare insieme, nella preghiera e nella fraternità, la Pasqua del Signore.
Per l'amore con cui ti chini a lavarci i piedi, per aver preso su di te le nostre croci, per la resurrezione che rinnovi nelle nostre vite, ti lodiamo, Signore!
Sr Daniela B.
Convegno scolastico 24-27 aprile 2025 “Che cos’è l’uomo perché te ne curi?”
Dal 24 al 27 aprile, presso la Badia di Bertinoro, nostra casa Madre, si è svolto il Convegno scolastico che ha visti coinvolti suore e insegnanti delle nostre scuole. Da Enna, Pantan Monastero, Civita Castellana e Trieste, si sono ritrovati per “pensare, agire, ragionare”, per farsi cogliere dalla sete di infinito che deve alimentare il desiderio profondo che ciascuno nutre nel cuore di essere aiuto e sostegno ai bambini che, ogni giorno, vengono affidati loro. Il tema dell’Intelligenza artificiale a confronto con l’intelligenza umana, la riflessione su come poterle integrare al meglio attraverso un’etica a favore dell’uomo e delle relazioni umane, il passaggio da ciò che potrebbe essere una fuga dalla realtà a quello che invece deve essere il raggiungimento della felicità. Questa importante riflessione è stata sviluppata da don Alessandro Mantini e della sua competenza unita ad una profonda fede e ad una schietta semplicità. Il giorno seguente è stata sr Valeria Tolli a guidare e animare il confronto su questa tematica, a renderla concreta e dinamica e a far sì che ogni docente potesse far emergere il proprio pensiero a riguardo per poter arricchire tutti gli altri. Come è giusto che sia, sono state fatte emergere più domande che risposte, con il compito di continuare, una volta rientrati, ad interrogarsi su quale possa essere la strada più efficace per i nostri bambini. Ad avvolgere tutta questa ricchezza, la ricchezza più grande è stata quella delle comunità che hanno custodito e curato ogni partecipante. Le sorelle della Badia sono state sorgente preziosa e feconda di accoglienza, benevolenza e preghiera. Non solo le sorelle si sono sentite a casa, ma anche le maestre si sono sentite circondate da affetto e calore. Anche a San Damaso, presso la comunità “Sacra Famiglia”, è stata fatta esperienza di toccare con mano la sofferenza di tante mamme e bambini, unita all’impegno e alla carità delle suore che ogni giorni si spendono totalmente per loro e che nel pomeriggio di sabato hanno aperto le porte a tutti i partecipanti del Convegno per raccontare loro la quotidianità che abitano. Anche l’esperienza al museo interreligioso di Bertinoro ha visto coinvolti tutti i partecipanti e ha permesso riflessioni significative. La ripartenza di domenica ha visto tanti abbracci e tanti ringraziamenti, lasciandosi con la promessa di non terminare qui la riflessione su un tema così attuale e così fondamentale, ma di continuare a formarsi con passione e creare sempre più ambienti educativi fecondi e inclusivi. Certamente i doni ricevuti porteranno abbondante frutto in tutte le nostre scuole!
Sr Elisa B.
Roma. Tempo di incontro e di formazione per le sorelle della tappa Under 10, sotto i dieci anni dalla professione perpetua. Un tempo intenso impastato di preghiera, incontri, condivisione e ascolto. Insieme per compiere il nostro pellegrinaggio della Speranza, portando con noi le gioie e i dolori di questo tempo storico che l’umanità vive.
Come pellegrine siamo arrivate nella città eterna per vivere il Giubileo nell’anno della Speranza e in un tempo particolare, impegnativo e nuovo per la Chiesa. Accompagnate da suor Chiara Lorenzato, Madre Generale, da suor Sara dell’Amico, Superiora Provinciale, e dalla nostra responsabile di tappa, suor Elena Guerra Miguel, abbiamo varcato la Porta Santa, dopo aver percorso il cammino riservato ai pellegrini in preghiera e guidati dalla Croce del Giubileo. Abbiamo condiviso il cammino con un gruppo di giovani e adulti provenienti dalla Spagna e come segno di comunione abbiamo vissuto il pellegrinaggio pregando alcuni Salmi e il Rosario alternando la lingua italiana a quella spagnola. Un cammino compiuto nel silenzio, dinanzi alla Basilica di San Pietro che ad ogni passo era sempre più vicina, in un percorso riservato solo ai pellegrini. Con il cuore colmo di gratitudine e stupore e alimentato dalla preghiera abbiamo varcato la Porta del Giubileo e abbiamo raggiunto la tomba di San Pietro, dove abbiamo concluso il nostro peregrinare con la Professione di Fede e la benedizione di un sacerdote. Parola chiave l’accoglienza da parte dei volontari che hanno accompagnato il nostro cammino, garantendo la possibilità di viverlo con profonda interiorità. Cammino interiore che è proseguito andando alle fondamenta, alle radici della Chiesa Romana con la visita guidata alla Necropoli Vaticana, dove sono riemerse testimonianze archeologiche, epigrafiche e iconografiche dopo oltre 1600 anni. Un’immersione per tornare agli albori del cristianesimo in Occidente, sulla tomba di San Pietro, nello scrigno sul quale si erge oggi la Basilica, casa che raduna tutti i credenti.
Il nostro pellegrinaggio è continuato presso la Basilica di San Paolo e l’Abbazia delle Tre Fontane, dove abbiamo concluso con la preghiera dei vespri. Abbiamo potuto sperimentare la grazia della misericordia e di come nel cuore di ogni persona è racchiusa la Speranza come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo cosa il domani porta con sé.
Insieme a Madre Chiara abbiamo riflettuto sull’importanza di essere pellegrine di speranza sulla via della pace, accordando la nostra musica interiore e definendo la speranza come una corda da tendere verso qualcuno o tesa verso di noi. E ci siamo interrogate su come la Vita Consacrata oggi può rappresentare una speranza trasformante. Solo insieme possiamo generare novità e permettere allo Spirito che si manifesti in ciascuna di noi, con ciò che siamo, nella ricchezza della diversità. Chiamate ad essere un firmamento di stelle e ad essere lunari, cioè capaci di riflettere la Luce vera attraverso le relazioni, le sole che generano comunione. E così mentre la nostra Madre Generale ha sottolineato che è il tempo della luna per la vita consacrata, domenica in piazza San Pietro abbiamo gioito e partecipato all’insediamento di Papa Leone XIV, il quale ci ha ricordato che questo è il tempo dell’Amore.
Una celebrazione sobria, ma molto partecipata in una Piazza San Pietro gremita di gente. Una commozione corale per l’insediamento ufficiale del Sommo Pontefice, commosso e raccolto in preghiera dopo aver ricevuto l’anello del Pescatore. E la gioia di averlo salutato e di esserci trovate in Piazza in un giorno storico per la Chiesa ci riempie di responsabilità per essere ponti di bene, di bellezza, di comunione con ogni fratello e ogni sorella.
Chiamate ad essere umili, a permettere ad ogni stella di risplendere valorizzandone la bellezza, avendo chiaro l’orizzonte della comunione e della condivisione, siamo ripartite da Roma con l’invito a vivere nell’ora dell’Amore, ogni giorno.
sr Valeria Tolli
In questa questa domenica dell' Ascensione celebriamo la giornata mondiale delle comunicazioni sociali. L'invito è quello di essere comunicatori di speranza, di disarmare la comunicazione dalla paura e dall'angoscia e a darle il sapore della bellezza e della comunione. In Puglia oggi celebriamo il Giubileo della famiglia francescana della Provincia dei Frati di Puglia e Molise. In 1700 tra Araldini, gifrini e terziari a Molfetta in pellegrinaggio verso la Basilica della Madonna dei Martiri per celebrare con le parole di San Francesco "Tu sei bellezza, Tu sei Speranza"! La gioia e la testimonianza che la vita è bella ed è un dono contraddistingue questa giornata di famiglia!
sr Valeria Tolli
"Con Dio e in Dio tutto è possibile"! Questo ci siamo sentite ripetere al termine degli esercizi e nella S. Messa di ringraziamento per i giubilei celebrati. 70 - 60 - 25 anni di consacrazione, un piccolo o grande passaggio che ci permette di guardare con gratitudine alla fedeltà di Dio che, nelle nostre debolezze e povertà, continua a manifestare la sua grazia! Un giorno di famiglia, una gioia che si irradia e diviene lode e benedizione verso il Padre Misericordioso che ha donato a noi e alla Chiesa un carisma tanto prezioso che continua a innamorare e chiamare a sé giovani donne che desiderano “portare a tutti l’amore di Gesù Eucarestia".
sr Elisa Spettich
È difficile riorganizzare i pensieri appena rientrate… Una sensazione di festa rimane attaccata alla pelle, un’aria di fraternità e gratitudine, un desiderio di Bene che arrivi nel cuore delle vite di ogni sorella, perché esperienze così sanno di Dio e non si possono descrivere, come non si può descrivere tutto ciò che è Suo.
