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I
PRIMO GIORNO - 2 AGOSTO
Dal Vangelo secondo Matteo (5, 13-16)
“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Riflessione di Papa Francesco
Gesù ci invita ad essere un riflesso della sua luce, attraverso la testimonianza delle opere buone. E dice: «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,16). Queste parole sottolineano che noi siamo riconoscibili come veri discepoli di Colui che è la Luce del mondo, non nelle parole, ma dalle nostre opere. Infatti, è soprattutto il nostro comportamento che – nel bene e nel male – lascia un segno negli altri. Abbiamo quindi un compito e una responsabilità per il dono ricevuto: la luce della fede, che è in noi per mezzo di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo, non dobbiamo trattenerla come se fosse nostra proprietà. Siamo invece chiamati a farla risplendere nel mondo, a donarla agli altri mediante le opere buone. E quanto ha bisogno il mondo della luce del Vangelo che trasforma, guarisce e garantisce la salvezza a chi lo accoglie! Questa luce noi dobbiamo portarla con le nostre opere buone.
Lettore: Te beata, o sposa e regina del sommo Re, perché il tuo Signore ti ha rivestita delle vesti di salvezza, come di un’armatura. Te felice perché ti ha donato lo smagliante stendardo della Sua povertà perché tu non soccombessi in nessun momento nella lotta, che fu la tua vita. Dallo specchio del Crocifisso povero, hai imparato a rivestirti dell’unica veste necessaria: la sua nudità. E tu, o Chiara, hai rigettato le vesti superflue dei beni di questa terra, per lottare nuda con il nudo tuo nemico.
Tutti: Salve, nuova creatura splendente di ogni santità, salve, donna povera rivestita di bellezza, salve, sposa adorna del dono del Re, salve, donna forte che entri nel Regno. G: Salve, sposa di Cristo! Tutti: Salve, sposa di Cristo!
SECONDO GIORNO - 3 AGOSTO
Dal Vangelo secondo Luca (22, 14-20)
Quando venne l'ora, Gesù prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: "Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio". E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: "Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio". Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me". E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi".
Riflessione di Papa Francesco
Noi siamo stati creati per amare ed essere amati. Dio, che è Amore, ci ha creati per renderci partecipi della sua vita, per essere amati da Lui e per amarlo, e per amare con Lui tutte le altre persone. Questo è il “sogno” di Dio per l’uomo. E per realizzarlo abbiamo bisogno della sua grazia, abbiamo bisogno di ricevere in noi la capacità di amare che proviene da Dio stesso. Gesù si offre a noi nell’Eucaristia proprio per questo. In essa noi riceviamo il suo Corpo e il suo Sangue, cioè riceviamo Gesù nell’espressione massima del suo amore, quando Egli ha offerto sé stesso al Padre per la nostra salvezza.
Lettore: Chiara tu sei la pianticella che Francesco ha piantato nella nuda terra della Chiesa; tu sei la creatura nuova tutta rivestita di Cristo spuntata nel campo della povertà. L’Amore del Padre ti ha tutta rivestita di nuove e scintillanti gemme, come virgulto che a primavera si adorna di nuovi fiori splendenti. Il tuo corpo è tutto Bellezza perché interamente adorno all’interno e all’esterno della bellezza e dello splendore di Lui.
Tutti: Salve, donna amante avvinta dall’Amore; salve, fedele immagine della gloria di Lui, salve, sacrificio vivente innalzato al Dio vivo, salve, lode chiara che tutto rendi al Signore. G.: Salve, sposa di Cristo! Tutti: Salve, sposa di Cristo!
TERZO GIORNO - 4 AGOSTO
Dal Vangelo secondo Marco (4,1-9. 24-25)
“Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: "Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno". E diceva: "Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!". Diceva loro: "Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha".
