PRIMO GIORNO - 2 AGOSTO
La Profezia

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5, 14-16)

"Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli."

Dal Testamento di santa Chiara (FF 2826-2827)

Quando lo stesso santo, infatti, che non aveva ancora né fratelli né compagni, quasi subito dopo la sua conversione, mentre edificava la chiesa di San Damiano, totalmente visitato dalla consolazione divina, fu spinto fortemente ad abbandonare del tutto il mondo, per gran letizia e per l’illuminazione dello Spirito Santo profetò a nostro riguardo quello che poi il Signore adempì. Salendo infatti in quel tempo sul muro di detta chiesa, a certi poveri che si trovavano lì appresso diceva a voce spiegata e in lingua francese: «Venite e aiutatemi nell’opera del monastero di San Damiano, perché´ qui tra poco ci saranno delle signore: nella loro esistenza degna di fama e del loro santo tenore di vita sarà glorificato il Padre nostro celeste in tutta la sua santa Chiesa».

Preghiamo insieme

Godi, o Chiara profetizzata

e dal cielo annunziata

ad essere luce del mondo.

Non ti ha dato ancora alla luce

tua madre, che Dio Padre ti orna

di una forma di chiaro specchio.

SECONDO GIORNO - 3 AGOSTO
L'infanzia di Chiara

Dal vangelo secondo Luca (Lc 2, 41-50)

"I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero le sue parole."

Dalla Leggenda di santa Chiara (FF 3157-3158)

Non appena venuta alla luce, la piccola Chiara cominciò opportunamente a rifulgere molto nell’oscurità del mondo e, già dai più teneri anni, a risplendere per la bontà del suo modo di vivere. Come prima cosa accolse con cuore docile dalla bocca della madre i primi insegnamenti della fede e allo stesso tempo si lasciò formare e istruire dallo Spirito e così` quel vaso purissimo si rivelò un vaso di grazie. Stendeva volentieri la sua mano ai poveri e, dall’abbondanza della sua casa, veniva incontro al bisogno di molti. E affinché´ il suo sacrificio fosse più gradito a Dio, sottraeva di nascosto al proprio corpicino i cibi delicati che mandava, per mezzo di intermediari, per ristorare le viscere dei deboli. In tal modo, sin dall’infanzia, educava la sua mente ad essere sempre più compassionevole, commiserando la miseria dei miseri.

Preghiamo insieme

Godi, nella casa paterna,

 non cose terrene ma superne

cercavi con cuore sollecito.

Misericordiosa per i miseri

mandi loro alimento di cibi

sottraendolo al tuo corpicino.

3° GIORNO - 4 AGOSTO
La fuga

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 8, 34-35)

"Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: "Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà."


Dalla Leggenda di Santa Chiara (FF 3168-3170)

Era prossimo il giorno solenne delle Palme, quando la giovane si recò dall’uomo di Dio per chiedergli della sua conversione, quando e in che modo dovesse agire. Il padre Francesco ordina che nel giorno della festa, elegante e ornata, si rechi alle Palme in mezzo alla folla del popolo, e poi la notte seguente, uscendo fuori dalla città, converta la gioia mondana nel lutto della domenica di Passione. Giunto dunque il giorno di domenica, in mezzo alle altre dame, la giovane, splendente di luce festiva, entra con le altre in chiesa. Qui, con degno presagio, avvenne che, mentre gli altri correvano a ricevere le palme, Chiara, per verecondia, rimase immobile e allora il pontefice, scendendo i gradini, giunse fino a lei e pose la palma nelle sue mani. La notte seguente, preparandosi ad eseguire il comando del santo, intraprese la fuga desiderata con un’onesta compagnia. Siccome però non volle uscire per la porta consueta, riuscì` ad aprire con le proprie mani, con una forza che a lei stessa parve straordinaria, un’altra porta, che era ostruita da legni e pietre pesanti.

Preghiamo insieme

Esulta, Chiara, quando sei tale,

ché agli angeli sei eguale,

per il giglio della castità.

Disdegni il talamo coniugale,

conservi il fiore verginale,

sposandoti al Figlio di Dio.

4° GIORNO - 5 AGOSTO
La povertà

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13, 44-46)

"Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra".


Dalla Regola di santa Chiara (FF 2795)

"Le sorelle non si approprino di nulla, né della casa, né del luogo, né d'alcuna cosa, e come pellegrine e forestiere in questo mondo, servendo al Signore in povertà e umiltà, con fiducia mandino per la elemosina. E non devono vergognarsi, poiché il Signore si fece per noi povero in questo mondo. E questo quel vertice dell'altissima povertà, che ha costituito voi, sorelle mie carissime, eredi e regine del regno dei cieli, vi ha reso povere di sostanze, ma ricche di virtù. Questa sia la vostra parte di eredità, che introduce nella terra dei viventi. Aderendo totalmente ad essa, non vogliate mai, sorelle dilettissime, avere altro sotto il cielo, per amore del Signore nostro Gesù Cristo e della sua santissima Madre."