Abbiamo ricevuto tanti omaggi, mille sorrisi e abbracci, dai bimbi, dai ragazzi, dagli adulti, un’accoglienza sempre solenne nelle missioni che abbiamo visitato, tra Cuevo e Camiri, dove non è mancata la banda, le bandierine di tutti gli stati dove siamo presenti, sventolate dai bambini gioiosi e bellissimi nelle uniformi della scuola o negli abiti della festa, i discorsi ammirati del sindaco e le parole di fede del parroco. Tra le strade di terra e il timido sole invernale (nell’altra metà del mondo è iniziato l’inverno, con temperature tra i 3 e i 16 gradi!!) siamo state coinvolte in un clima “speciale”, consapevoli che la festa era soprattutto per quelle 7 sorelle che 100 anni fa, a cavallo, sono arrivate fra questa gente, che si è impegnata con loro in un reciproco compromesso che ha cambiato la vita e la storia di un popolo. Nella semplicità di ieri e di oggi, tra le difficoltà e gli imprevisti, l’unica arma potente è rimasta il Vangelo e la presenza di Gesù Eucarestia che si fa carne nei gesti di accoglienza e cura, nell’accompagnamento costante e nella vicinanza silenziosa ma sincera.
Esperienza speciale anche perché eravamo presenti insieme a Madre Chiara, con sr Montse e sr Joice, le Superiori Provinciali di ogni Provincia, con le rappresentanti della Missione internazionale del Perù: forse la prima volta che siamo tutte riunite senza che sia “doveroso” per un Capitolo Generale o un Consiglio Plenario. Un’esperienza importante che ci racconta senza parole di quanto siamo sorelle, parte di una famiglia grande ed unita, che sa sognare e ringraziare, che sa fidarsi del Signore e non ha paura di attraversare il mondo per annunziare che “Lui vale la pena”! Ieri come oggi!
Mentre disfiamo le valigie e rientriamo alla nostra vita quotidiana ci risuona nel cuore e all’udito il saluto che tutti ci davano quando ci incrociavano riconoscendo l’abito religioso e che ora sentiamo sempre più importante e vero: Paz y Bien!
Il giorno 12 Giugno 2025, in piazza Vittorio Veneto di Avetrana da parte del Comitato Festa S. Antonio di Padova e dal parroco don Mimmo Sternativo, è stato conferito il “Giglio d’Oro” alla nostra Comunità di Brăila “Il sorriso di Mariele”.
Un riconoscimento attribuito ogni anno ad enti, associazioni e privati cittadini che svolgono il proprio operato con particolare attenzione alle iniziative benefiche e di volontariato, poiché la nostra missione infatti, si è distinta nell’ambito di valori con rilevanza sociale, sostenendo particolari progetti in favore dei più fragili.
“Per l’accoglienza e l’impegno di continuare ad accudire bambini e ragazzi con difficoltà familiari e sociali; per voler donare loro un luogo dove poter vivere la loro infanzia e crescere con serenità, sviluppando talenti e capacità; perché hanno saputo intessere legami con altre figure professionali e la passione con cui svolgono la loro missione, dove ogni giorno, in ognuno possono incontrare il volto misericordioso di Dio.”
Queste le parole riportate sulla pergamena consegnata dal Sindaco della città. Siamo tanto grate al comitato festa, a tutta la comunità di Avetrana, in particolare a don Mimmo Sternativo, parroco che ha contribuito a sostenere la nostra missione soprattutto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Per l’occasione è stato presentato un video per far conoscere meglio la nostra realtà.
Grazie, la comunità di Brăila - Romania
«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». (Lc 10, 30-37)
Lasciando che la Parola di Dio ci parli, leggiamo e contempliamo l’icona.
TRE SCENE: la violenza, l’indifferenza e la cura amorevole
Vengono rappresentate tre scene: nella prima a sinistra viene rappresentata la violenza subita dal viandante. La spelonca allude anche al deserto dove si nascondevano i briganti. Nella scena di destra è rappresentata l’indifferenza del sacerdote e del levita che provano fastidio, e in quella in primo piano al centro la cura amorevole del buon Samaritano che si china davanti a chi è bisognoso.
I SIMBOLI
In alto è raffigurato il Cristo Pantocratore con la mano destra benedicente. Sullo sfondo oltre il monte si vedono le mura di Gerico, dove il sacerdote ed il levita si recano dopo il turno settimanale al tempio. Le montagne sono simboli della teofania o manifestazione di Dio. Le due anfore rappresentano i medicamenti usati dal samaritano per curare il viandante. La raffigurazione è contenuta in un quadrato, simbolo della creazione e dell’onnipotenza di Dio Padre, creazione nella quale il Verbo di Dio interviene prendendo carne. Cristo Pantocratore è contenuto in un cerchio, simbolo dell’unicità di Dio Uno e Trino, vero Dio e vero Uomo, simboleggiato anche dal manto blu e la tunica rossa. La raffigurazione essenziale presenta in verticale la parte positiva e in orizzontale la parte negativa, quasi a disegnare una croce dove la morte (la linea orizzontale) viene vinta dalla vita, dall’amore (la linea verticale).
I COLORI
I colori usati sono l’oro, l’ocra, il rosso, il bianco, il blu e il nero. L’icona ha il fondo dorato, che a differenza dei colori è riflesso puro della luce. “Se gli altri colori vivono della luce, l’oro ha un irraggiamento proprio e pertanto ha un ruolo importante nell’iconografia come simbolo della luce divina”(Sendler).L’ocra è il colore della carnagione. “Il volto di Cristo sulle icone, colore di terra impastato di luce, non appartiene alla razza bianca: è il volto abissale del genere umano, e prima di tutte le differenziazioni e anche attraverso esse” (Olivier Clement).
Il rosso è il simbolo dell’amore e dell’umanità di Cristo. Il blu “indica il cielo ed esprime la trascendenza. Il bianco è simbolo della vita, della morte, della risurrezione. Il nero è l’assenza totale di luce ed esprime la negatività completa. Possiamo notare in questa icona come l’amore autentico rende creativi e liberi: solo chi è aperto all’amore (come il Samaritano) fa la volontà del Padre, mentre chi è chiuso in se stesso (come il sacerdote e il levita) non è in grado di riconoscere l’autentica volontà di Dio che si realizza nell’amore dell’altro senza riserve.
NELLA NOSTRA VITA
In questa icona Gesù ci suggerisce di uscire dai nostri schemi accogliendo l’altro come dono accettandolo così com’è; in definitiva il Samaritano non è un esempio ma un modo nuovo di porci davanti al bisogno dell’altro.
sr Concetta Brancato
sr Katja
sr Valeria
A Lourdes, il luogo dove la Vergine Maria è apparsa a santa Bernadette, abbiamo sperimentato la forza della fede condivisa. Abbiamo partecipato alla processione "aux flambeaux", abbiamo visitato la grotta e affidato le nostre intenzioni ai piedi della Madre. Il passaggio ai bagni e la preghiera della Via Crucis sono stati momenti di profonda emozione e di incontro personale con il Signore.
Oltre alle attività, ciò che ha segnato il cuore è stata la convivenza: le conversazioni sincere, le risate, il sostegno reciproco e l’esperienza di sentirci parte di una stessa Chiesa. Siamo tornati a casa con la certezza che Maria ci accompagna e che, come giovani, siamo chiamati ad essere testimoni vivi del Vangelo nella nostra vita quotidiana.
sr Katja
Ascolto, preghiera, fraternità, condivisione, domande (tante), strumenti concreti da spendere nel quotidiano, per continuare a chiedere con Francesco: “Chi sei tu, dolcissimo Signore Iddio? E chi sono io, servo tuo?”. …E io, come desidero rispondere all'amore che Dio riversa nella mia vita?
sr Daniela Biasi
Alcune notti nella storia della salvezza continuano a rivestirsi di Luce così forte che non ti lascia dormire. Così fu più di 800 anni fa la notte in cui Cristo visitò Francesco imprimendogli con le stimmate "l'ultimo sigillo", e così è stato questa notte per un centinaio di giovani, che, accompagnati da frati e suore, sono saliti a piedi da Chiusi della Verna fino al Santuario che custodisce il mistero che mai nessuno vide nel suo accadere. Preghiere, canti e silenzio hanno accompagnato il ritmo dei nostri passi, fino alla Messa solenne presieduta dal Ministro Generale e concelebrata da numerosi confratelli alle 23.00. La notte è proseguita con momenti di adorazione, preghiera e musica: notte di veglia, perché davanti a tanto Mistero davvero dormire sembra tempo sprecato!
sr Elisabetta S.
sr Valeria T.
sr Roberta B.