Riflessione di Papa Francesco
Gesù ci invita a guardarci dentro: a ringraziare per il nostro terreno buono e a lavorare sui terreni non ancora buoni. Chiediamoci se il nostro cuore è aperto ad accogliere con fede il seme della Parola di Dio. Chiediamoci se i nostri sassi della pigrizia sono ancora numerosi e grandi; individuiamo e chiamiamo per nome i rovi dei vizi. Troviamo il coraggio di fare una bella bonifica del terreno, una bella bonifica del nostro cuore, portando al Signore nella Confessione e nella preghiera i nostri sassi e i nostri rovi. Così facendo, Gesù, buon seminatore, sarà felice di compiere un lavoro aggiuntivo: purificare il nostro cuore, togliendo i sassi e le spine che soffocano la Parola. Lettore: Chiara, tu sei impronta della Madre di Dio: il Signore ti ha concesso di portare in te Colui dal quale tu e tutte le cose sono contenute. Te beata perché hai meritato di generare il Dio bambino quando hai aperto il tuo cuore all’ascolto della Parola. Anche gli occhi delle tue sorelle hanno visto il Figlio dell’Altissimo accanto a te quando la Parola toccava il tuo cuore.
Tutti: Salve, tu il cui ascolto genera il Dio Bambino, salve, tu che ti diletti alla Sua Parola, salve, ascoltatrice a Dio gradita, salve, esperta amante della divina predicazione. G.: Salve, sposa di Cristo! Tutti: Salve, sposa di Cristo!
QUARTO GIORNO - 5 AGOSTO
Dal Vangelo secondo Giovanni (6, 44-51.59-63)
In quel tempo Gesù disse: Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio . Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo". Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao. Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: "Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?". Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: "Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita.
Riflessione di Papa Francesco
“Dinanzi all’invito di Gesù a nutrirci del suo Corpo e del suo Sangue, potremmo avvertire la necessità di discutere e di resistere, come hanno fatto gli ascoltatori di cui ha parlato il Vangelo. Questo avviene quando facciamo fatica a modellare la nostra esistenza su quella di Gesù, ad agire secondo i suoi criteri. Nutrendoci di questo cibo possiamo entrare in piena sintonia con Cristo, con i suoi sentimenti, con i suoi comportamenti. Per questo è tanto importante comunicarsi, è tanto importante andare alla Messa, e ricevere la comunione, perché è ricevere il corpo di Cristo. E’ ricevere questo Cristo che ci trasforma dentro, è ricevere questo Cristo che ci prepara per il cielo“. Lettore: Amica e sposa del Re dei re, da quando hai iniziato a gustare quella segreta dolcezza che Dio ha riservato per coloro che lo amano, la tua bocca non si è mai staccata da quella segreta sorgente. Con labbra tremanti ricevevi il Corpo del tuo Signore e i baci felici della sua bocca. E tu, ebbra dei doni di Lui, gridavi con tutto il tuo ardore il desiderio del tuo cuore fino ad essere saziata nuovamente di Lui.
Tutti: Salve, donna assetata della Parola dello Spirito salve, donna ebbra di celeste nutrimento, salve, sposa ardente di desiderio, salve, tu che ricevi i baci del Verbo. G.: Salve, sposa di Cristo! Tutti: Salve, sposa di Cristo!
QUINTO GIORNO - 6 AGOSTO
Dal Vangelo secondo Luca (9,28-36)
Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia". Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All'entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!". Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Riflessione di Papa Francesco
Mostrando così la sua gloria, Gesù ci assicura che la croce, le prove, le difficoltà nelle quali ci dibattiamo hanno la loro soluzione e il loro superamento nella Pasqua. Perciò, anche in questo tempo, saliamo anche noi sul monte con Gesù! Ma in che modo? Con la preghiera.Saliamo al monte con la preghiera; la preghiera silenziosa, la preghiera del cuore, la preghiera… Sempre cercando il Signore. Rimaniamo qualche momento in raccoglimento, ogni giorno un pochettino, fissiamo lo sguardo interiore sul suo volto e lasciamo che la sua luce ci pervada e si irradi nella nostra vita.
