Camminando si fa cammino e si scova la sorgente.
Questo è lo slogan che abbiamo dato all’esperienza della Via degli déi che dal 21 al 27 agosto ho potuto vivere assieme a 11 giovani e tre animatori: Michele, suor Francesca e don Ermir, della parrocchia di San Marcello di Bari.
La Via degli déi è un percorso escursionistico di circa 130 km, con dislivelli che raggiungono i 600 m e quote anche di 1200 m. Il cammino collega le città di Bologna e Firenze e, attraversando gli Appennini, ripercorre i cammini usati prima dai Romani e poi nel Medioevo per le comunicazioni che passano per la via Flaminia "militare", quest’ultima costruita nel 187 a.C. come via di collegamento tra Bologna e Fiesole.
Chiamato degli “dèi” perché alcune montagne che attraversa portano i nomi degli déi Greco-Romani: il Monte Adone, Monte Venere, Monzumo e Monte Luario.
L’esperienza è iniziata con la ss. Messa del 20 agosto nella quale don Andrea ha dato a ciascun ragazzo il mandato, la maglietta e il libretto che ci ha fatto da guida nei nostri momenti di preghiera e di riflessione. Il Vangelo della Samaritana è stato l’icona che ci ha guidato.
Il pomeriggio del 21 agosto ci siamo trovati tutti alla Stazione di Bologna e abbiamo raggiunto l’Ostello “Combo” dal quale il giorno dopo è iniziato il cammino fisico vero e proprio. La Via degli déi inizia ufficialmente da Piazza Maggiore e subito dopo abbiamo voluto passare per il Santuario della Madonna di San Luca per affidarle ciascuno di noi.
Queste sono le tappe che abbiamo percorso:
- 22 Agosto: Bologna - Brento;
- 23 agosto: Brento -Monte Adone - Madonna dei Fornelli;
- 24 agosto: Madonna dei fornelli - Passo della Futa - Sant’Agata;
- 25 agosto: Sant’Agata - Vetta le Croci - Biviliano;
- 26 agosto: Biviliano - Poggio Pratone -Firenze.
Lo sforzo fisico che il cammino ci ha richiesto è stato duro fin dalla prima tappa, il più delle volte ci siamo trovati a percorre più chilometri rispetto a quelli indicati sulla carta facendo in un giorno anche 34 km, ma è stato bello poter ammirare gli orizzonti che passo dopo passo e tappa dopo tappa si aprivano ai nostri occhi.
Abbiamo imparato fin da subito a camminare ciascuno secondo il proprio passo, senza pretendere nulla, camminando anche soli sapendo che soli non lo eravamo e che per questo non ci saremmo perduti.
Come la Samaritana abbiamo voluto entrare, con Gesù, nel mezzogiorno della nostra vita, rappresentato efficacemente dalla fatica del cammino stesso. Abbiamo potuto fare memoria delle persone che per la storia di ciascuno di noi sono state significative perché in loro abbiamo riconosciuto la presenza di Gesù, riconoscendo nella sua Parola l’unica acqua che può dissetare e dare gusto alla nostra quotidianità.
Durante il Cammino si incontrano molte persone ed è stato bello con alcune di loro stringere amicizia e condividere non solo pezzi di cammino e mete, ma anche i momenti di preghiera che ogni mattina e sera scandivano la nostra giornata.
Tanti sono stati i momenti emozionanti: come quando il terzo giorno siamo arrivati al punto più alto della Via degli dèi, alle “Banditacce”, 1204 m, dove c’è una campanella da suonare per sancire il traguardo, oppure il quarto giorno dove ci siamo trovati all’ora di pranzo senza nulla ed un posto dove mangiare e una ragazza, capendo chi eravamo e la nostra situazione, si è fatta provvidenza per noi. Tutti i panorami sono stati spettacolari, ma in particolar modo il panorama che da Biviliano a Firenze si è presentato a noi, fin dal mattino, come una finestra aperta su Firenze.
Il momento più bello è stato arrivare a Piazza della Signoria di Firenze, dove ufficialmente termina il cammino, con la soddisfazione di avercela fatta e la meraviglia di incontrare gli amici che lungo il cammino avevamo conosciuto e che anche loro terminavano in quel giorno questa esperienza. La conclusione vera propria l’abbiamo vissuta il 26 sera con un momento di preghiera particolare e il 27 con la Celebrazione Eucaristica che don Carlo Bergamaschi, fratello di suor Francesca, ha presieduto per noi, dove ci è stato dato l’entusiasmo di riprendere a vivere la nostra vita certi che l’amore più importante non ci abbandonerà mai.
Suor Laura
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