Un fine settimana per fare concretamente esperienza di preghiera, guidati e illuminati dalla Parola di Dio, come lampada ai nostri passi! Fraternità, condivisione, silenzio, ascolto, profondità, relazione, rendimento di grazie... gli ingredienti di questi giorni sono stati questi e molto di più!
sr Daniela B.
Sotto il manto di una dolce neve, sul monte imbiancato e incantato del santuario della Verna, il Signore ci ha regalato giorni di ascolto e di discesa nella profondità di noi stessi, per incontrarci a tu per Tu con Lui. E per incontrare Lui negli occhi e nei volti, espressione di Lui, dei nostri fratelli
sr Vittoria
"Stanotte conquistiamo un diritto fondamentale: il diritto alla speranza. E' una speranza nuova, viva che viene da Dio. Immette nel cuore la certezza che Dio sa volgere tutto al bene, perchè persino dalla tomba fa uscire la vita" (papa Francesco)
Auguriamo una Santa Pasqua donandovi parole di Speranza della nostra Venerabile Madre Serafina.
|
Solenne apertura del nostro XV Capitolo Provinciale.
Accompagnateci con la vostra preghiera in questo importante evento di Grazia per la nostra Famiglia Religiosa.


Lodiamo e ringraziamo il Signore per l'elezione del nostro nuovo Governo Provinciale:
Sr Flavia Luca - Superiora Provinciale
Sr Vittoria Sechi - Vicaria
Sr Antonella Chicoli - Consigliera
Sr Sara Dell'Amico - Consigliera
Sr Elisabetta Scaravaggi - Consigliera
Al Dio Altissimo e Onnipotente affidiamo il loro servizio e la nostra Provincia.
Ecco alcuni momenti del XV Capitolo Provinciale della nostra Provincia "Immacolata Concezione".
La gioia e la ricchezza del ritrovarsi fraternità provinciale!
Grazie a chi ci ha accompagnate con il prezioso ricordo della preghiera...
{imageshow sl=2 sc=3 /}
"SUORE"
Le suore oggi, il ruolo delle donne consacrate nella Chiesa.
La consapevolezza di una vocazione che non è “di seconda classe”, come ha detto recentemente Papa Francesco. Viaggio dentro un mondo vitale di preghiera e di azione, spesso poco conosciuto e considerato all’interno della stessa Chiesa. Storie e testimonianze, dall'ultimo miracolo riconosciuto a Lourdes fino alla popolarità delle serie tv.
Ospite suor Chiara Lorenzato, della Congregazione delle Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento. E tra le intervistate, l’attrice Elena Sofia Ricci, che interpreta suor Angela nella serie tv “Che Dio ci aiuti” (Rai1)
Oggi noi Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento ci siamo riunite intorno all’altare del Signore, per cantare un inno di grazie a Dio Padre e Creatore, per i 100 anni di vita della nostra carissima Sr. Michelina, sorella che ha generosamente consacrato all’amore e al servizio di Dio e dei fratelli la maggior parte dei suoi anni, vivendo e offrendo gran parte della sua vita all’ombra del sacro monte della Verna, dove ha imparato a contemplare e ad abbracciare l’Amore crocifisso. Specchiandosi nelle sacre Stimmate di san Francesco ha trovato un modello alto di amore nell’offerta di sé e, ora, giunta per grazia a questo importante traguardo di vita, come albero piantato lungo i corsi d’acqua viva, raccoglie i frutti di tutte le buone opere compiute a servizio del Regno e li presenta a Dio, in comunione con Gesù Eucaristia, come offerta a Lui gradita per il bene della Chiesa e della Famiglia religiosa che sempre ha amato e ama.
Grazie, carissima sr Michelina, per essere testimone vivente di una storia di salvezza che Dio ha realizzato con fedeltà nella tua vita, per la testimonianza gioiosa della bellezza di una vita spesa interamente per amore, per la tua presenza discreta e serena, vissuta nella gratuità e in piena disponibilità, trascorsa per lo più in preghiera e nel servizio umile e silenzioso all’ombra del sacro monte delle Stimmate.
Facendo oggi memoria del dono che sei stata e sei per noi, siamo grate al Signore per averti chiamata alla vita consacrata nella nostra Famiglia di Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento, per tutti i benefici che in questi lunghi anni generosamente ti ha concesso, e perché nella sua bontà ci ha permesso di condividere con te un grande pezzo della nostra storia. Continua ad offrire per noi e per l’umanità bisognosa la tua esistenza, in costante preghiera e quotidiana offerta di vita. M. Serafina accompagni e guidi ancora i tuoi giorni, e san Francesco Stimmatizzato ti suggerisca ancora la strada da percorrere per giungere alla perfezione dell’amore nella santità!
Con viva gratitudine ringraziamo anche il Vescovo di Forlì-Bertinoro, Mons. Livio Corazza, che con gioia ha condiviso con noi questo momento di famiglia presiedendo la solenne Celebrazione Eucaristica, tutti i sacerdoti presenti e i nostri fratelli della Verna che condividono con noi la bellezza del dono della vita, le Sorelle e tutti coloro che con la loro presenza, in questo giorno, hanno testimoniato il bene e l’amore seminato in tutti questi anni da sr. Michelina!
Il Signore benedica ciascuno di noi e ci doni di essere sempre nella vita testimoni autentici del Suo Amore!
{imageshow sl=9 sc=5 w=1000 /}
Dal 17 al 21 aprile, alla Verna, i frati del santuario, in collaborazione con noi e altre famiglie religiose femminili, hanno organizzato un tempo di preghiera e riflessione all’interno del già intenso triduo pasquale. Una ventina di giovani, da diverse parti d’Italia, hanno avuto la possibilità di ascoltare catechesi, vivere momenti di deserto e preghiera, sperimentare la bellezza della vita comunitaria e del confronto e partecipare alle curate e partecipate celebrazioni del santuario.
Immedesimandosi nei personaggi che hanno accompagnato Gesù fino al Calvario, i ragazzi hanno esaminato il loro cammino e accolto l’annuncio di salvezza che la Maddalena porta dopo aver incontrato Cristo risorto per divenire anche loro, con la loro vita, annunciatori della Risurrezione di Gesù.
{imageshow sl=12 sc=5 w=960 h=720 /}
PASCUA URBANA 2019: Vive Cristo, esperanza nuestra. Todo lo que Él toca se vuelve joven, se hace nuevo, se llena de vida. ¡Él vive y te quiere vivo!
Da mercoledì 17 a domenica 21 aprile, una cinquantina di giovani di diverse parti di Spagna si sono riuniti a Madrid presso il Convento San Bonaventura per vivere insieme "La Pasqua Urbana 2019", organizzata dai Frati Minori Conventuali di Spagna. Questo tempo prezioso in preparazione alla Pasqua è stato caratterizzato dal desiderio di entrare più in profondità nel Mistero della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù attraverso l'ESPERIENZA del SERVIZIO, dell'ASCOLTO e della CELEBRAZIONE.
Ogni mattina i giovani, suddivisi in piccoli gruppi, sono andati a svolgere il volontariato presso centri per bambini o anziani o presso mense sociali o al carcere di Madrid, accompagnati da frati, suore, consacrate o da giovani appartenenti alla GIFRA; nel pomeriggio hanno partecipato alle catechesi, che hanno permesso loro di comprendere meglio il senso della giornata, per accompagnare Gesù nei diversi momenti del Triduo; dopo ogni catechesi hanno avuto la possibilità di vivere un tempo di silenzio per la riflessione personale.
La serata è stata dedicata alle celebrazioni liturgiche, particolarmente curate dalla Comunità dei Frati Minori Conventuali di Spagna, e dopo cena a momenti di adorazione del Mistero a cui ogni giorno ci si è accostati.
Leggi anche... Una Pascua con los preferidos del Padre
{imageshow sl=10 sc=5 w=960 h=720 /}
Da mercoledì santo a domenica di Pasqua l'equipe vocazionale dei frati e delle suore della provincia dei Frati Minori di Puglia-Molise insieme ad una ventina di giovani si sono ritrovati alle pendici del Gargano, presso il santuario della Madonna di Stignano per vivere un tempo intenso di preghiera, ascolto, condivisione, fraternità servizio presso i luoghi santi della zona: Monte Sant'angelo, nella grotta di San Michele per vivere il giovedì santo, e San Giovanni Rotondo per vivere la veglia del giovedì santo e il venerdì santo con l'adorazione della croce. Insieme abbiamo ripercorso i luoghi e la vita di San Pio con i fratelli cappuccini, dai quali abbiamo ricevuto la benedizione con la reliquia del cuore di Padre Pio, nella sua stanza n.5, visitabile a pochi. Nella serata del venerdì santo, abbiamo vissuto la nostra "ultima stazione" presso la stazione di Foggia, prestando servizio ai fratelli poveri e senza tetto. Abbiamo portato loro da mangiare e il nostro sorriso, e in loro abbiamo scoperto il volto di Cristo. AMARE CRISTO NEI FRATELLI è stato il tema che ha condotto i nostri passi e il nostro cuore nei giorni santi, per riscoprirci semi di Dio, desiderosi di portare frutto! Con il cuore traboccante di gioia per l'intensità del tempo vissuto siamo giunti alla Pasqua. Con Cristo vivo anche noi viviamo!!!!