Lettore: Chiara, sposa dallo sguardo penetrante, ogni giorno hai collocato i tuoi occhi sullo specchio della vita eterna: il Crocifisso glorioso! Sulla superficie di questo specchio, hai potuto scorgere, con la grazia di Dio, tutte le dimensioni dell’amore di Lui: l’altezza della sua povertà, quando scese nella carne della nostra debolezza e fragilità; l’ampiezza della sua umiltà che lo condusse a sostenere la sua passione gloriosa per noi, la profondità della sua carità che egli rivelò quando salì sulla croce e morì per la nostra salvezza.
Tutti: Salve, vigile amante del Crocifisso povero, salve, tu che penetri il mistero dell’Amore umile, salve, tu che sei illuminata dallo splendore glorioso di Lui, salve, tu che vedi il Re della Gloria, G.: Salve, sposa di Cristo! Tutti: Salve, sposa di Cristo!
SESTO GIORNO - 7 AGOSTO
Dal Vangelo secondo Giovanni (13,1-14)
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone , di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?". Rispose Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo". Gli disse Pietro: "Tu non mi laverai i piedi!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con me". Gli disse Simon Pietro: "Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!". Soggiunse Gesù: "Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti". Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: "Non tutti siete puri". Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.
Riflessione al Vangelo
Oggi Dio si inchina dinanzi a ciascuno di noi, si mette ai nostri piedi. Basterebbe questo per rimanere schiantati. La nostra superbia, i giudizi, le pretese, l’ira, la maldicenza, l’arroganza, la sfrontatezza, l’onda fangosa del nostro orgoglio si infrange su quest’amore inimmaginabile. L’amore sino alla fine. Gesù è l’unico che va con noi sino in fondo, che non si ferma di fronte a nulla. Lui non lascia le cose a metà, il suo amore non si spegne, non si raffredda, non sfugge il pericolo, non rinuncia per la vergogna, non cambia per opportunismo, non esige cambiamenti e attitudini particolari, sa pazientare e attendere, guarda tutto di noi con speranza invincibile, non si aspetta contraccambio. Se ti prende per mano e ti promette di amarti sino alla fine, sarà esattamente così.
Lettore: Madre Chiara con mani adorne di virtù hai servito la carne del Cristo nel corpo delle tue sorelle: hai consolato le afflitte, sei stata l’ultimo rifugio delle tribolate, tenerezza con le deboli, rimedio per le ammalate, serva in ogni gesto, scegliendo sempre l’ultimo posto. Umile ancella di Cristo, cingi i nostri fianchi con l’asciugatoio dell’umiltà, invoca su di noi la beatitudine dei piccoli perché la carità ci spalanchi le porte del cielo dove potremo cantare a Dio che è amore.
Tutti: Salve serva dei piccoli, Salve madre ricca di carità, Salve rifugio di ogni figlia, Salve sostegno dell’unità, G.: Salve, sposa di Cristo! Tutti: Salve, sposa di Cristo!
SETTIMO GIORNO - 8 AGOSTO
Dal Vangelo secondo Marco (1,16-20)
Passando lungo il mare di Galilea, Gesù vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: "Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini". E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
Riflessione di Papa Francesco
Vorrei soffermarmi brevemente su questi due aspetti - la promessa e il rischio - contemplando insieme a voi la scena evangelica della chiamata dei primi discepoli presso il lago di Galilea (Mc 1,16-20). Due coppie di fratelli - Simone e Andrea insieme a Giacomo e Giovanni - stanno svolgendo il loro lavoro quotidiano di pescatori. In questo mestiere faticoso, essi hanno imparato le leggi della natura, e qualche volta hanno dovuto sfidarle quando i venti erano contrari e le onde agitavano le barche. In certe giornate, la pesca abbondante ripagava la dura fatica, ma, altre volte, l'impegno di tutta una notte non bastava a riempire le reti e si tornava a riva stanchi e delusi. Sono queste le situazioni ordinarie della vita, nelle quali ciascuno di noi si misura con i desideri che porta nel cuore, si impegna in attività che spera possano essere fruttuose, procede nel "mare" di molte possibilità in cerca della rotta giusta che possa appagare la sua sete di felicità. Talvolta si gode di una buona pesca, altre volte, invece, bisogna armarsi di coraggio per governare una barca sballottata dalle onde, oppure fare i conti con la frustrazione di trovarsi con le reti vuote. Come nella storia di ogni chiamata, anche in questo caso accade un incontro. Gesù cammina, vede quei pescatori e si avvicina… La chiamata del Signore è l'iniziativa amorevole con cui Dio ci viene incontro e ci invita ad entrare in un progetto grande, del quale vuole renderci partecipi, prospettandoci l'orizzonte di un mare più ampio e di una pesca sovrabbondante.
