Roma. Tempo di incontro e di formazione per le sorelle della tappa Under 10, sotto i dieci anni dalla professione perpetua. Un tempo intenso impastato di preghiera, incontri, condivisione e ascolto. Insieme per compiere il nostro pellegrinaggio della Speranza, portando con noi le gioie e i dolori di questo tempo storico che l’umanità vive.

Come pellegrine siamo arrivate nella città eterna per vivere il Giubileo nell’anno della Speranza e in un tempo particolare, impegnativo e nuovo per la Chiesa. Accompagnate da suor Chiara Lorenzato, Madre Generale, da suor Sara dell’Amico, Superiora Provinciale, e dalla nostra responsabile di tappa, suor Elena Guerra Miguel, abbiamo varcato la Porta Santa, dopo aver percorso il cammino riservato ai pellegrini in preghiera e guidati dalla Croce del Giubileo. Abbiamo condiviso il cammino con un gruppo di giovani e adulti provenienti dalla Spagna e come segno di comunione abbiamo vissuto il pellegrinaggio pregando alcuni Salmi e il Rosario alternando la lingua italiana a quella spagnola. Un cammino compiuto nel silenzio, dinanzi alla Basilica di San Pietro che ad ogni passo era sempre più vicina, in un percorso riservato solo ai pellegrini. Con il cuore colmo di gratitudine e stupore e alimentato dalla preghiera abbiamo varcato la Porta del Giubileo e abbiamo raggiunto la tomba di San Pietro, dove abbiamo concluso il nostro peregrinare con la Professione di Fede e la benedizione di un sacerdote. Parola chiave l’accoglienza da parte dei volontari che hanno accompagnato il nostro cammino, garantendo la possibilità di viverlo con profonda interiorità. Cammino interiore che è proseguito andando alle fondamenta, alle radici della Chiesa Romana con la visita guidata alla Necropoli Vaticana, dove sono riemerse testimonianze archeologiche, epigrafiche e iconografiche dopo oltre 1600 anni. Un’immersione per tornare agli albori del cristianesimo in Occidente, sulla tomba di San Pietro, nello scrigno sul quale si erge oggi la Basilica, casa che raduna tutti i credenti.

Il nostro pellegrinaggio è continuato presso la Basilica di San Paolo e l’Abbazia delle Tre Fontane, dove abbiamo concluso con la preghiera dei vespri. Abbiamo potuto sperimentare la grazia della misericordia e di come nel cuore di ogni persona è racchiusa la Speranza come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo cosa il domani porta con sé.

Insieme a Madre Chiara abbiamo riflettuto sull’importanza di essere pellegrine di speranza sulla via della pace, accordando la nostra musica interiore e definendo la speranza come una corda da tendere verso qualcuno o tesa verso di noi. E ci siamo interrogate su come la Vita Consacrata oggi può rappresentare una speranza trasformante. Solo insieme possiamo generare novità e permettere allo Spirito che si manifesti in ciascuna di noi, con ciò che siamo, nella ricchezza della diversità. Chiamate ad essere un firmamento di stelle e ad essere lunari, cioè capaci di riflettere la Luce vera attraverso le relazioni, le sole che generano comunione. E così mentre la nostra Madre Generale ha sottolineato che è il tempo della luna per la vita consacrata, domenica in piazza San Pietro abbiamo gioito e partecipato all’insediamento di Papa Leone XIV, il quale ci ha ricordato che questo è il tempo dell’Amore.

Una celebrazione sobria, ma molto partecipata in una Piazza San Pietro gremita di gente. Una commozione corale per l’insediamento ufficiale del Sommo Pontefice, commosso e raccolto in preghiera dopo aver ricevuto l’anello del Pescatore. E la gioia di averlo salutato e di esserci trovate in Piazza in un giorno storico per la Chiesa ci riempie di responsabilità per essere ponti di bene, di bellezza, di comunione con ogni fratello e ogni sorella.

Chiamate ad essere umili, a permettere ad ogni stella di risplendere valorizzandone la bellezza, avendo chiaro l’orizzonte della comunione e della condivisione, siamo ripartite da Roma con l’invito a vivere nell’ora dell’Amore, ogni giorno.

sr Valeria Tolli

 

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