{imageshow sl=11 sc=5 w=960 h=720 /}
Dalle memorie della nostra Venerabile Fondatrice Madre Serafina
Bertinoro 1 Maggio 1898
È questo il grande giorno. Rallegriamoci ed esultiamo in esso.
Oggi, le nove colonne dell’Istituto, rinnovando i loro voti, abbracciano la Regola di Santa Chiara, modificata dalle Costituzioni. Oggi, si fa qui per la prima volta una Professione Religiosa ed è Perpetua... Cinque Novizie, ben fortunate ancelle del gran Re, emetteranno fra breve quei voti... pronunceranno quel “giorno” per cui il mondo muore ad esse ed esse al mondo. Diverranno spose di Lui, di Cristo, che si pasce tra i gigli e sarà la loro mercede, immensamente grande: Osanna! Alleluia! Lode e Gloria a Dio!
Nel 121º anniversario di nascita del nostro istituto "fondato sulla nudità della croce", unite dalla Badia in un cuor solo e anima sola con tutte le sorelle, lodiamo e ringraziamo il Signore per la Venerabile Madre Serafina e il suo carisma che continua lungo la storia ad arricchire la Chiesa di Dio.
{imageshow sl=15 sc=7 w=800 h=600 /}
18 Giugno 1917 - 2019
Nel ricordo del beato transito della nostra venerabile fondatrice M. Serafina, la nostra preghiera si eleva da Bertinoro per raggiungere ogni Clarissa Francescana Missionaria del SS. Sacramento presente mondo!
{imageshow sl=29 sc=5 w=1000 /}
Incontro di formazione a Chiusi di La Verna
Dal 19 al 22 giugno alla Verna, le sorelle nei primi 15 anni di professione, hanno vissuto un tempo di formazione sulla missionarietà dal tema: "La fede si rafforza donandola". Le sorelle presenti sono state accompagnate in tre incontri da padre Valerio Berloffa ofm che ha fatto emergere soprattutto la sua incontenibile passione per Cristo che lo conduce ad annunciarlo rendendolo missionario ovunque il Signore lo conduca. Nel pomeriggio, insieme a sr Flavia e a sr Vittoria, il tema e il confronto si sono rivolti con particolare attenzione agli scritti di Madre Serafina e al nostro carisma Eucaristico - Missionario per crescerne nella conoscenza, ma soprattutto nell' adesione del cuore.
{imageshow sl=31 sc=9 w=1000 /}
Giubilei di Vita Religiosa - Badia di Bertinoro
Lodiamo e ringraziamo il Signore per le nostre sorelle che celebrano il giubileo della loro consacrazione.
In questo giorno solenne in cui la Chiesa celebra la solennità dei Santi Pietro e Paolo apostoli, auguriamo alle carissime sr Laurenzia (70° di professione), sr Ester, sr Filippina, sr Delia, sr Ida, sr Piera, sr Anna (60° di professione), sr Leonarda (50° di professione), sr Antonella e sr Caterina (25° di professione) di annunciare sempre con gioia le meraviglie che il Signore opera nella loro vita.
{imageshow sl=30 sc=9 w=1200 h=900 /}
A...mare con Gesù
Si è conclusa ieri a Monopoli l'iniziativa di evangelizzazione in spiaggia "A...mare con Gesù", tre giorni di annuncio, di preghiera e di gioiosa festa francescana condivisa con tanti giovani. Affidiamo al Signore quanto seminato nei cuori di tante persone, perché ogni seme gettato possa portare frutto a suo tempo!
{imageshow sl=32 sc=7 w=1200 h=900 /}
Tempo di formazione per noi juniores, iniziata i primi di Luglio nel cuore della nostra spiritualità francescana sul monte della Verna e nelle nostre comunità di Palencia e Illescas in Spagna, tra terre ricche di cristianità e interculturalità, da Toledo ad Avila, da Segovia fino a Tui al confine con il Portogallo dove ha inizio il nostro pellegrinare verso Santiago de Compostela.
Con la benedizione ricevuta alla Verna ci mettiamo in cammino insieme a giovani spagnoli, portoghesi, italiani e ai frati conventuali della Spagna.
Ultreya! Andiamo avanti!
Ecco tutte le foto del nostro cammino... da La Verna a Santiago!
{imageshow sl=33 sc=10 w=1200 h=600 /}
"Al posto tuo", ha preso inizio la 39 marcia francescana in Puglia-Molise con partenza da Campobasso!!! Verso Assisi per ritornare al posto che il Signore ha riservato a ciascuno di noi... nell'abbraccio misericordioso del Padre!!!
Diario del 29/07
"Voglio mandarvi tutti in Paradiso".... in cammino verso la Porziuncola x ricevere l'abbraccio del Padre!!!! Dopo una tappa sotto la pioggia, oggi il sole ha guidato i nostri passi da Sepino a Bojano... attraversando fiumi, strade sterrate e un piccolo sito archeologico romano "Altilia"!!!!!
Diario del 30/07
Abbiamo attraversato e risalito montagne per giungere oggi nella splendida Roccamandolfi.... tra le montagne abbiamo gustato la dolcezza di Dio e il suo abbraccio naturale.... e domani ultima tappa in Molise!
Diario del 31/07
Il Signore ha benedetto l'ultima tappa del nostro cammino in Molise con arrivo a Castelpetroso ... lo abbiamo riconosciuto nell'immensità della natura... quanta bellezza... quanto Dio... l'acqua che scorre ci prepara al perdono...
{imageshow sl=34 sc=9 w=1200 h=300 /}
|

Ringraziamo e lodiamo il Signore per il sì per sempre che oggi Sr Katja ha pronunciato davanti a tutta la Chiesa, chiediamo l'intercessione di Maria, Madre di Dio, del nostro serafico padre Francesco, della nostra madre Santa Chiara, della Venerabile Madre Serafina Farolfi, nostra fondatrice, e di tutti i Santi, perché la sua vita sia luminosa e gioiosa, segno visibile della presenza di Dio nel mondo.
"Dio ama chi dona con gioia"
La fonte della gioia è il sentirsi amati da Dio... in questi anni di discernimento ho sperimentato, visto e riconosciuto l'infinito amore che il Signore ha per me... questa è la fonte che mi ha portato a donare totalmente la mia vita e che mi rende felice pienamente.
sr Katja
{imageshow sl=35 sc=5 w=1200 h=300 /}
Dal 20 al 28 luglio, come giovani suore in formazione, abbiamo percorso il Cammino di Santiago, lungo il tratto portoghese, con un gruppo di giovani e con i Frati Minori Conventuali di Spagna e Portogallo.
Siamo partiti da Tui, al confine con il Portogallo e abbiamo camminato per sei giorni, circa 20 km al giorno, trovando ospitalità nei vari paesi lungo il cammino e pernottando nelle palestre. Ogni giorno partivamo al mattino presto e, dopo un paio d’ore di cammino, ci riunivamo per un momento di catechesi; poi ripartivamo in silenzio e, una volta arrivati, avevamo tempo per pranzare, lavarci e riposare. Nel tardo pomeriggio ci riunivamo per celebrare l’Eucaristia e vivere un altro momento di catechesi e di preghiera; infine dopo cena avevamo un po’ di tempo libero e concludevamo la serata con un ultimo momento di preghiera insieme.
Potevamo camminare insieme, ma anche da soli… questo mi ha dato la possibilità di fare molto silenzio e di ascoltare molto: ascoltare l’altro, ma anche me stessa, trovando il mio passo, percependo il mio corpo, il mio respiro, la stanchezza dei muscoli, l’andamento dei pensieri. Si crea un silenzio ritmato dai passi, accompagnato dalla natura: uno spazio in cui anche Dio e l’altro possono entrare.
Ma la fatica fisica o il dolore ai piedi mi hanno fatto anche rendere conto di quanto gli altri siano importanti: qualcuno che ti aspetta e cammina al tuo passo, qualcuno che semplicemente ti chiede “Come va?”, chi ti presta una pomata, chi una fascia per alleviare il dolore... Una signora, incontrata lungo il cammino, voleva regalarmi i suoi sandali, perché aveva visto che i miei erano consumati… Non si è mai soli! 
Le persone che si incontrano sono molte: gruppi di giovani, allegri e veloci, o adulti e anziani soli che hanno deciso di mettersi in cammino, ciascuno con una propria motivazione. “Buen Camino! Ultreya!” Con questo saluto ci sentivamo tutti, davvero, sulla stessa strada, uniti dalla stessa fatica e dalla stessa meta.