Lettore: Donna forte del vangelo, tanto era l’amore che ti spingeva a seguire le orme del Cristo povero, che tutto stimasti cosa vile e come spazzatura pur di incamminarti sulla via della santa semplicità e della povertà di Lui. Beata te, Chiara, cui è concesso di entrare in questa Via e di perseverare in essa: i tuoi piedi sono liberi e saldi, i tuoi passi leggeri e veloci, la tua corsa diritta e sicura. A te perciò rivolgiamo la nostra supplica perché tu ci indichi la via.
Tutti: Salve, donna evangelica che percorri la Via, salve, fedele impronta della Madre di Dio, salve, fedele discepola del Cristo povero, salve agile cerva dalla corsa veloce. G.: Salve, sposa di Cristo! Tutti: Salve, sposa di Cristo!
OTTAVO GIORNO - 9 AGOSTO
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-17)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.
Riflessione di Papa Francesco
“Gesù ci ha amati per primo, ci ha amati nonostante le nostre fragilità, i nostri limiti e le nostre debolezze umane. Dandoci il comandamento nuovo, Egli ci chiede di amarci tra noi non solo e non tanto con il nostro amore, ma con il suo, che lo Spirito Santo infonde nei nostri cuori se lo invochiamo con fede. In questo modo – e solo così – noi possiamo amarci tra di noi non solo come amiamo noi stessi, ma come Lui ci ha amati, cioè immensamente di più. Dio infatti ci ama molto di più di quanto noi amiamo noi stessi. E così possiamo diffondere dappertutto il seme dell’amore che rinnova i rapporti tra le persone e apre orizzonti di speranza“.
Lettore: Lo Spirito ha acceso in te la fiamma del suo amore. Quella piccola fiammella che ardeva nelle tue ossa e nel tuo cuore è ben presto divenuta fuoco, o Chiara, e tu hai conosciuto l’Amore del tuo Signore. Collocando il tuo cuore in Colui che è figura della divina sostanza, il Figlio dell’Altissimo, hai visto l’Amore che ama fino alla fine. E noi, per l’ardente desiderio del Crocifisso povero che ti ha legata per sempre a sé, ti lodiamo e ringraziamo.
Tutti: Salve, donna resa ardente dallo Spirito, salve, amante povera del Crocifisso povero, salve, regina e sposa bruciata dal desiderio, salve, tu che dimori presso il tuo Signore, G.: Salve, sposa di Cristo! Tutti: Salve, sposa di Cristo!
NONO GIORNO - 10 AGOSTO
Dal Vangelo di Matteo (5,1-12)
Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.