Preghiamo insieme

Esulta, Chiara, le cose terrene

ti diventano aliene,

poverella di mente e di corpo,

la via della santa povertà,

seguendo Cristo e Maria,

tu mantieni in ogni tempo.

5° GIORNO - 6 AGOSTO
Chiara e Francesco

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13, 34-35)

"Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri."

Dal Testamento di santa Chiara (FF 2831-2833)

Dopo che l’altissimo Padre celeste, per sua misericordia e grazia, si degnò di illuminare il mio cuore perché, per l’esempio e l’insegnamento del beatissimo padre nostro Francesco, facessi penitenza, poco dopo la sua conversione, unita alle poche sorelle che il Signore mi aveva donato poco dopo la mia conversione, volontariamente gli promisi obbedienza, così come il Signore aveva riversato in noi la luce della sua grazia attraverso la sua vita mirabile e il suo insegnamento. Poi Francesco, osservando attentamente che, pur essendo deboli e fragili nel corpo, non ricusavamo nessuna indigenza, povertà, fatica, tribolazione, o ignominia e disprezzo del mondo, 28 anzi, al contrario, li ritenevamo grandi delizie sull’esempio dei santi e dei suoi fratelli, avendoci esaminato frequentemente, molto se ne rallegrò nel Signore. E mosso ad affetto verso di noi, si obbligò verso di noi, per sé e per la sua Religione, ad avere sempre diligente cura e speciale sollecitudine di noi come dei suoi fratelli.

Preghiamo insieme

Godi, o Chiara, avvolta,

mentre parlavi con Francesco,

da una chiara luce dal cielo.

Questo fu uno splendore celeste,

teste di una luminosa mente

e di un fervente spirito.

6° GIORNO - 7 AGOSTO
La liturgia penitenziale

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14, 31-33)

Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

Dalla Leggenda di santa Chiara (FF 3203)

"In altro tempo Vitale d'Aversa, uomo assetato di gloria e coraggioso in battaglia, guidò l'esercito, di cui era capitano, contro Assisi. Per la qual cosa spogliò la contrada di alberi, devastò tutte le vicinanze e infine pose stabile assedio alla città. Con minacciose parole dichiara che non se ne andrà in alcun modo di lì, finché non si sia impadronito della città stessa. E già si era pervenuti a tal punto che si temeva imminente la caduta della città. Quando lo venne a sapere Chiara, serva di Cristo, fu scossa da profondo dolore e, chiamate a sé le sorelle, disse: "Da questa città riceviamo ogni giorno molti beni, carissime figlie: sarebbe grande empietà non portarle soccorso, come possiamo, ora che è il momento opportuno". Comanda di portare della cenere, comanda alle sorelle di scoprirsi il capo. E lei per prima, scopertosi il proprio, lo cosparge di molta cenere; poi depone la cenere sulla testa delle altre. "Andate dal Signore nostro - dice - e domandategli con tutto il cuore la liberazione della città". A che soffermarmi sui singoli particolari? a che ricordare le lacrime delle vergini, le preghiere violente? Dio misericordioso, il mattino seguente, dà con la tentazione, anche la via d'uscita: in modo che, tutto disperso l'esercito, anche quell'uomo superbo è costretto ad andarsene, contrariamente ai suoi disegni, e a smettere di tormentare oltre quella terra. Egli stesso, infatti, il capitano di guerra, poco dopo fu ucciso di spada."

Preghiamo insieme

Gioisci, perché sotto delicati

indumenti ti cingi

un cilicio assai duro

con cui le sacre membra domasti,

il nemico superasti

il mondo ed il vizio.

7° GIORNO - 8 AGOSTO
Conversione dei peccatori

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 15,4 - 10)

"Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: «Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.» Cosi, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione. O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte".

Dalla Leggenda di Chiara d’Assisi (FC 1832)

Colei che nella sua carne era già morta e separa dal mondo, nella sua nima era occupata con Dio nella sua preghiera incessante. Dopo compieta pregava a lungo con le sue sorelle, e le sue lacrime movevano le altre a devozione. Mentre le altre dormivano, ella vegliava, mentre questi si coricavano, trattava con Dio durante la notte. Piangeva anche in modo indicibile nella preghiera per la conversione dei peccatori.

Preghiamo insieme

Rallegrati, o madre fedele,

dai dardi del nemico

e dalle sue insidie,

tu, dacci sempre protezione,

che siamo muniti di continuo

dalle tue pietose difese.

8° GIORNO - 9 AGOSTO
La cura alle sorelle

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13, 12-17)

Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono.  Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.  Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica.