Lo zaino che pesava sulle spalle (e che negli ultimi giorni ho lasciato portare in pulmino per una caviglia gonfia!!) mi ha insegnato ad essere essenziale: tante cose che ci portiamo dietro e che crediamo necessarie forse non servono. Anzi, meglio liberarsene! E questo vale anche per il cuore… a volte ci portiamo dietro pensieri, preoccupazioni, aspettative che dentro ci occupano spazio e ci appesantiscono il cammino. Lo zaino insegna a distinguere ciò che è davvero necessario e ciò di cui possiamo fare a meno.
E poi c’erano le frecce gialle ad indicarci sempre la strada: è impossibile perdersi! Basta alzare la testa e guardarsi attorno, avere un atteggiamento attento alla realtà che ci circonda, fidandosi dei segni.
E infine l’arrivo a Santiago! Anche se la Cattedrale era in ristrutturazione abbiamo potuto abbracciare la statua di San Giacomo e pregare davanti alla sua tomba. A lui, il primo degli apostoli che ha dato la vita per il Signore, abbiamo potuto affidare il cammino percorso e quello futuro, a lui abbiamo potuto chiedere di insegnarci ad annunciare con schiettezza e semplicità il Vangelo, di giocarci la vita, di essere discepoli autentici nella consapevolezza della nostra umanità povera e fragile.
E per finire Finisterre… che non è la fine del cammino! Ma proprio da lì il nostro cammino riparte, il pellegrinaggio continua, verso la meta alta e bellissima della santità, attraverso le strade feriali della nostra vita, con uno zaino più leggero, la certezza di non essere soli e lo sguardo attento ai segni…
Suor Daniela
Clarissa Francescana Missionaria del SS. Sacramento
¡Ultreya! ¡Suseya!
|
|
Entrata in Postulato di Francesca, Lina e Dalila
"Questo è il momento che Dio ha scelto x te...". Un momento passa rapido, lo spazio di un "eccomi", eppure è con momenti così che Dio ama cambiare la storia e fare della nostra piccola storia una eterna storia di salvezza. Così è successo a Francesca, Lina e Dalila, tre ragazze normali e felici, che hanno deciso di scommettere "in grande" e si sono tuffate con fiducia nelle mani di Colui che, innamorato, le ha chiamate a sé per non dividerle con nessuno se non con i suoi piccoli da servire. Quali garanzie per loro da oggi in poi per dire che sono sulla strada giusta? Emozionate lo hanno cantato mentre le sorelle più grandi mettevano loro il piccolo tau di legno che da oggi le identifica per noi come postulanti: "Andremo e annunceremo che in Lui tutto è possibile perché abbiamo visto l'Amore vincere! Sì, abbiamo visto l'Amore vincere!". Per le sorelle, tante, che erano lì per accompagnarle a nome di tutte, sono state loro ieri l'occasione per dire ancora che "in Dio tutto è possibile!".
{imageshow sl=36 sc=7 w=1200 h=900 /}
|
|
|

Tutto ciò che si desidera, se è nella Volontà di Dio, Egli lo concede.
Ora, c’è qualcosa di più grande che si possa desiderare e che sia nella Volontà di Dio se non che tutti noi, sue creature, siamo una cosa sola come Lui, Dio Padre è nel Figlio e il Figlio è in Lui?
La nostra Provincia Immacolata Concezione ha mosso i suoi passi verso la cittadina di Oneşti dove c’è la Casa Ecumenica “Domus Mariæ” e dove noi, Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento, siamo venute ad abitarvi dal 7 novembre 2019, dopo aver ricevuto il mandato missionario dalla Superiora Provinciale Suor Flavia Luca.
Adesso che siamo nella settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani, è proprio in questa occasione che vogliamo condividere con voi cosa significhi per noi trovarci QUI in questo momento storico. È qualcosa che supera la nostra comprensione!
Nella cappella di questa Casa Ecumenica campeggia la scritta della preghiera di Gesù al Padre (Gv 17,21) che per noi è diventata la preghiera quotidiana e il nostro impegno di vita.
È grande lo stupore nel vedere come il Signore abbia pensato a noi, Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento, per una preghiera assidua, affinché il suo sogno di Unità tra tutti possa realizzarsi.
Mentre viviamo la grande gioia per essere state scelte ed inviate qui, sentiamo anche la sofferenza della divisione che rende difficile il percorso verso l’Unità. Ci rendiamo conto quanto sia importante sostenere il cammino ecumenico! Notiamo infatti la grande difficoltà di dialogo che c’è tra cattolici ed ortodossi.
La settimana ecumenica è iniziata con il week-end giovanile “Gruppo Samuel” i cui formatori sono frati, sacerdoti diocesani, suore di diverse Congregazioni e laici.
Anche le iniziative della settimana sono state programmate in modo da coinvolgere sia le parrocchie, sia le varie Congregazioni religiose. Dal 23 al 25 gennaio si riunirà qui, in questa casa, un gruppo di preghiera ecumenica e la settimana si concluderà con una veglia di preghiera nella nostra cappella.
Contiamo sul vostro sostegno in questo nuovo cammino che il Signore ci sta indicando.
Suor Clorinda, Suor Roberta, Suor Angela
{imageshow sl=37 sc=4 w=800 h=600 /}
La Verna è una casa accogliente. Come è stata per Francesco, è un dono per tanti, un luogo di respiro e di silenzio, un luogo di Grazia, dove riscoprire l'intimità con Dio. Questa è l'esperienza che fanno anche i tanti giovani che salgono al Santuario, ciascuno con il proprio cammino, ciascuno con la propria sete di pienezza. Questo mese di gennaio in particolare si è aperto con il ritiro di Capodanno, proposto dai frati minori della Toscana, dal tema "Custodi della bellezza", che ha visto noi suore, frati e giovani, iniziare insieme il nuovo anno tra momenti di catechesi, preghiera e fraternità, per diventare custodi della bellezza che ci abita, che abita nel cuore dei nostri fratelli e che ci circonda nel creato. L'altra iniziativa che ci ha coinvolto come Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento è stato il secondo incontro del percorso per giovani "Una casa sulla roccia", per approfondire, aiutati anche dall'esempio di Chiara e Francesco, il tema della preghiera. È stato per tutti un momento per riscoprire e rinnovare il rapporto personale con il Signore e per noi in particolare una grande grazia nel sentirci strumenti tra le Sue mani!
{imageshow sl=38 sc=4 w=800 h=600 /}
Dal 2 al 5 gennaio 2020 noi juniores e novizie Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento, insieme alle nostre formatrici, abbiamo partecipato al convegno per juniores organizzato dal MoReFra sul tema "La fedeltà al tempo del multitasking". Insieme a noi erano presenti tante altre juniores e formatrici di diverse famiglie religiose francescane, con cui abbiamo avuto la possibilità di avere diversi momenti di scambio e di condivisione, alcuni durante gli incontri, altri, più informali, durante i pasti. Il convegno è cominciato con una lectio divina guidata da p. Gianni Cappelletto OFMConv, assistente spirituale del MoReFra, su un brano della seconda lettera di S. Paolo ai Corinzi, sul tema della fragilità. Il giorno seguente sono intervenuti il dott. Johnny Dotti e sr Mercedes Donato, che hanno approfondito rispettivamente il tema del nostro tempo caratterizzato dal multitasking e quello della fedeltà che, come consacrate, siamo chiamate a vivere nel nostro oggi. Quest'opportunità di ascolto e condivisione, ci ha provocato in particolare nell'abbandonare la logica del "know how", del fare le cose solo quando sappiamo come farle, per aprirci, veramente povere, alla potenza di Dio, lasciando che sia Lui a sapere "come fare" e a farlo in noi e attraverso di noi. Senza scoraggiarci nelle cadute, perché sono proprio quelle a darci una sapienza più grande, ad insegnarci a "saltare più in alto". Il giorno seguente abbiamo ascoltato p. Pietro Maranesi OFMCapp, sul tema de "La fragilità in Francesco d'Assisi", scoprendo come, sulle orme di Francesco, siamo chiamate ad intuire la grazia che si nasconde nel tempo della fragilità... facile a dirsi, impegnativo da vivere! L'ultima serata trascorsa insieme è stata dedicata alla fraternità; in particolare, ogni nazionalità presente ha condiviso balli e canti tipici, facendoci gustare la ricchezza e, perché no, il divertimento di vivere assieme la diversità. Il convegno si è concluso il mattino seguente con un pellegrinaggio in Assisi da S. Damiano a S. Chiara, ripercorrendo il cammino che Francesco ha fatto obbedendo alle parole ricevute dal crocifisso, ma che per noi CFMSS, si arricchisce anche dell'esperienza della nostra madre Santa Chiara, della sua vita trascorsa nella povertà e nella fraternità in S. Damiano e della presenza del suo corpo in Santa Chiara, davanti a cui abbiamo potuto sostare in preghiera. Qui abbiamo celebrato tutte insieme l'Eucaristia come momento conclusivo di restituzione e di rendimento di grazie. Benediciamo il Signore che ci ha donato questo tempo di fraternità e di formazione e rientriamo nelle nostre comunità, sperando di poter portare nelle nostre case l'esperienza vissuta, non solo a parole, ma con la testimonianza di un modo nuovo e disarmato di accogliere quella fragilità che tutti ci accomuna.