Riflessione di Papa Francesco
“Ognuno, davanti a sé stesso, sa bene che, per quanto si dia da fare, resta sempre radicalmente incompleto e vulnerabile. Non c’è trucco che copra questa vulnerabilità. Ognuno di noi è vulnerabile, dentro. Deve vedere dove. Gesù Cristo ci dice: essere poveri è un’occasione di grazia; e ci mostra la via di uscita da questa fatica. Il Regno di Dio è dei poveri in spirito. Ci sono quelli che hanno i regni di questo mondo, hanno beni e hanno comodità. Ma sappiamo come finiscono. Regna veramente chi sa amare il vero bene…questo ha potere spirituale…chi sa amare il vero bene più di sé stesso. E questo è il potere di Dio“
Lettore: Nel profondo del tuo cuore, Madre Poverella, hai portato inseparabilmente impresso il ricordo delle tue sorelle. Con la parola e il linguaggio silenzioso dell’anima hai loro espresso l’amore che avevi nel tuo cuore. Donna ripiena di gaudio, nessuno poteva strapparti la gioia di vederle appartenere e amare il loro sposo e Signore.
Tutti: Salve, tu che sei madre umile e amorevole, salve, tu il cui cuore trabocca di bene e carità, salve, sposa tutta donata al tuo Signore, salve, sorella e madre ricolma di celeste amore, G: Salve, sposa di Cristo! Tutti: Salve, sposa di Cristo!
Lettore: Donna, amante di Dio, eri tanto ripiena dell’amore del Cristo, che le tue opere mostravano all’esterno quell’ardore di carità che bruciava nel tuo cuore. Madre benigna e amorevole, tu amavi le tue sorelle come te stessa e a tutte provvedevi con compassione e carità. Il tuo cuore di madre era l’ultimo rifugio delle afflitte e delle tribolate e le tue sorelle e figlie attingevano a quel fuoco ardente il calore della vita. Perciò a Colui che ha acceso nel tuo cuore l’incendio dell’amore, cantiamo: Alleluja! Alleluja! Alleluja!
10 AGOSTO
Il Transito di Santa Chiara
Questa sera ripercorreremo il Transito di Santa Chiara alla Vita eterna, nel suo esodo finale da questo mondo, lasciandoci condurre là dove lei ha vissuto, là dove si è consumato il suo Amore. Ci accostiamo a questa celebrazione facendo memoria degli eventi che accompagnarono questo compimento della sua vita e raccogliendo l’eredità che la sua morte ha liberato nel tempo e nei secoli, anche per noi oggi.
Dal Vangelo secondo Giovanni (13,1.31-35)
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri».
Dalla Legenda di Santa Chiara (cap. XXIX; FF 3252-3254)
Da ultimo la vedono agonizzare per parecchi giorni prima della fine: e cresce in questo tempo la fede della gente e la devozione popolare. Ogni giorno è anche onorata, come già santa, dalla visita assidua di cardinali e di prelati. E, ciò che è evento meraviglioso ad udirsi, pur non potendo prendere alcun cibo per diciassette giorni, fu dal Signore sostenuta con tanta fortezza che era lei a confortare, esortandoli al servizio di Cristo, tutti quelli che venivano a visitarla. Infatti, esortandola il buon frate Rainaldo alla pazienza nel lungo martirio di così gravi infermità, con voce perfettamente libera da forzature gli rispose: «Da quando ho conosciuto la grazia del Signore mio Gesù Cristo per mezzo di quel suo servo Francesco, nessuna pena mi è stata molesta, nessuna penitenza gravosa, nessuna infermità mi è stata dura, fratello carissimo!».
Poi, facendosi più vicino il Signore e già quasi stando sulla soglia, Chiara vuole che le stiano accanto sacerdoti e frati spirituali, che le ripetano la Passione del Signore e sante parole. E appena tra di essi le appare frate Ginepro, famoso per saper vibrare ardenti giaculatorie al Signore, con calde parole dal cuore, animata da rinnovata letizia gli chiede se abbia lì pronto qualcosa di nuovo riguardo al Signore. Ed egli, aprendo la bocca, dalla fornace del cuore ardente libera fiammeggianti scintille di parole, e la vergine di Dio trova grande consolazione nelle sue parabole. Infine si volge alle figlie in lacrime, raccomandando loro la povertà del Signore e ricorda lodando i benefici divini. Benedice devoti e devote sue e implora larga grazia di benedizione su tutte le Donne dei monasteri poveri, sia presenti che futuri. Chi potrebbe narrare il resto, senza piangere?