Dalla Legenda ufficiale di Chiara d’Assisi (LegsC - FC 525)

Questa ammirevole abbadessa però non ama solo le anime delle sue figlie, ma con meraviglioso impegno di carità provvede anche ai loro fragili corpi. Infatti spesso, nel freddo della notte, con la propria mano copre quelle che dormono e, quando le vede incapaci di osservare il rigore, vuole che si accontentino di una dieta più temperata. Se la tentazione turbava qualcuna, se la mestizia invadeva qualche altra, come suole accadere, chiamatala in disparte la consolava fino a lacrimarne. A volte si prostra ai piedi delle afflitte, per alleviare con carezze materne la violenza del dolore. Di questa attenzione le figlie non ingrate la ricambiano con singolare affetto. Colgono infatti il tratto di amore nella madre, venerano nella maestra l’ufficio del presiedere. Seguono nella pedagoga il comportamento retto e ammirano nella sposa di Dio la prerogativa di una santità perfetta.

Preghiamo insieme

Godi, o Chiara, che hai imitato

le opere del Salvatore,

per il desiderio d’amore,

lavando i piedi nel servizio

alle malate e alle sane,

esercitando tali cose senza tedio.

9° GIORNO - 10 AGOSTO
L’Eucarestia

Dal Vangelo secondo Giovanni (6, 53-58)

Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Dalla lettera quarta ad Agnese di Boemia (FF 2900-2902)

Ora invece che posso scriverti, gioisco con la tua carità ed esulto con te nel gaudio dello spirito, o sposa di Cristo, poiché, disprezzate tutte le vanità di questo mondo, come l’altra santissima vergine santa Agnese ti sei mirabilmente sposata all’Agnello immacolato, che porta su di sé i peccati del mondo. Felice certamente colei a cui è dato godere di questo sacro connubio, per aderire con il più profondo del cuore a colui la cui bellezza ammirano incessantemente tutte le beate schiere dei cieli, il cui affetto appassiona, la cui contemplazione ristora, la cui benignità sazia, la cui soavità ricolma, il cui ricordo risplende soavemente, al cui profumo i morti torneranno in vita e la cui visione gloriosa renderà beati tutti i cittadini della celeste Gerusalemme. E poiché´ egli è splendore della gloria, candore della luce eterna e specchio senza macchia, guarda ogni giorno questo specchio, o regina sposa di Gesù Cristo, e in esso scruta continuamente il tuo volto, perché tu possa così adornarti tutta all’interno e all’esterno, vestita e avvolta di variopinti ornamenti, ornata insieme con i fiori e le vesti di tutte le virtù, come conviene a figlia e sposa amatissima del sommo Re.

Preghiamo insieme

Gioisci, perché il corpo di Cristo

spesso hai degnamente ricevuto

 con calde lacrime.

Fa che ci nutriamo di questo cibo

nell’ora della morte, e siamo mondati

dalle macchie delle colpe.

Transito di Santa Chiara

Canto d’ingresso

Guida: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

CarissimI, questa sera ripercorreremo il transito di Santa Chiara alla vita eterna, nel suo esodo finale da questo mondo, lasciandoci condurre là dove Chiara ha vissuto, là dove si è consumato il Suo Amore. Ci accostiamo a questa celebrazione facendo memoria degli eventi che accompagnarono questo compimento della sua vita e raccogliendo l’eredità che la sua morte ha liberato nel tempo e nei secoli, anche per noi oggi.

Lettore 1: Dal Vangelo secondo Giovanni (20, 19-23)

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».

Silenzio

Lettore 2: Dalla Legenda Admirabilis et Venerabilis (LegTra; FC 640-642)

La mirabile e veneranda vergine Chiara, fedelissima ancella e amica dell’Altissimo, fu abbadessa e corifeo di tutte le Donne Povere nel monastero di San Damiano. L’eccellente vergine servì fedelmente Dio per quaranta due anni nello stadio dell’altissima povertà, e lì spezzò l’alabastro del suo corpo. Trascorsi quegli anni, e preceduta da molteplici dolori, ecco già si avvicinava al premio della celeste chiamata. Anche se il vigore della sua carne fu prostrato, negli anni antecedenti, per l’austerità della penitenza, nei tempi successivi fu presa da una dura infermità. Le infermità si accrebbero, mentre si avvicinava al suo trapasso, per diciassette giorni non prese alcun alimento, fu dal Signore dotata di così grande vigore, da confortare al servizio di Cristo tutti quelli che andavano da lei.