{imageshow sl=39 sc=4 w=800 h=600 /}
Metti quindici giovani sorelle con un forte desiderio di condivisione e una grande sete di Dio, unisci un nuovo approccio alla Parola in grado di penetrare le emozioni più nascoste e i sentimenti più profondi del cuore e ottieni tre giorni di rinnovamento spirituale in grado di ridonare slancio alla vita di ciascuna.
Padre Beppe Bertagna, gesuita, ha condotto un corso sulla Parola che ha saputo stravolgere il tradizionale approccio esegetico per dare maggiore spazio alla dimensione relazionale di ciascuna sorella con la Bibbia e i suoi protagonisti. Ciò non cancella il cammino fatto fino ad oggi, ma lo integra e lo sostiene permettendo di capire maggiormente che Dio vive anche nelle nostre vite e si incarna oggi nelle nostre storie perché possiamo essere felici!
Ciascuna partecipante si è messa in gioco facendo emergere con onestà le proprie gioie e le sofferenze che abitano ogni uomo, permettendo allo sguardo sanante dell'Amore di toccare il cuore per risanarlo.
Oggi, ogni suora, ha uno strumento in più per leggere la sua storia alla luce della storia della salvezza.

|
|
{imageshow sl=1 sc=1 w=960 h=640 /}
In questo tempo di smarrimento e di grande preoccupazione per il diffondersi repentino del Covid-19, noi Sorelle Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento rinnoviamo il nostro impegno ad intensificare la nostra preghiera di intercessione al Padre delle Misericordie, in tutte le nostre comunità sparse nel mondo, per chiedere aiuto e protezione per tutta l’umanità sofferente, ferita dalla prova della pandemia.
In ginocchio davanti al SS. Sacramento, adoriamo e imploriamo salute e Pace per chi è colpito dalla malattia, chiediamo coraggio e forza per chi è chiamato a lottare in prima linea, spendendosi con generosità e senza riserve in tanti modi, affinché la cura e l’attenzione alla Vita possa essere garantita a tutti.
Il Signore sostenga tutti con la forza della fede e della sua Grazia, e nella sua grande Misericordia, per la potenza del suo Amore, ridoni al mondo Pace e pienezza di Vita, nella gioia della Resurrezione che presto rivivremo!
Il Signore ci benedica e ci protegga da ogni male, oggi e sempre!
|
{imageshow sl=1 sc=5 w=960 h=640 /}
Le conferenze dal tema "CFMSS: donne di cura e di speranza oggi" sono tenute da sr Chiara Lorenzato, sr Roberta Bocchi, sr Estela Guerra Miguel.
|
|
In occasione della Solennità di Pentecoste tutte noi sorelle della Provincia "Immacolata Concezione" Italia - Spagna - Romania ci siamo collegate per un incontro di formazione sul tema "Lettura dell'icona di Pentecoste", condotto in modo appassionato da sr Concetta Brancato. Ringraziamo il Signore per questa occasione di incontro che desideriamo condividere con chi lo desidera. Buon ascolto!
|
|
{imageshow sl=43 sc=5 w=960 h=640 /}
|
||||
In occasione della festa per il transito della nostra Venerabile fondatrice, Madre Serafina Farolfi, il 18 giugno 2020 noi sorelle della Provincia "Immacolata Concezione" Italia - Spagna - Romania ci siamo ritrovate in collegamento per un incontro di formazione sul tema "Le CFMSS e la missione: Andate, accendete, portate l'amore di Gesù Eucarestia a tutti!", per alimentare il nostro spirito missionario. L'incontro è stato condotto da sr Laura Santos de Oliveira, Consigliera Generale. Ringraziamo il Signore per questa occasione di incontro che desideriamo condividere con chi ha piacere di essere partecipe con noi. Buon ascolto!
Dopo il lockdown, gli esercizi spirituali “Alla tua presenza” hanno avuto un sapore del tutto nuovo. Giovani provenienti da tutta Italia, anche dalle ex zone rosse del virus, si sono incontrati per pregare, meditare la Parola di Dio e cantare lodi nella splendida cornice del santuario de La Verna. La mascherina sul volto non è riuscita a nascondere i sorrisi di chi riscopre il gusto della fraternità dopo mesi di paura e isolamento sociale, mentre le distanze sono state accorciate da sguardi traboccanti di gioia e gratitudine.
Così, protetti ma di nuovo insieme, abbiamo riscoperto la relazione con Dio e con i fratelli accompagnati dalle catechesi e dai canti di fra Lorenzo, suor Valeria e suor Chiara. Perché, visto che “per coltivare la relazione con Dio bisogna allenarsi come nello sport”, come è stato detto all’inizio degli esercizi, allora era necessario prendersi tutto il tempo per stare alla presenza di Dio, per amarlo e per lasciarsi amare. Non sono mancate lacrime di gioia nel riscoprirsi figli amati da Dio e accolti dai fratelli, mani sporche di creta per plasmare se stessi alla luce della relazione con Dio, preghiere recitate sotto la luna e parole sussurrate nelle condivisioni al lume di candela, davanti al crocefisso di San Damiano. Passo dopo passo, abbiamo ripercorso insieme la Genesi, le tentazioni, la conversione e la redenzione nella Bibbia e nell’esperienza personale. Ciascuno ha potuto meditare la verità e la bellezza del Cantico delle Creature nei boschi e nei chiostri del santuario francescano, riscoprendo lo stupore del creato. Di fronte alle meraviglie che ha compiuto Dio durante gli esercizi spirituali, è stato facile dire “Prima ti conoscevo per sentito dire, ora invece ti vedo con i miei occhi”.
{imageshow sl=44 sc=2 w=960 h=640 /}
Esercizi spirituali giovani - La Verna, 20-24 luglio 2020
|
{imageshow sl=45 sc=2 w=960 h=640 /}
|
Nel cuore ho una domanda, che da tempo mi accompagna e che Isaia, nella domenica precedente alla partenza per La Verna, ha pensato bene di ricordarmela, imprimendola nel mio cuore in maniera indelebile: «Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?» (Isaia 55, 1-3). Parafrasando il Profeta: perché spendere la propria vita per ciò che non sazia? Ma soprattutto, chi è Colui in grado di saziare la mia sete di vita? Per chi sono io? È questa la domanda che dobbiamo porre alla base della nostra esistenza se vogliamo vivere pienamente, sazi di gioia e diventare fecondi. Non più “Chi sono io?” ma “PER chi sono io?”. Suor Valeria e Suor Vittoria nei tre giorni di ritiro a La Verna, ci hanno riportato ad un movimento fondamentale, il solo in grado di saziare la nostra vita. Decentrarsi, per poter iniziare a guardarsi non più con i propri occhi ma con gli occhi di Dio. Perché è solo attraverso lo sguardo amorevole del Padre nostro che è nei Cieli che ci sentiamo figli e figlie amate, in grado di donare e riservare il suo stesso amore agli Altri. “Per chi sono io?”. Perché io non sono il mio passato, non sono i miei peccati, non sono le mie mancanze, non sono le mie cadute. E non sono nemmeno la mia posizione lavorativa o gli studi compiuti durante il percorso universitario. Io sono di più di tutto questo e quel “quid” in più è il segno che proviene da un incontro, da un abbraccio, da un Amore unico e irripetibile. È il segno della luce eterna che il Signore ha posto in me, come in ognuno di voi. A La Verna, 1128 metri di altezza, mi sono sentita un po’ come Zaccheo sull’albero di sicomoro. Sicomoro, nel suo significato ebraico, vuol dire “albero della follia e del coraggio”. Come Zaccheo che per vedere Gesù è salito sull’albero della follia e del coraggio, io sono salita a La Verna, lo stesso luogo dove il Santo Francesco vide Gesù attraverso i segni dell’Amore impressi nella sua stessa carne. Dopo giorni di tormento, tentazioni, deserto e buio, vide rivelarsi in se stesso l’Amore del Signore. Ma anche Francesco dovette passare attraverso il buio. Ma nel buio, la Luce. Mi sovviene alla mente una parte del Salmo 86 (85), la supplica di Davide, che declama: «Mostrami Signore la tua via, perché nella verità io cammini, donami un cuore semplice che tema il tuo nome». Come ci ha ben ricordato Suor Valeria, senza lo stare, il rimanere e il vivere pienamente quel tempo di buio, non potremo mai vedere la via che il Signore ha preparato per ognuno di noi. E per farlo sono necessari gli occhi del cuore e quindi di un cuore semplice, umile che torni a Dio e a come Egli stesso lo ha fatto e plasmato. Dio, com’è stato per Elia, lo si trova nel buio di una caverna. Ecco che allora la sua Luce si rivela e ci interroga, perché è delle domande che scuotono e tormentano l’animo ciò di cui abbiamo bisogno per diventare fecondi e portare frutto. Dio ti mette, in completa libertà, di fronte ad una scelta. “Per chi vuoi essere? Il tuo cuore desidera essere saziato pienamente?”. Poi il silenzio. Il silenzio del cuore ci dice di un Dio che si rivela nella preghiera e dunque, nell’ascolto. Nel sussurro di una brezza leggera, com’è stato per Elia, che non parla fuori ma dentro. Il soffio di Dio non è un vento che scompiglia i capelli. Il soffio di Dio è quella brezza leggera che parla al cuore e solo un cuore umile, semplice, sarà capace di ascoltare, discernere e scegliere di rispondere alla domanda “Per chi sono io?”.Maria Giulia
{imageshow sl=46 sc=2 w=960 h=640 /} |
|
Chi è Dio per me, e chi sono io che sto di fronte a Lui? Il corso vocazionale organizzato dai frati della Toscana in collaborazione con le Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento e con le suore Francescane Ancelle di Maria è iniziato con questa domanda grande, che racchiude molti altri interrogativi e numerose immagini distorte di Dio. Una domanda detta sottovoce, quasi con timore, oppure taciuta e dimenticata come un relitto nelle profondità dell’anima. Una domanda che spesso implode nel cuore e diventa nostalgia di un incontro vero, di un volto da contemplare e da amare. Solo qualche volta si ha il coraggio di urlare a Dio la propria confusione e il proprio dolore, o semplicemente di parlargli apertamente.