Sono lì presenti quei due benedetti compagni del beato Francesco, dei quali uno, Angelo, lui stesso in lacrime, consola le afflitte; l'altro, Leone, bacia il giaciglio di Chiara morente.
Piangono le figlie desolate il distacco dalla loro pia madre e la accompagnano con le lacrime mentre se ne va, sapendo che non la vedranno più. Si dolgono con immensa amarezza che, insieme con lei, sparisca ogni loro consolazione e che, lasciate nella valle delle lacrime, non saranno più consolate dalla loro maestra. A stento il pudore, esso solo, trattiene la mano dal ferire i corpi e la vampa del dolore è resa ancora più acerba dal fatto che non le si permette di sfogare in manifestazioni esterne di cordoglio. Il rigore claustrale impone il silenzio, la violenza del dolore strappa gemiti e singhiozzi. Le gote sono tumefatte per le lacrime e ancora la piena del cuore, straziato dal dolore, alimenta il rivolo del pianto. Volgendosi poi a se stessa, la vergine santissima parla silenziosamente alla sua anima:
Cantiamo o diciamo insieme:
«Va' sicura perché hai buona scorta, nel viaggio. Va', perché Colui che t'ha creata, ti ha santificata e sempre guardandoti come una madre suo figlio, ti ha amata con tenero amore. E tu, Signore sii benedetto, che mi hai creata».
Lettore:
Interrogandola una delle sorelle a chi stesse parlando, rispose: « Io parlo all'anima mia benedetta ». E ormai quella gloriosa scorta non era molto lontana. Volgendosi infatti a una figlia, le domanda: «Vedi tu il Re della gloria, che io vedo, o figlia?».
Su un'altra pure si posò la mano del Signore e con gli occhi del corpo vide tra le lacrime una beatificante visione. Trafitta invero dal dardo di un profondo dolore, volge lo sguardo verso la porta della casa: ed ecco, entra una schiera di vergini in bianche vesti e tutte hanno ghirlande d'oro sul capo.
Si avanza tra loro una più splendente delle altre, dalla cui corona, che appare alla sommità come un turibolo traforato, s'irradia un tale splendore da mutare in luce del giorno l'oscurità della notte tra le pareti della casa. Si avvicina al lettuccio, dove giace la Sposa del Figlio e, chinandosi su di lei con tenerissimo amore, le dona un dolcissimo abbraccio. Le vergini distendono un pallio di meravigliosa bellezza e, tutte a gara servendo, rivestono il corpo di Chiara e ne adornano il talamo.
Indi, il giorno successivo alla festa del beato Lorenzo, quella santissima anima esce dalla vita mortale, per essere premiata con l'alloro eterno; e, disfatto il tempio del la carne, il suo spirito passa beatamente al cielo. Benedetto quest'esodo dalla valle della miseria, che fu pel lei ingresso nella vita beata! Ormai, in cambio della penuria del cibo, si rallegra al convito dei cittadini del cielo; ormai, in cambio dell'umile cenere, beata nel regno dei cieli, è resa splendente dalla stola della gloria eterna.
Preghiamo insieme
Ti ringraziamo, Chiara, tenera amante nascosta nel cuore di Cristo, poiché hai impresso nel tuo cuore i nostri nomi amando le nostre vite con quell’amore ricco di compassione che il Padre ti ha insegnato. Chiedi per noi il dono dello Spirito perché purificati dal sangue che sgorga dal nostro unico Signore, plasmati nell’intimo dall’ascolto della Parola, spezziamo il nostro cuore nell’amore per i fratelli. La nostra vita arda nei gesti e nelle parole di quella carità di cui il Padre ci rende capaci e possiamo gioire con tutto noi stessi perché la vita del Cristo si faccia carne in noi.
Canto finale
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