Canone

IL SIGNOR PAPA INNOCENZO

LA VISITÒ INFERMA, L’ASSOLSE E LA BENEDISSE

Lettore 3: Dalla legenda ufficiale di Chiara d’Assisi (LegsC 29; FC 536-543)

Il signor Innocenzo IV, di santa memoria, si affretta con i suoi cardinali a visitare l’ancella di Cristo, e non esita con la sua presenza papale a rendere veneranda la morte di colei di cui aveva encomiato la vita al di sopra delle donne del nostro tempo. Entrato in monastero si dirige al lettuccio, porge la mano da baciare alla bocca dell’inferma. Lei accetta con gran gratitudine la mano, ma con somma riverenza chiede di baciare il piede del Papa. Il curiale signore salito su di uno sgabello di legno benevolmente offre il piede; su di esso lei imprime baci sopra e sotto, e vi piega sopra con devozione il volto. Poi con volto angelico richiede al Sommo Pontefice la remissione di tutti i peccati. Egli mormora: “magari avessi io bisogno di un pari perdono!”. Le impartisce il dono della completa remissione e la grazia di un’ampia benedizione. Quindi partiti tutti, dato che quel giorno aveva ricevuto l’ostia santa dalle mani del Ministro provinciale, sollevati gli occhi al cielo e con le mani giunte verso Dio, tra le lacrime disse alle sue sorelle: “Lodate il Signore, figliolette mie, perché Cristo oggi si è degnato di concedermi un dono tale, che il cielo e la terra non sarebbero capaci di compensare: oggi ho ricevuto lo stesso Altissimo e ho meritato di vedere il suo Vicario”.

Salmo 103 (102) – a cori alterni

1.Benedici il Signore, anima mia,

quanto è in me benedica il suo santo nome.

Benedici il Signore, anima mia, lo temono;

non dimenticare tutti i suoi benefici.

2.Perché quanto il cielo è alto sulla terra,

così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;

quanto dista l’oriente dall’occidente,

così egli allontana da noi le nostre colpe.

3.Benedite il Signore, angeli suoi,

potenti esecutori dei suoi comandi,

attenti alla voce della sua parola.

4.Benedite il Signore, voi tutte sue schiere,

suoi ministri, che eseguite la sua volontà.

Benedite il Signore, voi tutte opere sue,

in tutti i luoghi del suo dominio.

Benedici il Signore, anima mia.

Lettore 4: Dalla Legenda Admirabilis et Venerabilis (LegTra; FC 640-642)

Avvicinandosi in fine l’ora del suo trapasso, ecco quasi sulla mezzanotte, una moltitudine di vergini fa ingresso in bianche vesti e in capo ornate di una corona d’oro. Tra le quali una più elegante delle altre, era di tanto splendore che trasformava la notte nella luce del giorno, era cioè la Vergine delle vergini, la madre del Signore salvatore. La Regina del cielo si avvicina al letto, dove la sposa del Figlio giaceva, e chinandosi con tanto amore su di essa, le dà un dolcissimo abbraccio. Viene offerto dalle vergini un velo di una mirabile bellezza, viene coperto il corpo di Chiara, e viene adornato il talamo. Il giorno dopo dunque del beato Lorenzo, quell’anima santissima se ne esce per essere coronata del premio eterno; disciolto il tempio della carne, lo spirito migrò felicemente al cielo. Benedetta sia tale uscita dalla valle della miseria, divenuta ingresso per lei alla vita eterna. Già in cambio di un povero vitto si allieta alla mensa dei cittadini del cielo. Già in cambio delle umili ceneri, nel regno dei cieli la beatissima Chiara viene vestita del pallio della gloria eterna, nell’anno cioè della incarnazione di Cristo 1253, del giorno 12 di agosto.

Canto: Transito di S. Chiara 

(Continuazione della lettura)

Immediatamente la notizia della morte della vergine colpì di un meraviglioso stupore tutta la gente della città. Sul luogo accorrono gli uomini, accorrono le donne. Tutti la chiamano santa, tutti la proclamano cara a Dio. Accorre il potestà con un manipolo di soldati e una schiera di armati. Quella sera e per tutta la notte dispongono diligentemente le sentinelle, perché non capitasse qualche danno a quel prezioso tesoro che giaceva là in mezzo. Il giorno dopo è in movimento tutta la curia romana, cioè il vicario di Cristo con i cardinali, per giungere sul luogo; tutta la città muove i suoi passi verso San Damiano.

“Veramente santa, veramente gloriosa regna con gli angeli,

lei che riceve un tale onore dagli uomini sulla terra.

Intercedi per noi presso Cristo, primiceria delle Donne Povere,

che conducesti innumerevoli alla penitenza, innumerevoli alla vita”.

(LegsC 548)

Guida: Dio misericordioso, che hai ispirato alla santa madre Chiara un ardente amore per la povertà evangelica, per sua intercessione concedi anche a noi di seguire Cristo povero e umile, per godere della tua visione nella perfetta letizia del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. 

Canto finale

 

 

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