Questo viaggio attraverso le grandi domande è iniziato in compagnia di Giobbe, che dialogando con Dio è riuscito ad andare oltre la sua visione semplicistica di un Creatore-padrone che interviene di tanto in tanto per premiare i buoni e punire i cattivi. Spesso, infatti, come hanno sottolineato fra Alessio, fra Lorenzo, suor Valeria e suor Tiziana, noi non abbiamo problemi con Dio, ma con l’immagine distorta di Dio che ci siamo costruiti, frutto dei nostri idoli. Così arriviamo a definire Dio, e per giunta a definirlo in modo sbagliato. Giobbe vive una crisi profonda che sembra una maledizione e invece è una Grazia: allo stesso modo, anche nelle nostre vite Dio bussa con insistenza al nostro cuore per suscitare la nostalgia di un vero incontro. Altre volte invece Dio tace perché solo nel “deserto” vengono distrutti gli idoli di cui ci circondiamo: vitelli d’oro che luccicano al sole ma che non illuminano la nostra vita. Tanto per iniziare, spesso noi pensiamo che Dio ci chieda qualcosa, invece accade proprio il contrario: Lui dona con generosità e ci consegna un invito perché sogna qualcosa di bello e di grande per la nostra vita. Se accogliamo questo invito, puntualmente Dio dona cento volte di più. San Francesco è stato un altro importante compagno di viaggio durante il corso vocazionale, perché ci ha mostrato che Dio non lascia i nostri desideri in balìa degli avari criteri del mondo, ma li dilata secondo la sua Grazia e bellezza. Ogni desiderio, abbiamo imparato, contiene in sé un soffio divino, e non va mai ignorato. Così san Francesco si è ritrovato a vivere un progetto ancora più grande del suo, umano e limitato, dove il desiderio di grandezza si è trasformato nella donazione senza riserve della santità. L’ultima compagna di viaggio è stata Maria, che si è lasciata incontrare dal desiderio divino e che ci insegna che la storia si fa con i “sì” e non con i “se”. Non solo: la sua vita ci ha mostrato che Dio non entra nella nostra vita con i ragionamenti ma con i fatti concreti di ogni giorno, dove ci visita con un saluto pieno di gioia: “Rallegrati!”. A questo punto, il viaggio del corso vocazionale ci ha portato ancora più lontano attraverso il bibliodramma, grazie al quale abbiamo rivissuto il passo dell’unzione di Betania, in cui la peccatrice bagna di lacrime e cosparge di profumo i piedi di Gesù. È stato un momento prezioso perché abbiamo fatto esperienza del Vangelo in prima persona, con tutto il nostro corpo. Come dire: quando si sta alla presenza di Dio cadono anche le armature fatte di parole e rimangono i desideri più profondi nella loro verità, perché il corpo non può mentire. Abbiamo fatto esperienza concreta dell’amore di Gesù anche attraverso la lavanda dei piedi, dove siamo stati toccati dalla Grazia nei nostri errori e nelle nostre imperfezioni, amati senza limiti e senza riserve. Allora abbiamo capito che il Vangelo non è una bella teoria, ma l’Incontro con un Dio “che ci ama di amore eterno” e che ci visita dove non ci saremmo mai aspettati: non nella testa, ma nei piedi. Questo amore “scomodo” e rivoluzionario ci mette di fronte a un’altra domanda: ci lasciamo lavare i piedi da Gesù, cioè ci lasciamo amare da Dio, e siamo in grado di lavare i piedi dei nostri fratelli? Alla fine del corso vocazionale forse non abbiamo trovato risposte, ma nuove domande che mettono in cammino. Proprio come Giobbe, non possiamo dire di aver trovato risposte su Dio ma possiamo dire di averlo incontrato. Cinzia
{imageshow sl=48 sc=2 w=960 h=640 /} |
|
Cinque giorni per rimettersi alla presenza di Dio. Cinque giorni di preghiera, di fraternità e di condivisione nella semplicità. A La Verna, dal 19 al 23 agosto, una decina di giovani di diverse provenienze, accompagnati da fr Lorenzo e sr Daniela, ha vissuto il secondo corso di esercizi spirituali di quest’estate. È stato un tempo per riscoprire e gustare l’intimità con Dio - cercata nella bellezza del creato - e per rimettere davanti a Lui la nostra fragilità – riconoscendoci creature immensamente amate -, lasciando che sia Lui a mostrarci la nostra bellezza. Il silenzio della preghiera è stato accompagnato dalla gioia della fraternità, dall’intessere relazioni col fratello che il Signore mette al nostro fianco. E ritrovare, alla fine, che è la “pratica della Sua presenza” che rinnova la nostra vita e la fa risplendere di Luce! Rendiamo grazie al “Padre delle Misericordie” per la sete di pienezza che suscita in ciascuno di noi e per essersi fatto presente e amico in modo inaspettato e sorprendente nella storia di ognuno di questi giovani! {imageshow sl=49 sc=2 w=960 h=640 /} |
Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento
100 anni di storia nella città di Bologna
1920 - 2020
Centenario della nostra presenza – Casa della Torretta, 19 settembre 2020
“Ringrazino il Signore per il suo amore,
per le sue meraviglie a favore degli uomini”
(Sl 107,15)
Così canta il salmo 107! E con questi sentimenti e con infinita gratitudine nel pomeriggio di sabato, 19 settembre, come Chiesa in festa abbiamo elevato il nostro “GRAZIE” a Dio nostro Padre, che nella sua infinita bontà “ha fatto grandi cose per noi” e attraverso di noi, in questi 100 ANNI DI STORIA della nostra presenza nella casa detta “Torretta”, anni ricchi della sua amorosa presenza e sovrabbondanti della sua immensa grazia.
Questa nostra casa ci parla della generosità e dedizione incondizionata con cui le nostre sorelle hanno accolto, amato e fatto crescere con cuore materno negli anni passati le tante bambine e ragazze del territorio rimaste orfane soprattutto a causa della guerra. Ci racconta tanti episodi miracolosi della Provvidenza di Dio che mai è venuta meno alle necessità delle sue spose e delle sue piccole figlie, ci parla della gratuità e della prodigalità di tanti nostri benefattori che con generosità e infinita gratuità hanno permesso che tanto bene si potesse realizzare.
Ma soprattutto ci parla di un cammino di santità che ancora oggi prosegue nella preghiera corale, nell’adorazione eucaristica quotidiana, nello spirito di accoglienza francescana di tante ospiti che nella Casa d’Accoglienza per bambini e mamme in difficoltà, e nello studentato, si vive con semplicità e tanta apertura di cuore.
Continuiamo quindi oggi a rendere grazie al Signore per i tanti benefici vissuti in questi anni, facendo memoria del bene ricevuto e donato nel tempo. Consegniamo ora fiduciose nelle mani del Padre i giorni che ancora Egli vorrà concederci di trascorrere a servizio del suo Amore, perché con l’aiuto della sua grazia possiamo ancora essere strumenti del di bene e del suo disegno di salvezza per tante persone che in questa terra ci avvicinano.
