Quando ci si raduna insieme con nel cuore la gioia dell’incontro e della condivisione, non può che ravvivarsi il sentirsi dono l’una per l’altra e non può che rafforzarsi la consapevolezza della reciproca appartenenza.

Nei quattro giorni vissuti insieme a Bologna nel Convegno delle Superiore di Comunità (2-5 novembre), durante il quale abbiamo avuto la gioia di avere presente la nostra carissima Madre Generale, noi sorelle chiamate al servizio dell’autorità, aiutate  dalle provocazioni di p. Renato Beretta, abbiamo avuto l’occasione di condividere fraternamente il nostro vissuto, fotografando sia le fatiche che le potenzialità delle nostre esperienze comunitarie, ripensando il nostro servizio alla luce della teologia e del magistero della Chiesa, ma soprattutto lasciandoci illuminare dall’esempio di vita di San Francesco, sempre modello profetico e ispiratore sicuro di virtù e di santità di vita per ciascuna di noi.

Minorità e fraternità: le parole che più sono risuonate negli incontri in sala, nelle condivisioni di gruppo, nelle celebrazioni vissute insieme. Minorità e Fraternità come stile, motivazione e obiettivo del nostro quotidiano, perseverante e instancabile servizio alle sorelle, che sinceramente desideriamo vivere nello stile umile e fraterno di Francesco d’Assisi, il quale ancora oggi ripete a ciascuna di noi: “Dice il Signore: «Non sono venuto per essere servito ma per servire». Coloro che sono costituiti in autorità sopra gli altri, tanto devono gloriarsi di quell’ufficio prelatizio, quanto se fossero deputati all’ufficio di lavare i piedi ai fratelli. E quanto più si turbano se viene loro tolta la carica che se fosse loro tolto il servizio di lavare i piedi, tanto più mettono insieme per sé un tesoro fraudolento a pericolo della loro anima” (Amm IV – FF 152).

Sr Vittoria Sechi

 {imageshow sl=119 sc=5 /}

Sorry, this website uses features that your browser doesn't support. Upgrade to a newer version of Firefox, Chrome, Safari, or Edge and you'll be all set.