Ringraziamo tutti i nostri fratelli sacerdoti e amici che (sia in presenza che da lontano per i limiti imposti da questo tempo di pandemia) hanno voluto condividere con noi questo motivo di gioia per la nostra Provincia “Immacolata Concezione”. In modo particolare ringraziamo per la sua presenza P. Enzo Brena, Vicario episcopale per la Vita Consacrata, che ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica e ci ha fatto sentire la vicinanza del nostro caro Arcivescovo, Card. Matteo Maria Zuppi, impossibilitato a presenziare a questo momento. Ringraziamo tutte le sorelle delle nostre comunità che in comunione di spirito e di letizia hanno voluto unirsi a noi nella gioia di questa festa!
Il Signore del tempo e della storia ci conceda ancora di testimoniare con audacia e autenticità, in questa Diocesi di Bologna, il carisma contemplativo-attivo, eucaristico e missionario, che ci ha lasciato in eredità la nostra Venerabile fondatrice M. Serafina Farolfi.
Maria Santissima, patrona della nostra Provincia “Immacolata concezione”, custodisca ancora nel suo Cuore Immacolato il nostro desiderio di donazione nella gratuità, nella preghiera e nel servizio generoso ai fratelli!
{imageshow sl=50 sc=9 w=960 h=640 /}
- Novena "il Tempo del Creato e San Francesco"
- 3 ottobre 2020 - Professione semplice di sr Mimoza Asllani
- Diciotto nuove sorelle tra noi
- Novena all'Immacolata Concezione 2020
- Novena di Natale 2020
- Missionarie nel mondo... Madre Serafina alle sue figlie
- Cinque anni di missione a Illescas - Toledo (Spagna)
- Ingresso in noviziato di Francesca, Lina e Dalila
- Elogio alla Provvidenza
- Giubileo di erezione della Provincia “Immacolata Concezione” Italia - Spagna - Romania
- Una scelta perpetua di amore - Professione perpetua di sr Concetta
- L'insegnamento e l’esempio di Madre Serafina per rinnovarci in tempo di Pandemia
- In ascolto con Chiara, discepola del Vangelo
- Confía en Él, Él confía en ti
- Un tempo privilegiato...
- Vestite a nuovo!
- Ite secure con il beato Giacomo
- GRATITUDINE e MISERICORDIA!!!
- Cercatori di acqua viva
- Quando l’amore ferisce
- NOVENA A SAN FRANCESCO D’ASSISI
- IL MONDO È DI TUTTI
- NELLA CASA DI MARTA E MARIA
- “SÌ, ECCOMI”: FARE UN PASSO OLTRE CON GESÙ
- NEWS DALLA MISSIONE DI BRAILA - ROMANIA
- RIPARTIAMO CON UN GESTO DI SOLIDARIETÀ
- RECUPERARE LA DIMENSIONE CONTEMPLATIVA DELLA NOSTRA MISSIONE
- Novena all'Immacolata Concezione 2021
- Novena di Natale 2021
- Custodire nel cuore, la missione della madre di Dio
- Riempite d’acqua le anfore
- Il lieto annuncio ai poveri
- Dalla guerra alla scuola
- Parte sempre da un "SÌ"
- Quaresima: tempo di silenzio perché Dio parli
- È un attimo
- Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi!
- RICORDARE, RINGRAZIARE, RINNOVARE
- LA MISSIONE DELLA PORTA ACCANTO
- VERSO IL FUTURO CON SPERANZA!
- VUOI RAGGIUNGERE L'ALTRA RIVA?
- PORTIAMO I MISTERI!
- PORTATE A TUTTI L’AMORE DI GESU’ EUCARESTIA!
- L’UMANITA’ DI CHIARA
- UN CONVENTO A FORMA DI CASA
- GIOVANI D’EUROPA VERSO SANTIAGO
- INFINITAMENTE… BUONO! INFINITAMENTE… MARCIA FRANCESCANA 2022!
- ACCOMPAGNATI PER MANO
- RIVESTITEVI DELLA CARITÀ – ENTRATA IN NOVIZIATO
- NOVENA A SAN FRANCESCO D’ASSISI
- NDUGU WOTE (“Tutti fratelli”) - La nostra esperienza a Modica
- A RIVEDER LE STELLE
- FIDUCIA, OLTRE LA PAURA
- UN ABBRACCIO DA EST AD OVEST DEL MONDO
- MISSIONE BAGNATA, MISSIONE FORTUNATA
- SORELLE NELLA MINORITÀ
- Novena di Natale 2022
- OBBEDIRE ALLA STORIA
- A MANI APERTE…
- NELLE MANI DELLA MADRE... IL SIGILLO
- PASSI NUOVI AL NOSTRO CAMMINO
- UN'ALBA DI SPERANZA
- IN LORO COMPAGNIA
- ECCOMI
- ECCO IL MIO SÌ
- VERSO TUTTI!
- UN NUOVO GIUBILEO BUSSA ALLE NOSTRE PORTE
- PELLEGRINAGGIO DELLE CAPITOLARI NELLA CITTÀ ETERNA
- DESIDERIO ARDENTE DI VOLARE IN ALTO, SEMPRE DI PIU'... CON "TE"!
- APERTURA UFFICIALE XVII CAPITOLO GENERALE
- PREGHIERA PER L'ANNO GIUBILARE EUCARISTICO - MISSIONARIO
- IL SERVIZIO DELLA DIOCESI DI BOLOGNA
- 125 ANNI... IL SOGNO CONTINUA!
- DALL'ITALIA ALLA SPAGNA E ROMANIA... FINO A TUTTO IL MONDO
- ASCOLTIAMO "IL VENTO CHE VIENE DAL FUTURO"
- ELETTO IL NUOVO GOVERNO GENERALE DELLE CFMSS
- DIALOGO E APPROFONDIMENTI CON SUOR TIZIANA MERLETTI
- DIVENIRE ESPERTI NELL’ARTE DELL’INCONTRO
- SI CHIUDE IL NOSTRO XVII CAPITOLO GENERALE
- LA GRAZIA DEI LUOGHI CI PARLA
- NOI, CHIESA CON PAPA FRANCESCO
- CORPUS DOMINI ALLA BADIA
- LA GRATITUDINE È LA MEMORIA DEL CUORE
- PELLEGRINE A LOURDES
- CHIARA NOVELLA MARIA - Novena a S. Chiara
- LA PROMESSA DI DIO PER LA NOSTRA VITA
- PASSI VERSO GRECCIO
- XXXVIII GMG - "MARIA SI ALZÒ E SE NE ANDÒ IN FRETTA"
- MI ABBANDONO ALLA FEDELTÀ DI DIO DA ORA E PER SEMPRE
- FRANCESCO, AMANTE DELL’EUCARISTIA
- CUORI ARDENTI E PIEDI IN CAMMINO… PER PORTARE I MISTERI
- TRE PASSI – PER IMPARARE A FARE I PASSI GIUSTI
- A EDIFICAR LA CHIESA
- “COME SORELLE”… chiamate a SERVIRE con passi di minorità e fraternità
- CON IL CUORE COLMO DI GRATITUDINE
- LA NOSTRA MISSIONE A BRAILA...
- Novena all'Immacolata Concezione 2023
- AGENDA SOLIDALE 2024 con tessuti wax e aguayo
- PROGETTO GUINEA BISSAU
- L'OSTENSORIO ITINERANTE
- NOVENA DI NATALE 2023
- ADORAZIONE E TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO FINE ANNO
- SEGUENDO L'OSTENSORIO ITINERANTE...
- A UN PASSO DA TE
- CONVEGNO SCOLASTICO
- CHIUSURA DELLA PORTA SANTA A BRAILA
- NOVENA ALLO SPIRITO SANTO 2024
- CHIUSURA DELLA PORTA SANTA A PALENCIA
- VIVO CON TE
- 42 MARCIA FRANCESCANA
- IL DONO DELLA VITA CONSACRATA - Novena a S. Chiara
- NOVENA A SAN FRANCESCO D’ASSISI
- NOVENA DI NATALE 2024 - UNA PAROLA DI SPERANZA
- NOVENA DI PENTECOSTE 2025
- Triduo in occasione del Transito di Madre Serafina - 2025
- SANTA CHIARA, DONNA DI SPERANZA
- SAN FRANCESCO, AMORE PER LA CREAZIONE
- NOVENA ALL'IMMACOLATA CONCEZIONE 2025
- sabato 9 giugno 2018 - Celebrazione della chiusura del Centenario
- Sabato 26 maggio 2018 - Concerto d'Organo e lettura di brani della Venerabile Serva di Dio
- Sabato 11 Novembre 2017 Incontro Pubblico alla Cattedrale di Forlì
- Iniziative per il Centenario del Transito della Venerabile Madre Serafina Farolfi
- sabato 2 settembre 2017: open day alla Badia di Bertinoro
- 29 maggio 2017 - ELETTO IL NUOVO GOVERNO GENERALE
Facebook
Youtube
Instagram





























